A Milano due inquietanti farfalle giganti hanno invaso una galleria d’arte
Colpa - o merito - di Monster Chetwynd, tra i tre protagonisti della nuova mostra da Gregor Staiger, dove gioco, ironia e ambiguità diventano il filo rosso di pratiche artistiche molto diverse
Mentre si attraversa, affascinati, il lussureggiante cortile interno dell’antico palazzo di Via Rossini, non ci si immagina ciò che attende all’interno della galleria. Si ammira il verde del giardino che fa capolino al di là del passaggio voltato a botte; ci si lascia avvolgere dall’aria primaverile. Poi si entra, si varca la soglia della sede milanese di Gregor Staiger, ed ecco che la mostra allestita nel suo luminoso interno soppalcato pare porsi in continuità con il fiorire allegro del maggio-giugno cittadino lasciato alle spalle. A “salutare” il visitatore sono due farfalle giganti, con un’apertura alare di almeno un metro e mezzo, che si librano sulle pareti bianche, orientate verso il cielo. È l’inizio della tripla mostra personale che vede protagonisti Monster Chetwynd, Sonia Kacem e il fotografo Walter Pfeiffer.

Monster Chetwynd in mostra da Gregor Staiger a Milano
L’impatto che istintivamente solletica le corde emotive è dato dalle farfalle giganti, che paiono librarsi verso il soffitto aspirando a una libertà impossibile. L’ampia e luminosa vetrata della galleria affacciata sul giardino fa pendant con queste creature di cartapesta, rendendo verosimile il loro desiderio di raggiungere le fronde rigogliose all’esterno. Questo condensato della pratica dell’artista inglese Monster Chetwynd (Londra, 1973) risulta, così, profondamente eloquente. Da un lato richiama il suo passato di performance teatrali, con motivi intrecciati che pescano dalla cultura popolare e dal cinema surrealista; dall’altro costruisce una messinscena quasi realistica. C’è un che di giocoso che si mescola a note più inquietanti e ambigue.
Sonia Kacem in mostra da Gregor Staiger a Milano
Seconda protagonista è Sonia Kacem (Meyrin, 1985), di cui è proposto un trittico realizzato in tessuto similpelle viola. Il materiale proviene dai cicli della produzione industriale e, attraverso un processo di astrazione dal quotidiano e di ricollocazione nel contesto artistico, muta di significato, acquisendo nuovo valore e nuova tattilità. L’artista, nota per il motivo della “piega”, declinato attraverso diversi supporti, rielabora in senso contemporaneo questa forma, centrale nei panneggi dell’arte barocca, dove si esprimeva il virtuosismo degli autori. Qui la piega viene riletta attraverso un drappeggio morbido e quasi geometrico, dando vita a un esito scultoreo che suggerisce inediti rapporti con la luce e con la sensibilità dell’osservatore, chiamato a lasciarsi coinvolgere dal morbido ripiegarsi della superficie.

Walter Pfeiffer in mostra da Gregor Staiger a Milano
Il trittico espositivo si conclude con Walter Pfeiffer (Beggingen, 1946), fotografo svizzero di culto a cui è dedicata, in parallelo, una grande mostra alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Il lungo filmato proiettato in loop a Milano offre un piccolo assaggio della sua pratica fotografica, avviata negli Anni Settanta e incentrata sulla ricerca di nuove forme espressive: poco interessata al rigore tecnico, molto di più alla possibilità di restituire erotismo, bellezza e libertà del vivere. I video in bianco e nero invitano il pubblico a insinuarsi nel suo studio di Zurigo, spazio intimo ed evocativo, seguendo i movimenti e i personaggi che vi si avvicendano, animando continuamente la scena. Sembra quasi un gioco, una risposta alla provocazione delle farfalle che volano nella galleria: l’artista e i suoi amici si cambiano d’abito, ballano, inseguono le note della musica alla radio, che muta tono di continuo. Così, anche personalità tanto diverse trovano un loro fil rouge nella spontaneità del gesto e dell’espressione.
Emma Sedini
Milano // fino al 27 giugno 2026
Chetwynd | Kacem | Pfeiffer
GALERIE GREGOR STAIGER – Via Gioacchino Rossini, 3
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