In Liguria l’hotel di lusso brutalista che vuole far rinascere il turismo invernale a Nervi
Capitolo Riviera progettato da Parisotto + Formenton Architetti fa rivivere un ex hotel cambiandone forme e atmosfera, mettendo in dialogo gli accenti brutalisti con la natura circostante. E la speranza è che tornino i turisti anche “fuori stagione”
Capitolo Riviera, hotel 5 stelle a Nervi, ultima località del territorio comunale di Genova verso Levante, è il progetto più recente nel settore dell’hospitality di Parisotto + Formenton Architetti. Ultima tappa di un percorso che ha portato la coppia di architetti veneti a contatto con alcuni dei paesaggi più suggestivi dell’Italia settentrionale, dall’Alta Langa ai Colli Euganei, dalle Dolomiti al Friuli fino alla Riviera Ligure.
Architettura e natura: la chiave di lettura del progetto a Nervi
Luoghi in cui l’architettura si fonde con la natura e ne amplifica il potere evocativo. “Quando mi sono confrontato con Aldo Parisotto che ha seguito più direttamente il nostro progetto, ci siamo detti che l’idea forte doveva essere quella di arrivare ad avere un parco con hotel, dove la natura avesse un ruolo di protagonista”, spiega Paolo Doragrossa, proprietario e direttore, assieme alla moglie Sabine Ganthous, di Capitolo Riviera. A Nervi, la sfida era recuperare l’Astor, un hotel quattro stelle risalente agli Anni Sessanta che la pandemia aveva costretto alla definitiva chiusura. Uno dei pochi alberghi sopravvissuti in quella che un tempo era – per merito del suo clima mite – una delle perle della riviera genovese.

Nervi nella storia
Il borgo senza inverno: così veniva descritta Nervi nei racconti dei viaggiatori fra fine Ottocento e inizio Novecento, quando qui soggiornavano l’aristocrazia e l’intellighenzia di mezza Europa. Friedrich Nietzsche, Jules Michelet, Marina Cvetaeva, per citare solo alcuni nomi ricordati sulle targhe commemorative della passeggiata a mare “Anita Garibaldi” che si trova a due minuti da Capitolo Riviera.
I parchi storici di Nervi collegati da una passeggiata
La sinuosa promenade che si dipana per circa due chilometri fra le scogliere e i parchi delle ville Gropallo, Saluzzo Serra, Grimaldi Fassio e Luxoro è uno dei motivi del successo turistico di Nervi durante la Belle Époque. Un’intuizione del marchese Gaetano Gropallo che, a partire da metà Ottocento, trasformò i sentieri conosciuti fino ad allora solo dai pescatori in un panoramico percorso sulle scogliere protetto dai venti freddi dall’incombente collina di Sant’Ilario. Le numerose pensioni – c’era anche la Pension Russe per la folta colonia russa – e i grand hotel accoglievano la numerosa clientela italiana e internazionale. Oggi di quel mondo è rimasto poco, con gli hotel trasformati in residence e la stagione invernale, che una volta faceva la fortuna di Nervi, meno apprezzata dai moderni turisti.
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L’architettura pensata per un hotel aperto tutto l’anno
“La nostra scommessa è stata quella di pensare a una struttura di lusso aperta tutto l’anno per rilanciare anche la stagione fredda, se così possiamo chiamarla, perché qui si può mangiare fuori quasi tutto l’anno”, spiega Paolo Doragrossa. Il progetto di riqualificazione e ampliamento dell’ex Hotel Astor si è mosso in equilibrio fra rinnovamento e conservazione, preservando i materiali portanti della costruzione originale. Si notano il cemento armato a vista, in cui qualcuno legge una nota brutalista o “nerviana”, addolcita dagli inserti del legno e dell’intonaco, e la pietra di Finale. Il salto di categoria ha costretto a ripensare completamente gli spazi interni.
L’organizzazione dell’hotel Capitolo Riviera
Ora le camere sono soltanto 37, difformi le une dalle altre. Da quelle situate al piano più alto, lo sguardo va oltre il parco di pini che circonda l’hotel e arriva fino al mare che è solo ad un paio di minuti a piedi. Soprattutto negli spazi comuni si coglie l’integrazione con la natura circostante, con ambienti permeabili verso l’esterno grazie alle grandi vetrate che aprono sulle terrazze. I nuovi spazi – la piscina, la spa, il salone per eventi quasi non si notano, mentre gli interni pur nella loro impronta razionalista, eredità dell’edificio precedente – sono resi caldi e accoglienti dall’arredo e dalle numerose opere d’arte.
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Gli interni di Capitolo Riviera tra design e arte
C’è un forte accento sull’italianità: “il tappeto di cementine arriva da un artigiano locale di Chiavari, le lampade sono di Castiglioni, Mangiarotti, Cassina, Flos fra cui quella progettata proprio da Parisotto” precisa Paolo Doragrossa. Un bel mix di icone del design italiano abbinate a opere d’arte scelte con la collaborazione della Galleria Satura di Genova. Colpiscono le tre opere di Emilio Scanavino, quelle di Stefano Grondona e le sculture in legno di Véronique Massenet. Alle spalle del banco ricevimento è stato mantenuto un frammento del preesistente hotel: la mappa della città ideale, un’opera realizzata in ceramica negli Anni Settanta dagli studenti della Scuola di Architettura di Genova, ora riadattata e armonizzata con il cromatismo della lobby attuale.
Il tocco di classe dato dai tappeti
Una sottolineatura a parte meritano i numerosi tappeti presenti sia nelle parti comuni di Capitolo Riviera sia nelle stanze. Sono tutti prodotti da cc-tapis, l’azienda con sede a Milano specializzata nella produzione di tappeti contemporanei annodati a mano. Il design è moderno, sovente frutto della collaborazione con designer di fama come Patricia Urquiola, India Mahdavi e Cristina Celestino, ma la tecnica è sempre artigianale e i materiali naturali senza uso di sostanze chimiche o acidi. Si tratta di pezzi unici realizzati in Nepal con criteri di sostenibilità, nell’ambito di progetti solidali.
Il quarto libro di Parisotto e Formenton
Con Capitolo Riviera, Aldo Parisotto e Massimo Formenton proseguono un discorso che già avevano intrapreso con Casa di Langa, pluripremiato resort di Benevello (Cuneo). Sulle colline della parte più alta delle Langhe, dove le vigne lasciano spazio alle nocciole e ai boschi, hanno riqualificato e trasformato edifici preesistenti in una struttura ben integrata nel contesto naturale circostante. Una sintesi dei lavori più recenti nell’ambito dell’architettura dell’accoglienza di Parisotto e Formenton, attivi da trentasei anni con una sede a Padova e un headquarter a Milano, è contenuta nel volume Be My Guest. Contemporary Welcoming (Rizzoli, 2025). Un approccio progettuale guidato da un’estetica essenziale e rispettosa del paesaggio. Un ricco apparato fotografico aiuta i lettori a comprendere meglio questi “spazi per chi cerca la ricchezza del tempo, per riconnettersi con la natura e i suoi ritmi, fusi in un incontro tra due mondi apparentemente inconciliabili: quello del lusso e quello della vita all’aria aperta”, scrivono Aldo Parisotto e Massimo Formenton.
Dario Bragaglia
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