Arte e coscienza sociale: gli ideali del leggendario artista Joseph Beuys raccontati in un fumetto

Prosegue l’indagine di Gianluca Costantini su Joseph Beuys: in attesa dell’uscita della graphic novel dedicata all’artista, il fumettista esplora (con parole e disegni) gli ideali e il pensiero del grande scultore tedesco

Dietro il mio hotel, l’H2 sulla Toulouser Allee, c’è una grande area verde dove le persone corrono, si incontrano e si incrociano continuamente per tutto il giorno. La sera i giovani giocano a beach volley, leggono libri o si baciano. Mi piace passeggiare attraverso questo spazio vivace.
Per raggiungere il K20 seguo un percorso lungo che attraversa strade e parchi, arrivando infine in una zona molto moderna: il quartiere Stadtmitte, adiacente alla famosa Königsallee e al Hofgarten, dove sorge il complesso Kö-Bogen II. Progettato dall’architetto Christoph Ingenhoven e inaugurato nel 2020, l’edificio si distingue per la sua audace scelta ecologica: sia le facciate che il tetto sono completamente coperti di erba e vegetazione, trasformando la struttura in una vera collina urbana.
Considerato l’edificio “verde” più grande d’Europa in termini di superficie vegetata, il tetto del Kö-Bogen II è percorribile a piedi, offrendo ai cittadini un’insolita passeggiata urbana e un esempio concreto di architettura sostenibile. Il progetto fa parte della più ampia riqualificazione del Kö-Bogen, integrandosi armoniosamente con il centro storico di Düsseldorf e con l’adiacente Hofgarten, fissando un nuovo standard per gli edifici urbani contemporanei che combinano estetica, funzionalità e responsabilità ambientale. Amo questa città e amo la sua gente. Poco oltre si trova la città vecchia di Düsseldorf, piena di bar e ristoranti, affacciata sul Reno con le sue chiatte in continuo movimento. Oggi ritorno al museo per osservare più da vicino un’opera di Joseph Beuys, muovendomi tra le gallerie quasi indifferente agli incredibili capolavori intorno a me, per raggiungere rapidamente le sale dedicate a Beuys.

Palazzo Regale, disegno di Gianluca Costantini, estate 2025
Palazzo Regale, disegno di Gianluca Costantini, estate 2025

Il racconto illustrato di Gianluca Costantini su Joseph Beuys

In una delle gallerie del K20 della Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen a Düsseldorf si trova Palazzo Regale, l’opera comunemente considerata il testamento artistico di Joseph Beuys. L’installazione ambientale fu realizzata nel dicembre 1985 per una mostra personale dell’artista al Museo di Capodimonte a Napoli, dove fu presentata al pubblico il 23 dicembre dello stesso anno, poche settimane prima della morte di Beuys, avvenuta nel gennaio 1986. Palazzo Regale appartiene alla fase finale della ricerca artistica di Beuys, quando le sue idee sull’arte come forza sociale, etica e trasformativa erano pienamente sviluppate. In questo periodo, Beuys concepiva l’arte non come produzione di oggetti, ma come un processo capace di attivare la coscienza individuale e collettiva, influenzando direttamente la vita, la politica e la società. Da questa prospettiva, l’opera assume un carattere fortemente auto-riflessivo, ed è spesso interpretata come sintesi dell’intero percorso artistico dell’autore, oltre che come un’opera d’addio.

Palazzo Regale, disegno di Gianluca Costantini, estate 2025
Palazzo Regale, disegno di Gianluca Costantini, estate 2025

L’opera “Palazzo Regale” di Joseph Beuys

L’installazione occupa uno spazio ampio e solenne e consiste in sette grandi pannelli di ottone montati sulle pareti e due teche di ottone posizionate al centro della sala. I pannelli, trattati con vernice dammar e polvere d’oro, presentano una superficie riflettente ma opaca, simile a uno specchio che non restituisce un’immagine nitida ma evoca una percezione sospesa e meditativa. Le teche contengono oggetti legati alla biografia e alla pratica performativa di Beuys – abiti, strumenti e materiali usati in opere precedenti – che non funzionano come semplici reliquie o documenti, ma come elementi simbolici carichi di energia e significato.

Il titolo Palazzo Regale non si riferisce a un edificio specifico, ma possiede un chiaro valore metaforico. Per Beuys, il “palazzo” rappresenta la dignità e la sovranità dell’essere umano: ogni individuo è concepito come un “palazzo reale”, portatore di potenziale creativo e responsabile della trasformazione del mondo. In questo senso, l’opera invita a riflettere sulla centralità dell’uomo, sulla coscienza e sul ruolo dell’arte come strumento di elevazione spirituale e sociale, coerentemente con il concetto di scultura sociale di Beuys. Simbolicamente, l’uso dell’ottone e dell’oro evoca concetti di sacralità, valore e permanenza, mentre la presenza di oggetti personali introduce una dimensione intima e autobiografica. Ne risulta uno spazio sospeso tra memoria, rituale e meditazione, in cui il visitatore è chiamato a confrontarsi con il significato ultimo dell’esperienza artistica e con la responsabilità individuale insita nel creare arte e vivere la vita. Dopo la sua prima esposizione a Napoli, Palazzo Regale è stato riconosciuto come una delle opere più significative della fase finale di Beuys, ed è stato installato permanentemente alla Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen dal 1992. Considerata un vero e proprio Vermächtnis (lascito), l’opera rimane una potente sintesi del pensiero dell’artista: l’arte come processo vitale, come atto di responsabilità e come possibilità concreta di trasformazione sia dell’individuo sia della società.

Gianluca Costantini
A cura di Alex Urso

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