Interior design che dialoga con gli elementi naturali. Si chiama Fòco il nuovo progetto di Studiopepe e Archiproducts
Lo spazio fisico della celebre piattaforma per l’architettura e il design in zona Tortona accoglie il quarto, e ultimo, capitolo di un ciclo dedicato agli elementi a cura delle designer Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto. Per la Design Week 2026
Con FÒCO. Living notes by Studiopepe, Archiproducts Milano – lo showroom del brand in Via Tortona 31 – presenta il capitolo conclusivo della quadrilogia dedicata agli elementi naturali, un percorso curatoriale che, dopo terra, acqua e aria, arriva al fuoco. Non si tratta di un progetto nato come sistema chiuso, ma di una ricerca evolutiva sul design degli interni sviluppata nel tempo e guidata dalla volontà di concepire gli spazi a partire dagli immaginari evocati dagli elementi.
Fòco. Il fuoco come energia progettuale
Oltre 50 brand selezionati su invito sono stati integrati in una ventina di ambienti diversi accomunati dalla stessa palette cromatica, basata su colori caldi intensi e bruniti, in un gioco di armonie e contrasti. Spazi intimi che evocano l’idea di un focolare attorno al quale possa raccogliersi una comunità di individui, ognuno con il proprio bagaglio e la propria visione personale. Rispetto alle precedenti interpretazioni, Fòco si distacca dall’elemento in senso letterale per abbracciare una dimensione più simbolica. “Abbiamo guardato più alla forza generatrice e trasformatrice, all’energia come esperienza degli spazi. Una energia che può creare come una scintilla o che può accogliere e raccogliere attorno a sé come il focolare domestico”, spiega Archiproducts.
La visione di Studiopepe: materia, luce, stratificazioni
Studiopepe, studio milanese diinterior e product Design guidato da Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto, ha tradotto il concept ideato da Archiproducts in un set-up costruito per stratificazioni e accenti, dove materia, luce e forme dialogano in equilibrio costante. Ambienti neutri, texture materiche e luminosità morbide definiscono gli spazi, attraversati da finiture lucide e accenti metallici. La palette suggerisce l’elemento naturale senza dichiararlo apertamente: dai toni ambra e terracotta si passa al borgogna, fino a rari accenti bordeaux e alle tonalità più scure del marrone e del nero. “Il fuoco è scintilla creativa e, allo stesso tempo, polo di aggregazione umana. È ciò che attiva il progetto, ma anche ciò che definisce un centro, un punto di attenzione”, raccontano le designer.

Archiproducts Milano, un hub permanente per architettura e design
Nel tempo, il linguaggio curatoriale di Archiproducts Milano si è consolidato attorno all’idea di relazione. Sin dalle prime edizioni sono stati coinvolti architetti e designer diversi, fino al percorso condiviso con Studiopepe nell’esplorazione degli elementi naturali. L’obiettivo resta invariato: creare dialoghi tra brand, prodotti e linguaggi, offrendo ad architetti e professionisti del settore un riferimento concreto per la ricerca progettuale. “In un contesto come quello del Fuorisalone, in cui spesso domina la proposta di installazioni a effetto”, racconta Archiproducts, “noi abbiamo scelto di costruire ogni anno un progetto di interior destinato a vivere per tutto l’anno”. Dopo aver accolto 15.000 visitatori durante la scorsa edizione, lo showroom inaugura il nuovo allestimento aprendosi nuovamente alla contaminazione tra discipline: non solo design, ma anche moda, arte, food e altre industrie creative dialogano all’interno di un progetto in continua evoluzione, che guarda già alle prossime edizioni.
Carolina Chiatto
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