Si chiama Casabianca il nuovo spazio per l’arte da visitare a Como

Una villa borghese del 1930 di fronte al Lago di Como, con dentro una raccolta d’arte contemporanea con grandissimi nomi, un'elegante caffetteria gestita da Cova e presto tre suite. Grazie alla famiglia di albergatori e collezionisti De Santis

Se c’è una Casa Bianca che ci dà preoccupazioni in quel di Washington, ce n’è un’altra che ci permette un’immersione in un’importante collezione d’arte in quel di Como. “Non è un museo, sarebbe sbagliato scriverlo” avvisa il dottor De Santis. E allora così è Casabianca? Casabianca è una casa, o per lo meno vuole provare a restituire le sensazioni di un ambiente domestico borghese ispirandosi in primo luogo alla dimora – quella vera – dei suoi proprietari. Il tutto all’insegna dell’arte contemporanea. Casabianca è un nuovo progetto nato in città a Como, proprio di fronte al lago. Si tratta di un edificio del 1930 progettato da Piero Ponci e totalmente rivestito in marmo botticino. Fu dapprincipio una villetta di lusso di industriali locali del tessile, poi uno showroom per campionari della celebre seta comasca, infine la sede di una banca d’affari. Nel 2024 l’edificio è stato infine comprato dai De Santis.

La famiglia di albergatori De Santis del Lago di Como

Chi sono i De Santis? Paolo e Antonella De Santis (assieme alla figlia Valentina) non sono solo i più leggendari albergatori della zona, ma tra i più mitologici d’Italia grazie al loro Grand Hotel Tremezzo e all’Hotel Passalacqua affacciato sul lago più ambito dal jet set internazionale. “Il Lago di Como ci ha dato tanto in questi anni e allora questo progetto di Casabianca è un po’ una restituzione” spiega Paolo De Santis che assieme alla moglie – anche su stimolo del designer Ico Parisi – colleziona arte contemporanea da quarant’anni.

Si chiama Casabianca il nuovo spazio per l’arte da visitare a Como
Casabianca a Como – Paolo De Santis

Casabianca a Como. Una casa per l’arte

Casabianca ha più le sembianze di un’operazione mecenatistica che quelle di un nuovo progetto imprenditoriale nell’hospitality. “Noi siamo bravi a fare resort sul lago” spiega la figlia della coppia di imprenditori Valentina De Santisper cui quando abbiamo preso questa villa in piena città alla fine abbiamo deciso di non farci un altro albergo. I miei genitori in quel momento compivano entrambi 70 anni e li ho incoraggiati a fare qualcosa per loro stessi. Alla fine si sono convinti ed è uscito fuori questo progetto che è la proiezione di casa loro aperta però alle persone, con la cosa che più li appassiona ovvero la loro collezione d’arte contemporanea”. L’idea insomma è stata quella di realizzare uno spazio espositivo che replicasse lo stile e l’atmosfera della casa privata di Antonella e Paolo De Santis, dove collocare una parte della loro raccolta. “In realtà poi non è andata proprio così” racconta Paolo “perché molte delle opere che vedete qui a Casabianca le abbiamo alla fin fine o comprate appositamente o fatte realizzare site specific assieme agli artisti: una volta che vedi lo spazio e ci metti il corpo dentro ti vengono idee diverse da quelle che avevi prima…”.

Si chiama Casabianca il nuovo spazio per l’arte da visitare a Como
Casabianca a Como – Lo scalone con l’opera di Stefano Arienti che porta davanti al disco di Emilio Vedova

Opere d’arte importanti, ma nessuna didascalia

E così Casabianca è diventata un piccolo centro d’arte contemporanea con una decina di ambienti pieni di opere di grandi artisti e raffinatissimo design. Oltre che di interventi pensati per l’edificio come la grande installazione di Giulio Paolini nella hall d’ingresso che è proprio una celebrazione della famiglia De Santis, oppure il tappeto-passatoia sullo scalone di Stefano Arienti (affianco ai lavori di Su-Mei Tse e di Marzia Migliora) o ancora il maestoso rivestimento di Francesco Simeti sulle pareti della caffetteria che poi nelle altre sale accoglie opere di Alighiero Boetti, Mario Merz e Marina Abramovic. In giro per il piano terra ci sono poi ancora opere di Heim Steinback, Mimmo Paladino e grandi realizzazioni di Joseph Kosuth e di Giovanni Anselmo all’esterno nel giadino. “Nessuna opera ha didascalia” spiegano di De Santis “perché si auspica sempre una visita accompagnata e mediata. Questa deve essere una casa e nelle opere che abbiamo a casa mica ci sono le didascalie…”.

Gli artisti della collezione De Santis a Casabianca

Se il piano di sotto è contaminato dalla presenza della caffetteria (i De Santis hanno portato a Como il celebre brand milanese Cova), il primo piano è più museale con un percorso di sei sale, una galleria dominata da un grande disco di Emilio Vedova e una sala da bagno originale degli Anni Trenta dove è stata allestita una scultura di Luigi Ontani. Nelle sale opere di Gilberto Zorio, Jannis Kounellis, Giuseppe Penone (c’è tanta Arte Povera nella collezione De Santis, acquisita negli anni comprando in galleria e talvolta in asta), Vanessa Beecroft, Carla Accardi, William Kentridge, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto, Alfredo Jaar, Pier Paolo Calzolari e Alberto Garutti.

Didattica per bambini (e adulti) a Casabianca a Como

C’è un piano ancora superiore, dove sono previste tre suite (che assieme alla caffetteria contribuiranno alla sostenibilità economica del progetto in aggiunta ad un biglietto d’ingresso a dire la verità un po’ velleitario da 15€), e un piano inferiore interrato con un’agorà per eventi e incontri, molto utilizzata ad esempio al martedì per i laboratori dei ragazzi delle scuole di Como che hanno una mattinata a loro dedicata. Ma l’approccio didattico è orientato anche agli adulti: “non ci sono le didascalie, ma in ogni sala abbiamo messo i più importanti cataloghi dedicati agli artisti esposti, così chi vuole documentarsi o approfondire si può sedere e mettersi a leggere e stare una mezzora o quanto vuole” conclude Paolo De Santis.

Massimiliano Tonelli

CASABIANCA
Lungo Lario Trento, 47 – Como
www.casabiancacomo.com – 0315375035
Martedì dalle 15 alle 18 – dal mercoledì alla domenica dalle 11 alle 18

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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