Viaggiare per imparare. Dalle spedizioni di ecologia marina all’apprendistato con artisti e artigiani
Se è vero che nel viaggio si cerca sempre più spesso l’esperienza, oggi sono molte le opportunità offerte a chi vuole acquisire nuove competenze mentre scopre il mondo. Tra spedizioni scientifiche e laboratori con artisti e artigiani, fattorie biologiche e trekking linguistici
Partire per imparare non è una novità: da anni si viaggia per seguire corsi di lingua, ritiri di yoga o programmi sportivi. Oggi però l’apprendimento entra nell’esperienza in modo più diretto. Si torna con competenze acquisite sul campo, non solo con ricordi. Dalle spedizioni scientifiche ai laboratori con artisti e artigiani, dalle fattorie biologiche ai trekking linguistici. Il viaggio diventa un modo per misurarsi con abilità nuove e, a volte, scoprire nuovi talenti.

Viaggiare per imparare. Come diventare citizen scientist
Magari quello del “citizen scientist”, il cittadino scienziato. Si apprende partecipando a uno dei due programmi dell’Istituto Tethys, organizzazione senza fini di lucro che conduce ricerca scientifica sull’ecologia delle specie marine. Il primo progetto, il Cetacean Sanctuary Research, si svolge a bordo di un motorsailer nel Mar Ligure, nel Santuario Pelagos, per avvistare balenottere, capodogli, stenelle. Il secondo progetto, lo Ionian Dolphin Project, ha base nel villaggio di Vonitsa, nel Golfo di Ambracia in Grecia, uno degli ecosistemi più ricchi di delfini tursiopi del Mediterraneo. Si soggiorna in una casa di ricerca e si esce ogni giorno in gommone per le attività di osservazione. In entrambi i programmi non serve esperienza: “Tutti possono partecipare”, spiega la ricercatrice Maddalena Jahoda. “Per una settimana si entra nel lavoro sul campo: turni di avvistamento, uso dell’idrofono, riconoscimento delle specie e raccolta dati per la foto-identificazione”. Ogni osservazione confluisce nei database dell’Istituto, costruiti in decenni di lavoro e a oggi oltre 7.500 persone hanno partecipato come citizen scientist, contribuendo alla conoscenza e alla tutela dell’ambiente marino.

Fotografare il mondo
Anche un obiettivo fotografico può trasformarsi in uno strumento di conoscenza. In un’epoca in cui nel mondo si scattano 64.000 fotografie al secondo si può imparare che una foto non è mai scontata né un semplice contenuto da condividere, ma una conquista. L’attesa della luce giusta, delle condizioni metereologiche adatte, l’impegno di camminate, sveglie all’alba, di silenzi e sguardi attenti. Partecipare a un tour fotografico in compagnia di un professionista insegna oltre alla tecnica, un’etica: quella del rispetto dei luoghi. La scelta è infinita, in tutto il mondo. Dagli animali del Botswana ai deserti delle Ande, itinerari proposti dalla Nikon School Travel, ai laghi sloveni di Bled e i vulcani di Lanzarote, firmati da Viaggi Fotografici, fino alla Street Photography con i professionisti della Leica Akademie. E si torna a casa con uno sguardo nuovo. Che il viaggio rafforzi nuove attitudini è confermato anche per lo studio di una lingua. Camminare, condividere i pasti, vivere il territorio è meglio che stare seduti in classe. Ed è il metodo di Peak Me Languages, in cui le lezioni di spagnolo avvengono mentre si cammina sul Pico de Europa, catena montuosa lungo la costa settentrionale della Spagna.

In vacanza con artigiani e artisti
Sul fronte dell’artigianato, la francese Wecandoo offre più di 8.000 atelier in tutta la Francia, permettendo ai viaggiatori di stare per un weekend accanto a ceramisti, vetrai, falegnami, orafi. Tra le esperienze: corsi di vetrata artistica a Lille, soffiatura del vetro in Bretagna, percorsi di forgiatura del metallo nel Nord della Francia, con l’obiettivo, come spiega Édouard Eyglunent, uno dei fondatori, “di rimettere l’artigianato nel nostro quotidiano”. La piattaforma VAWAA, Vacation With An Artist ha trasformato il turismo di esperienza in “mini-apprendistato” connettendo artisti, artigiani, performer in tutto il mondo. E si finisce magari per incontrare Marta Ģibiete, in Lettonia, artista del vetro basata a Riga, famosa per aver sviluppato la tecnica di fusione non convenzionale, denominata “bubak”, per creare sculture geometriche tridimensionali, o stare quattro giorni insieme all’artista tessile Marianne, nel suo studio a Zutphen, cittadina medievale immersa tra i boschi, a un’ora e mezzo da Amsterdam. Infine si può imparare anche nelle fattorie biologiche della WWOOF (Worldwide Opportunities on Organic Farms), che promuove esperienze educative e culturali mettendo le “mani nella terra”. In Italia si può fare il “woofer” nella casa di campagna di Marco e Stefy, nell’Ogliastra, imparando l’orticoltura, l’allevamento degli animali da fattoria e la raccolta delle erbe spontanee; oppure coltivare, raccogliere e distillare piante officinali in una piccola azienda agricola sull’Appennino parmense. E chissà che un viaggio nato solo per curiosità non finisca per ridisegnare il futuro.
Luisa Taliento
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati