In arrivo nuova urbanistica tattica per migliorare lo spazio pubblico di Roma. Ecco come partecipare al bando

Entro il 20 maggio 2026 è possibile candidare progetti nell’ambito dell’avviso pubblico “Spazi a Colori”. Promosso dal Comune di Roma, vuole incentivare la partecipazione attiva e migliorare spazi pubblici con interventi leggeri e reversibili anche destinati a zone degradate, sottoutilizzate o insicure dal punto di vista della mobilità

Già entro la fine del 2026 dovrebbero partire i primi interventi di urbanistica tattica sostenuti da Spazi a Colori, l’avviso pubblico recentemente promosso dall’Assessorato all’Urbanistica e da Dipartimento Attuazione Urbanistica del Comune di Roma, nell’ambito del Programma dell’Urbanistica Tattica di Roma Capitale. Alla base dell’iniziativa, attiva fino al prossimo 20 maggio, si colloca la volontà dell’amministrazione di “convertire aree oggi sature di auto o degradate in luoghi di aggregazione, gioco e mobilità sostenibile, utilizzando elementi leggeri come colori sull’asfalto, arredi mobili e verde urbano”, ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, ricordando precedenti (e incoraggianti) esperienze analoghe svoltesi in città, tra cui “il progetto Blu Art che ha previsto la realizzazione di 15 opere di urbanistica tattica distribuite in tutti i Municipi”. Ora questa sperimentazione chiama a raccolta una pluralità di soggetti, a cominciare dai singoli cittadini che desiderano contribuire a rendere Roma “un modello di città policentrica, sicura e resiliente”.

L’avviso pubblico “Spazi a Colori” di Roma Capitale

“Invitiamo tutti a farsi protagonisti di interventi in grado di migliorare il loro quartiere”, ha infatti precisato Veloccia, auspicando una nutrita risposta dei romani entro i termini e secondo le modalità previste. Associazioni ed enti del Terzo Settore, soggetti imprenditoriali e del Quarto Settore (esercizi commerciali di prossimità, artigiani, imprese sociali), gruppi informali di cittadini attivi (comitati di quartiere, social streets), scuole e università, ulteriori enti attivi sul territorio possono dunque elaborare un progetto di urbanistica tattica in grado di rispondere alle necessità di una qualsiasi area della città di Roma. La scelta dell’ambito spaziale di riferimento costituisce lo step iniziale di ogni singolo percorso di candidatura: possono essere oggetto dell’intervento piazze, slarghi, incroci, tratti stradali in possesso delle peculiarità specificate dal bando. Quali? Per esempio l’essere situati in prossimità di “attrattori sociali” (come scuole, biblioteche, mercati rionali, o servizi pubblici che generano flussi pedonali) oppure il ricadere in zone “densamente abitate prive di aree gioco e di incontro, piazze o spazi pedonali di qualità oppure in assenza o insufficienza di verde, ombra, sedute e aree fruibili” o la cui viabilità venga considerata pericolosa.

Che cosa può fare l’urbanistica tattica per Roma?

Con l’obiettivo di favorire coerenza estetica e funzionale e riconoscibilità del programma, l’amministrazione ha annunciato la definizione di un abaco di elementi standardizzati, ribattezzato “kit di progetto”. Una modalità con cui si intende anche garantire a ciascun intervento (singolarmente finanziato con circa 50mila euro, anche con il supporto di sponsor) una continuità a livello di cura e manutenzione. In concreto, attraverso Spazi a Colori sarà possibile agire sui fronti dell’arredo urbano (con tavoli, sedute e altre forniture), del verde (con vasi, fioriere e orti urbani), della mobilità (con rastrelliere per biciclette, dissuasori, segnaletica stradale verticale e orizzontale). Un’ulteriore voce di Spazi a Colori riguarda poi uno degli strumenti fin qui impiegati con frequenza nell’urbanistica tattica, ovvero la colorazione a terra da attuare con vernici per arte pavimentale. Più nel dettaglio, il bando elenca le tipologie di intervento ammesse: si va dalla realizzazione di piazze di quartiere (per esempio tramite pedonalizzazione di aree destinate alla sosta) o di nuove strade scolastiche (nell’area antistante edifici scolastici), fino a progetti di trasformazione degli spazi esterni adiacenti a edifici di interesse pubblico e culturale oppure di rigenerazione e rifunzionalizzazione di spazi pubblici sottoutilizzati, solo per citarne alcuni.

Roma e l’urbanistica tattica

Non è la prima volta che la Capitale si misura con le potenzialità offerte dall’urbanistica tattica, una pratica che fa leva sulla partecipazione “dal basso” per progettare (e concretizzare in tempi ridotti) azioni trasformative puntuali, a basso costo e dall’alto impatto sociale e comunicativo. Appartengono a questo tipo di approccio, l’adozione di arredi urbano mobile e di fioriere, così come il ricorso ad azioni di depavimentazione e ripittura, condotti su piazze, strade o altre superfici. Sebbene non destinate a una durata estesa nel tempo, queste azioni si sono rivelate capaci di incidere sulla percezione e nelle modalità di impiego dello spazio pubblico, oltre ad aver contribuito a un miglioramento delle qualità ambientali complessive. Nel contempo sono state in grado di stimolare nella cittadinanza rinnovate forme di appartenenza e di cura verso il proprio quartiere e hanno incentivato le amministrazioni ad avviare successivi investimenti strutturati e pianificati. Un intervento di urbanistica tattica nel contesto capitolino, per fornire infine un esempio, è in progress nel quartiere di Spinaceto (IX Municipio): promosso e finanziato dal network C40 Cities, punta alla rigenerazione dello spazio pubblico tramite strategie di sicurezza stradale, sperimentazione di urbanistica di genere e pratiche di partecipazione attiva della cittadinanza.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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