La Russia continua a prendere di mira il patrimonio culturale dell’Ucraina: danni alla Cattedrale della Dormizione di Kiev (e non solo)
Inclusa nello storico complesso del Monastero delle grotte, tra i luoghi più sacri dell’ortodossia slava orientale, la Cattedrale fondata alla fine dell’XI secolo è stata più volte oggetto di distruzione, fino all’ultima ricostruzione celebrata nel 2000. Il raid russo che ha colpito Kiev la rimette a rischio. Distrutta anche la più antica collezione di costumi di scena del Paese
Da settimane, Kiev è di nuovo sotto attacco. Le ostilità tra Russia e Ucraina, a distanza ormai di oltre quattro anni dall’invasione del territorio ucraino da parte delle forze russe, non si sono mai fermate. Ma il fronte riapertosi in Medio Oriente, dapprima con il precipitare del conflitto israelo-palestinese, ora con la guerra in Iran, ha finito per spostare l’attenzione mediatica, a dispetto di una situazione apertissima – e logorante – che continua a procurare distruzione e morte. Soprattutto in terra ucraina.
Il raid della Russia contro il patrimonio culturale dell’Ucraina. Colpito il Monastero delle grotte
L’ultimo pesante raid russo – condotto con 70 missili e oltre 600 droni – ha colpito, nella notte tra il 14 e 15 giugno, quasi tutti i quartieri di Kiev, ma anche le città di Kharkiv e Dnipro. Provocando 11 morti e gravi danni al Monastero delle grotte (Kyiv Pecersk Lavra), complesso fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio e protetto dall’Unesco dal 1990, che include anche la Cattedrale della Dormizione. Il monastero – che vanta un complesso sistema di grotte sotterranee e catacombe e fu ampiamente modificato tra Seicento e Settecento, in stile Barocco – è considerato uno dei luoghi più sacri dell’ortodossia slava orientale e uno dei simboli religiosi e culturali più importanti dell’Ucraina. Qui, il monaco Nestore scrisse la Cronaca degli anni Passati, considerato il primo documento della storiografia nazionale ucraina – all’epoca Mosca ancora non esisteva – ed è dunque particolarmente evidente il valore simbolico dell’attacco. Se non bastasse, il complesso, che dopo la Rivoluzione fu trasformato in un centro museale per la propaganda contro la religione, è ancora conteso dalla Chiesa ucraina ancora associata al Patriarcato di Mosca e dalla Chiesa autocefala ucraina. La Cattedrale della Dormizione, però, fa riferimento al clero ucraino.

La condanna di istituzioni e Unesco all’attacco della Russia in Ucraina
E proprio il portavoce della Chiesa ortodossa ucraina, Yevstratiy Zoria, ha diffuso per primo le fiamme divampate nella cattedrale a seguito dell’attacco. Mentre il Metropolita Epifanio, capo della Chiesa ortodossa ucraina, ha denunciato l’attacco come un crimine contro l’umanità, la storia e contro la cristianità. Il presidente Zelensky, recatosi in mattinata a visitare i complessi colpiti a Kiev, ha accusato Mosca di aver preso di mira “in modo deliberato” il quartiere in cui si trova il centro culturale e identitario della città (in risposta al tentativo di Mosca di sviare le responsabilità, attribuendo la colpa a un missile Patriot statunitense malfunzionante). Nell’area della Lavra, il raid notturno ha infatti provocato danni anche al Tesoro del Museo Nazionale di Storia dell’Ucraina, al Museo del Libro e della Stampa dell’Ucraina, alla Biblioteca Nazionale di Storia dell’Ucraina, all’Accademia Nazionale del Personale Dirigenziale della Cultura e delle Arti e al deposito del Museo Nazionale di Architettura e Vita Popolare dell’Ucraina. Presi di mira in città anche il complesso Mystetskyi, sede del Museo e del centro nazionale per la cultura, e il Palazzo delle Arti. E un vasto incendio si è sviluppato anche al Centro nazionale per la cinematografia Dovzhenko, dove è stata danneggiato il laboratorio dei costumi di scena e distrutta una collezione di 100mila costumi e 3 milioni di accessori – la più antica in Ucraina – come ha denunciato la ministra della Cultura e vice Premier, Tetiana Berezhna: “L’attacco odierno porta tutti i segni distintivi di un deliberato attacco alla cultura, alla memoria e all’identità ucraina”. Non migliore lo scenario a Kharkiv, dove è stato colpito anche il Museo d’Arte, e a Dnipro, con il danneggiamento del Casa dell’Organo e della Musica da Camera di Dnipropetrovsk, noto come Chiesa Bryanska.
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I danni alla Cattedrale della Dormizione di Kiev
La situazione più critica riguarda però la Cattedrale della Dormizione: icone e reliquie sono state prontamente messe in salvo, ma secondo l’Unesco il raid avrebbe causato “importanti danni all’interno e all’esterno della Cattedrale. Anche le strutture storiche adiacenti, compresi elementi del complesso fortificato della Lavra e la torre di Ivan Kushnik, sarebbero state parimenti colpite”. Parole di condanna per l’attacco sono state espresse anche dal Ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli: “Condanno con fermezza il grave attacco russo che ha colpito la cattedrale di Kiev, un sito riconosciuto dall’Unesco, simbolo della storia e della spiritualità del popolo ucraino. La tutela del patrimonio culturale deve rimanere un principio inderogabile anche nei conflitti. Colpire un sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale significa oltraggiare un bene che appartiene all’intera umanità e rappresenta un’offesa alla memoria, all’identità dei popoli e ai valori universali della comunità internazionale”.
La travagliata storia della Cattedrale della Dormizione di Kiev
Il complesso religioso, già colpito due volte dall’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina, era già stato in parte distrutto da un incendio scoppiato il 3 novembre del 1941, dopo l’arrivo delle forze naziste a Kiev e l’abbandono della città da parte dell’Armata rossa, che in ritirata avrebbe lasciato esplosivi nei siti più importanti della città (ricostruzione storica mai confermata). Allora, la cattedrale fu quasi rasa al suolo.
La costruzione della cattedrale fu completata nel 1078 e vi parteciparono maestranze provenienti da Costantinopoli. Già nel 1230 il terremoto di Kiev causò danni alla struttura, reiterati a più riprese: durante l’invasione mongola di Batu Khan nel 1240, con l’incursione tatara del 1482 e con il grande incendio del 1718, che portò a una ristrutturazione (con ampliamento) della cattedrale, in stile barocco. Dopo il 1991, con l’indipendenza dell’Ucraina, la ricostruzione della Cattedrale a seguito dei danni provocati durante la Seconda guerra mondiale divenne un progetto nazionale: i lavori iniziarono negli Anni Novanta e la nuova Cattedrale venne consacrata nel 2000. I danni, stavolta, riguarderebbero in particolar modo, “l’area dell’altare della cattedrale dell’Assunzione e la cappella laterale Stefanivskyi”, specifica il sito del Ministero della Cultura ucraino. L’incendio che aveva interessato il tetto dell’edificio è stato domato.
Livia Montagnoli
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