I premi delle fiere Frieze a Seoul e a Londra puntano su partecipazione e valore del gioco dell’arte contemporanea

Gli artisti vincitori dei Frieze Artist Award si preparano a portare in fiera opere e installazioni site-specific. A Londra c’è un'enorme scultura a forma di ragno su cui arrampicarsi

Si fa fatica a crederlo ora, con il caldo che attanaglia mezza Europa, ma in autunno torneremo a mettere cappotti e cappelli nella nostra valigia per la nuova stagione di eventi e appuntamenti del sistema artistico internazionale. In alcuni casi, poi, per il ritorno delle fiere, non bisogna nemmeno aspettare i mesi più freddi, come per la nuova edizione di Frieze Seoul, che torna al COEX dal 2 al 5 settembre 2026. Mentre per le edizioni di Londra di Frieze London e Frieze Masters l’appuntamento è dal 14 al 18 ottobre 2026, sotto gli iconici tendoni issati come da tradizione a The Regent’s Park. E, dalla Corea al Regno Unito, si preparano le commissioni di opere d’arte site specific dei vincitori dei Frieze Artist Award 2026.

I premi delle fiere Frieze per promuovere gli artisti locali e internazionali

Nelle differenze che contraddistinguono i contesti delle fiere a marchio Frieze, attive a Londra, New York, Los Angeles, Seul e, prossimamente, ad Abu Dhabi, le rassegne procedono appaiate, invece, con gli spazi di visibilità per gli artisti emergenti garantiti dalla vittoria del Frieze Artist Award, che ogni anno, e nelle prossime settimane prima a Seul e poi a Londra, prende corpo in commissioni di opere site-specific che vanno in mostra durante i giorni delle fiere. Per l’edizione 2026, la scommessa è non solo sulle pratiche più contemporanee, ma anche su una dimensione installativa o tecnologica della ricerca artistica, interessata a scombinare le carte dei meccanismi espositivi e commerciali dell’arte e a trovare nuove strade possibili per nuovi pubblici da conquistare.

Un collettivo artistico ha vinto il Frieze Seoul Artist Award 2026

A vincere l’edizione coreana del premio indetto dalle fiere Frieze, il Frieze Seoul Artist Award 2026, sostenuto per il quarto anno consecutivo da Bvlgari, è stato il collettivo artistico Yagwang, con sede a Seul. L’obiettivo dichiarato del premio è d’altro canto quello di mettere in luce e sostenere i talenti coreani, in una fase cruciale della loro carriera. Il vincitore del premio è invitato a realizzare una nuova e ambiziosa commissione site-specific per Frieze Seoul, che sarà in mostra nei giorni di fiera, al COEX dal 2 al 5 settembre 2026, facilitando così il percorso di promozione e posizionamento internazionale. Dopo i vincitori, Im Youngzoo (2025), Goen Choi (2024) e Hannah Woo (2023), per il 2026 sarà così presentato un progetto del collettivo Yagwang, fondato dagli artisti Terri Kim e In Jeon, che lavora con scultura, video, installazione e performance, affrontando spesso temi di rilevanza sociale, dal genere all’identità, dai diritti umani e civili al mondo del lavoro, dal mondo queer alle sottoculture.

Il collettivo Yagwang smonta i dispositivi espositivi a Frieze Seoul 2026

Il collettivo coreano Yagwang aveva già partecipato al programma Frieze LIVE nel 2025, a conferma di un impegno curatoriale della fiera che dura nel tempo e che intende, con metodo, offrirsi come spalla affidabile per gli artisti della scena locale, anche nelle ricerche più innovative e pronte a mettere in discussione le convenzioni dell’evento stesso. Per il Frieze Seoul Artist Award, infatti, il collettivo presenta Facade Zone (2026), un’installazione scultorea site-specific nella quale le pareti di uno stand fieristico sono smontate e ricostruite sotto forma di una struttura lignea e mobile, che richiama fondali e scenografie fotografiche o cinematografiche, evidenziando e rendendo visibili il meccanismo e il funzionamento di un’esposizione. Nel nuovo display concepito dagli artisti coreani troveranno poi spazio sculture in lattice ispirate alle figure protettrici dell’iconografia buddhista coreana e interventi di luci e ombre, in un gioco continuo di trasformazioni e mutamenti di ciò che si vede.

L’artista greco Theo Triantafyllidis è il vincitore del Frieze London Artist Award 2026

Il gioco torna protagonista anche nell’altra grande commissione in arrivo, quella assegnata al vincitore del Frieze London Artist Award 2026, co-prodotto insieme all’organizzazione per l’arte inglese Forma e quest’anno per la prima volta in collaborazione con Google Arts & Culture: l’artista greco Theo Triantafyllidis. Il progetto di Triantafyllidis per Frieze London, in programma dal 14 al 18 ottobre 2026 al Regent’s Park, unisce l’interazione fisica tra spettatore e opera d’arte al gioco online e lo fa portando in fiera un’enorme scultura a forma di ragno, Feral Metaverse (Spider) (2026), su cui i visitatori potranno arrampicarsi e partecipare a un videogioco multiplayer, in cui, tra spazio fisico e ambiente digitale, sarà fondamentale la collaborazione.

La grande scultura-ragno dell’artista Triantafyllidis che invita al gioco

Giocando sulla presenza ambigua del ragno, animale minaccioso e disturbante quanto intelligente e vulnerabile nelle sue morbide fattezze scultoree, l’artista greco invita gli spettatori a superare le barriere che li separano dalla tradizionale fruizione di un’opera d’arte e a scalare la scultura e ad accomodarcisi su, mettendo il corpo al centro di ogni processo di partecipazione e comprensione. Un’esperienza, dunque, al tempo stesso fisica e simbolica, attraverso scultura e digitale, che ben si allinea all’invito del premio per il 2026 a esplorare la tecnologia, inclusa l’Intelligenza Artificiale, senza però, evidentemente, perdere di vista il focus sul corpo dello spettatore. Oltre che essere un passo avanti nella ricerca già in corso dell’artista greco. “Con “Feral Metaverse (Spider)”, Theo ha creato un’opera che richiede una presenza fisica”, ha sottolineato per l’appunto la direttrice di Frieze EMEA Eva Langret, che continua: “Bisogna essere lì, nello stesso spazio, arrampicarsi sulla scultura, giocarci, comprenderla insieme a degli sconosciuti”.

La storia più che decennale del Frieze London Artist Award

“È un grande onore ricevere un’opportunità di questo tipo in un momento così importante del mio percorso artistico”, ha commentato il vincitore Triantafyllidis, “mi permette di riunire il mio team ad Atene e di portare sia il videogioco sia la forma scultorea oltre qualsiasi traguardo raggiunto finora, insieme a un gruppo di persone che crede davvero nel progetto e nella sua visione. È come compiere un salto nel vuoto con il sostegno necessario, e rappresenta un vero passo avanti per il mio lavoro”. Istituito nel 2009 (col nome, allora, di Cartier Award), ogni anno il Frieze London Artist Award torna a sostenere, infatti, un artista in momenti importanti della sua carriera, attraverso la commissione di una nuova opera, a cui si offre un palcoscenico internazionale di tutto rispetto, aprendo la strada, in molti casi, a successivi riconoscimenti istituzionali. Come è successo, in passato, ai precedenti vincitori, quali Sophia Al-Maria (2025), Lawrence Lek (2024), Adham Faramawy (2023), Abbas Zahedi (2022), Sung Tieu e Precious Okoyomon (2021), Alberta Whittle (2020) o Himali Singh Soin (2019), o, più indietro nel tempo, a Simon Fujiwara (2010), Jordan Wolfson (2009). Perché anche una fiera, quando vuole e fuori dagli stand delle gallerie, può fare la differenza nel futuro degli artisti.

Cristina Masturzo

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo

Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna "Economia e Mercato dell'Arte" e "Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni" al Master Accademico in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia…

Scopri di più