Mostra del Cinema di Venezia 2026: tutti i film da non perdere La guida

Dal ritorno di Nanni Moretti al nuovo film di Werner Herzog, passando per Luca Guadagnino, Andrea Pallaoro e il documentario sugli Oasis: ecco la nostra guida ai dieci (più uno) titoli più attesi della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, in programma dal 2 al 12 settembre 2026

La Mostra del Cinema di Venezia è, come da tradizione, l’appuntamento che chiude l’estate e inaugura la nuova stagione del grande cinema internazionale. Sul Lido, ogni anno, prendono forma le storie destinate a lasciare un segno nei mesi successivi: film che diventano fenomeni culturali, opere che dividono la critica, autori che si confermano e nuovi talenti pronti a conquistare la scena mondiale. Anche l’edizione 2026 si presenta con una selezione capace di intrecciare linguaggi e sensibilità molto diverse. Accanto ai grandi maestri convivono registi emergenti, documentari dedicati a figure iconiche della musica, dell’arte e del cinema, opere ispirate a fatti realmente accaduti e racconti che affrontano temi di stretta attualità. Una varietà che restituisce, ancora una volta, l’identità stessa della Mostra.

The Echo Chamber
The Echo Chamber

I film italiani da vedere alla Mostra del Cinema di Venezia 2026

L’Italia si presenta a Venezia con un gruppo di autori capaci di raccontare sensibilità e linguaggi molto diversi. Tra gli appuntamenti più attesi c’è il ritorno di Nanni Moretti che, a 37 anni da Palombella rossa, torna in concorso al Lido con Succederà questa notte, tratto dalla raccolta di racconti Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Riflettori puntati anche su Andrea Pallaoro che, dopo Monica (2022), firma The Echo Chamber, nato da un soggetto di Bernardo Bertolucci e scritto insieme a Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini: un progetto che riporta sullo schermo, seppur indirettamente, l’eredità creativa del grande maestro.

Tra le novità italiane spicca L’estranea di Paolo Strippoli, tra i registi più interessanti della nuova generazione, che continua a esplorare il cinema di genere per costruire un horror profondamente radicato nella realtà contemporanea. Accanto alla finzione trovano spazio anche il documentario Carla Lonzi, dentro e fuori dal mondo, dedicato alla critica d’arte, saggista e teorica del femminismo radicale, fondatrice di Rivolta Femminile; La città dei vivi, adattamento cinematografico del libro di Nicola Lagioia che ripercorre il caso dell’omicidio di Luca Varani; e La ragazza con la Leica, il nuovo film di Alina Marazzi dedicato alla figura di Gerda Taro, pioniera del fotogiornalismo di guerra, il cui sguardo ha contribuito a raccontare alcuni dei momenti più drammatici del Novecento.

La ragazza con la Leica foto di Manuel Alberto Claro © 2026 Vivo film, Komplizen Film, ZDF_ARTE, Eolo film Productions
La ragazza con la Leica foto di Manuel Alberto Claro © 2026 Vivo film, Komplizen Film, ZDF ARTE, Eolo film Productions

I documentari che vedremo alla Mostra del Cinema di Venezia 2026

A impreziosire ulteriormente il programma c’è una proposta documentaria di altissimo profilo, capace di spaziare dalla musica all’architettura fino al racconto di grandi protagonisti della cultura contemporanea. Tra gli eventi più attesi figura Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario che ripercorre la storia della band dei fratelli Gallagher e arriva al Lido in un momento di rinnovata attenzione mondiale dopo la reunion del gruppo. Un titolo destinato ad attirare non solo i cinefili, ma anche migliaia di appassionati di musica. Grande curiosità anche per Joie de vivre, il nuovo lavoro di Luca Guadagnino dedicato a Bernardo Bertolucci: un imponente documentario della durata di sette ore che si preannuncia come un viaggio nell’universo creativo di uno dei maestri assoluti del cinema italiano, raccontato attraverso lo sguardo di uno degli autori che più ne hanno raccolto l’eredità artistica.

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Simon Emmett, Oasis, Tokyo

I film internazionali da vedere alla Mostra del Cinema di Venezia 2026

Sul fronte internazionale, Venezia accoglie alcuni dei nomi più autorevoli del cinema contemporaneo. Werner Herzog torna con Bucking Fastard, confermando la sua inesauribile capacità di muoversi tra realtà e immaginazione con uno sguardo visionario e affidando i ruoli principali alle sorelle Rooney e Kate Mara. Wim Wenders presenta invece From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor, documentario dedicato all’architetto svizzero, premio Pritzker nel 2009, che riflette sul rapporto tra spazio, luce, materia e creatività, temi da sempre al centro della poetica del regista tedesco. Tra i titoli internazionali più attesi c’è anche Woman Unknown della regista danese May el-Toukhy, intenso dramma psicologico che si annuncia come una delle opere più intriganti del concorso e conferma l’attenzione della Mostra verso uno sguardo femminile capace di indagare identità, relazioni e dinamiche di potere (seppur unico titolo in competizione diretto da una donna).

Sarà il verdetto della giuria internazionale, presieduta dalla regista Maggie Gyllenhaal, a decretare il vincitore del Leone d’Oro. Ma la storia della Mostra insegna che i premi raccontano solo una parte del festival. Spesso sono il passaparola, le recensioni della critica e le conversazioni che animano il Lido a consacrare i film destinati a rimanere nell’immaginario collettivo. Gli undici titoli che abbiamo selezionato rappresentano, per ragioni diverse, le opere da seguire con maggiore attenzione: alcuni partono coi favori del pronostico, altri potrebbero trasformarsi nelle sorprese dell’edizione 2026. Tutti, però, arrivano a Venezia con l’ambizione di lasciare un segno ben oltre la cerimonia di chiusura.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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