Collezionista di design e moto ha aperto un museo dedicato alla Vespa Piaggio a Milano: esemplari unici di 80 anni fa

Si chiama My Vintage e ha sembianze di uno spazio eventi, uno dei tanti che a Milano si contendono le prenotazioni di sfilate, aziende, agenzie e brand di design. E invece a guardare bene dentro c’è un piccolo museo dedicato ad uno dei simboli del Made in Italy

Stefano Biffi è un ex manager in carriera che ha deciso di mollare tutto per trasformare in lavoro la sua passione di collezionista coltivata per decenni. Biffi non è un collezionista di opere d’arte, ma gli oggetti della sua raccolta non sono da meno quanto a rarità e valore. La sua infatti è una delle più importanti collezioni private di Vespe Piaggio, se non la più importante. Un primato che gli ha dato modo di accedere alla lista dei Musei Asi, dedicata alle auto e moto storiche d’Italia. 

L’apertura di My Vintage a Milano con il museo della Vespa

L’ex dirigente di Ikea era stufo di vedere i suoi scooter storici confinati in un magazzino e cos ha comprato una affascinante ex officina di gommista in una comoda periferia di Milano tra la stazione di Rogoredo e Piazzale Corvetto giusto di fronte allo spazio della Galleria Zero che molti appassionati d’arte contemporanea avranno senz’altro frequentato. Lo spazio (700mq) è stato restaurato senza lesinare e predisposto ad accogliere eventi, presentazioni, manifestazioni culturali e serate. L’esigenza di rendere il progetto sostenibile impone di farne una location in affitto per aziende o brand vogliosi di organizzare cene o meeting in un contesto particolare, con moto dappertutto e altri oggetti di design originali che richiamano ad un’Italia vintage da Anni Sessanta (non a caso My Vintage si chiama questo contenitore); un altro pezzo di business poi è quello dell’affitto: alcune Vespe – non quelle più antiche e uniche – si possono noleggiare per cerimonie, tour, allestimenti o servizi fotografici.

My Vintage a Milano, le Vespa più antiche
My Vintage a Milano, le Vespa più antiche

Le incredibili Vespe Piaggio del 1946: i primissimi modelli in produzione

Non manca però come si diceva una sezione museale, coi pezzi forti della collezione musealizzati: “tutto quello che è dietro alle teche di vetro non può essere affittato e resta qui fisso” spiega Stefano Biffi. Lasciando il piano terra e salendo sul ballatoio realizzato appositamente per esporre gli scooter Piaggio più preziosi si trovano delle chicche non da poco capaci di interessare anche chi di moto ne capisce ben poco, specie se a condurre la visita guidata c’è Biffi in persona o uno dei suoi figli che crescendo si sono assai appassionati alla faccenda. Ci sono anche delle preziosissime Ducati, Laverda, Guzzi oltre che alcune motociclette giapponesi, ma le vere attrazioni sono le Vespa Piaggio e in particolar modo gli esemplari degli Anni Quaranta (!), Cinquanta e Sessanta. Con tanto di sidecar, irresistibili calessini (ovvero i primordiali modelli di Ape Piaggio) e ricambi d’epoca. Il tutto seguito con accurate sessioni di restauro.

Stefano Biffi di My Vintage, la moglie Chiara e i figli
Stefano Biffi di My Vintage, la moglie Chiara e i figli

La Vespa Piaggio, simbolo del Made in Italy che racconta un paese

Analizzando le scelte costruttive, le tipologie di accessori di serie e optional, i colori, i fanali e studiando i dettagli di questi modelli si riesce perfino a ripercorrere la storia di un paese uscito a pezzi dalla Seconda Guerra Mondiale, le condizioni delle sue strade, addirittura il livello di emancipazione della donna: la Vespa, racconta Biffi, venne concepita inizialmente proprio per piloti di sesso femminile. Okkay ma perché alcune introvabili Vespe con 80 anni di vita sulle spalle sono esposte riverse sul pavimento? “Anche qui il motivo è storico come per ogni cosa esposta nello spazio”4 spiega Biffi “negli Anni Quaranta infatti le strade asfaltate erano una rarità assoluta, avere un cavalletto avrebbe significato doverlo piantare nel fango o in una buca finendo per rischiare cadute violente dello scooter. I mezzi uscivano dalla fabbrica di Pontedera senza cavalletto perché era preferibile adagiarli direttamente su un fianco, come da piccoli tutti facevamo con le biciclette”. Ma non è l’unico particolare che racconta indirettamente un pezzetto di storia d’Italia. Per tutti gli altri basta informarsi presso My Vintage per capire come e quando visitare questo nuovo curioso museo privato spuntato a Milano e dedicato ad un oggetto che fu a lungo simbolo di libertà.

Massimiliano Tonelli

MY VINTAGE
Via Carlo Boncompagni, 55/1 – Milano
www.my-vintage.it – 3455263778

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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