Ecco quali sono gli artisti del Padiglione Vaticano alla Biennale di Venezia 2026. Ci sono pure Brian Eno e Patti Smith

Commissariato dal cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, il Padiglione della Santa Sede presenta un’indagine sulla possibilità di pensare l’arte al di fuori della logica dell’immediatezza

Sceglie di rallentare, sottrarsi al rumore di fondo e affidarsi all’ascolto come forma di conoscenza il Padiglione della Santa Sede alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il progetto, intitolato L’orecchio è l’occhio dell’anima, è curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, in collaborazione con Soundwalk Collective, e si ispira alla figura di Ildegarda di Bingen, mistica medievale, compositrice e pensatrice la cui eredità attraversa ancora i secoli.

Il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2026: le sedi

I luoghi scelti per la mostra (commissionata dal cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede) sono due, entrambi carichi di stratificazioni storiche e simboliche. Da una parte il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, nascosto nel sestiere di Cannaregio all’interno di un convento seicentesco; dall’altra il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello, già al centro delle recenti riflessioni architettoniche promosse dalla Santa Sede.

Il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2026: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi

Nel giardino artisti, musicisti e poeti contemporanei sono invitati a confrontarsi con i testi, i canti e l’immaginario visionario di Ildegarda attraverso nuove opere sonore. Le pratiche di Brian Eno, Patti Smith, Meredith Monk o Caterina Barbieri, tra gli altri, si dispiegano in una dimensione intima, affidata all’ascolto individuale tramite cuffie. Il suono diventa così una soglia percettiva e insieme un esercizio di attenzione. A rendere ancora più sottile il confine tra opera e ambiente interviene Soundwalk Collective, che oltre a curare la dimensione sonora ha sviluppato un dispositivo capace di registrare in tempo reale le vibrazioni del giardino stesso.

Il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2026: il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice

Negli spazi del Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, invece, la dimensione contemplativa lascia il posto a una costruzione più esplicitamente narrativa. Qui l’idea è quella di uno scriptorium contemporaneo: un luogo di trascrizione e trasmissione del sapere che si traduce in un archivio vivente dedicato alla tradizione ildegardiana. Il progetto nasce in dialogo con l’Accademia di Santa Ildegarda e con suor Maura Zátonyi, e prende forma in una biblioteca multilingue, nei libri d’artista di Ilda David’ e in un intervento architettonico firmato da Tatiana Bilbao Estudio, che reinterpreta lo spazio monastico in chiave contemporanea.

Il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2026: il ricordo di Alexander Kluge

Al centro di questa seconda sede si colloca anche l’ultima opera di Alexander Kluge, completata poco prima della sua scomparsa nel marzo 2026. Si tratta di un’installazione video articolata in dodici stazioni, distribuite in tre ambienti, che dialoga con la struttura in trasformazione dell’edificio. Il lavoro di Kluge introduce una riflessione ulteriore sul rapporto tra immagine e pensiero, suggerendo una continuità possibile tra il gesto del montaggio cinematografico e quello, più antico, della scrittura monastica. A completare il percorso, la presenza delle monache benedettine dell’abbazia di Eibingen, che portano nel Padiglione canti e pratiche quotidiane.

Il Padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia 2026: tutti gli artisti

Al Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, ci sono Bhanu Kapil, Brian Eno, Carminho, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Jim Jarmusch, Kali Malone, Kazu Makino, Laraaji, Meredith Monk, Moor Mother, Otobong Nkanga, Patti Smith, Precious Okoyomon, Raúl Zurita, Soundwalk Collective, Suzanne Ciani, Terry Riley e le monache benedettine dell’Abbazia di St. Hildegard Eibingen; mentre nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice Alexander Kluge, Ilda David’ e Tatiana Bilbao.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più