La metropolitana di Parigi si espande scommettendo sull’arte contemporanea

Si chiama Grand Paris Express e parte di essa è già percorribile: la titanica espansione della metropolitana di Parigi, con 4 nuove linee, 200 km e 68 stazioni coinvolge artisti del calibro di Michelangelo Pistoletto, Sophie Calle e Anselm Kiefer

Da qui al 2031 Parigi avrà 200 nuovi chilometri di metropolitana automatica serviti da 68 stazioni costruite per l’occasione. Oltre al prolungamento verso sud e nord della linea 14 già operativa, saranno attivate quattro nuove linee (15, 16, 17 e 18) che circonderanno la capitale e collegheranno aree periferiche dell’Île de France, senza dover necessariamente passare dal centro città, alleggerendo il carico sulle linee storiche. Il Grand Paris Express è un progetto ciclopico, il più imponente intervento di trasporto pubblico in Europa, che ha aperto i cantieri da oltre decina d’anni e prevede anche importanti interventi architettonici e artistici.

Grand Paris Express. La Fabrique du Métro
Grand Paris Express. La Fabrique du Métro

La collaborazione fra architetti e artisti

L’Art du Grand Paris, il programma culturale collegato al progetto delle nuove linee di metropolitana, ha in calendario la realizzazione di 70 installazioni permanenti frutto della collaborazione fra gli architetti progettisti e gli artisti che avranno il compito di rendere più attrattive le stazioni con le loro opere. Una serie di tandem creativi che ispira curiosità. Come quelli fra Michelangelo Pistoletto e l’architetto Thomas Richez, Fabienne Verdier e Denis Valode, Koîchi Kurita e Marc Barani, Felice Varini e Philippe Gazeau, Pablo Valbuena e Jérôme Brunet, JR e Benedetta Tagliabue, Daniel Buren e Jean-Marie Duthilleul, Sophie Calle e Eric Puzenat, Anselm Kiefer e Dietmar Feichtinger.

La linea 14: un assaggio del Grand Paris Express

Non occorre tuttavia attendere l’orizzonte del 2030 per scoprire le nuove stazioni, perché qualche tratto di quella che sarà la nuova rete del Grand Paris Express è già in funzione. Come il prolungamento della linea 14 che raggiunge ora l’aeroporto di Orly, a sud della capitale francese. Il vecchio capolinea di Olympiades è ormai superato e le nuove stazioni di Maison Blanche, Hôpital Bicêtre, Villejuif Gustave Roussy sono esempi della varietà architettonica e della creatività artistica che caratterizzerà il Grand Paris Express. Salendo a bordo della linea 14 si può fra l’altro sperimentare la velocità dei nuovi treni che possono raggiungere punte di 110 km/h e si presume possano innalzare la velocità commerciale oltre i 50 Km/h.

Le nuove stazioni già operative

Nella stazione Maison Blanche progettata dall’architetto Mark Wilson (Groupe-6 di Grenoble), l’artista californiano Ned Kahn ha costruito una copertura per i due ingressi costituita da una miriade di sottili placchette in alluminio unite da cavi per costruire una sorta di vela. Fonte d’ispirazione per l’artista è stata la superficie cangiante della Senna. “La mia intenzione è di suggerire la presenza dell’acqua, di creare l’impressione di stare osservando un fiume” ha spiegato Ned Kahn.

Una fermata più in là, a Hôpital Bicêtre, Eva Jospin in collaborazione con l’architetto Jean-Paul Viguier ha creato un’installazione sulla facciata, modellando strati di cemento sulle quali si abbarbicano liane di bronzo. In questo caso la fonte di ispirazione è stato il film Roma di Federico Fellini che evoca la scoperta vestigia archeologiche durante gli scavi della metropolitana.

La firma di Dominique Perrault…

La sorpresa più grande arriva alla stazione successiva, Villejuif Gustave Roussy, che serve uno dei maggiori istituti francesi specializzati nella ricerca oncologica. La stazione, scavata fino a 48 metri sottoterra, è una delle più profonde fra quelle previste nel piano del Grand Paris Express. La progettazione è stata affidata a Dominique Perrault, autore della Bibliothèque National François Mitterrand, che ha colto le specificità della sfida è si è impegnato a concepire una “connessione fra il mondo di sotto e quello di sopra”. Un impressionate incrocio di scale mobili distribuisce gli utenti, siamo alla connessione con un’altra linea di metro, ai vari livelli di questo enorme pozzo che si apre nell’atrio d’ingresso. È riflettendo su questa idea di passaggio che l’artista Iván Navarro ha concepito l’opera Cadran solaire, una sorta di cielo stellato composto di neon e specchi che accentua l’effetto di profondità.

… e quella di Kengo Kuma

Per scoprire qualcosa di già totalmente operativo, ci spostiamo al capolinea opposto della Linea 14. Siamo a Saint-Denis Pleyel, estremo nord parigino, ben oltre il Périphérique. Zona in pieno rinnovamento urbanistico che ha nella stazione progettata dall’archistar Kengo Kuma, già autore di numerose opere in Francia, fra cui la Cité des Arts et de la Culture di Besançon, un nuovo punto di riferimento. Per la nuova stazione, l’artista Prune Nourry, che lavora fra New York e Parigi, ha concepito un esercito di 108 Veneri, ispirate alle prime rappresentazioni della donna in epoca paleolitica. Sistemate nell’atrio, cuore del nuovo edificio, si offrono alla vista in disposizione verticale, ciascuna ricoperta con una patina di terra locale di diverso colore che simboleggia la ricchezza e la diversità del tessuto sociale dell’Île de France. Un progetto che è stato condiviso con le donne di Saint-Denis, area multietnica e a volte segnata da problemi di degrado.

Chi volesse saperne di più sul progetto del Grand Paris Express (anche sui futuri sviluppi architettonici e artistici), a Saint-Ouen-sur-Seine, può prenotare fino al 13 giugno una visita alla Fabrique du Métro, dove gli animatori raccontano in tempo reale l’avventura umana e tecnica del progetto. Si scoprirà come vengono scavate le gallerie, si salirà a bordo dei nuovi vagoni, si avrà modo di immergersi virtualmente in una nuova stazione con la segnaletica concepita per l’occasione.

Dario Bragaglia

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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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