La principale città del Tirolo omaggia la propria tradizione attraverso iniziative, musei e progetti multimediali. Ma sono sempre più le realtà legate all’arte contemporanea e al design, dalle gallerie ai ristoranti ad alta quota. Un fervore a cui i collezionisti europei guardano con interesse.

Incastonata tra le montagne, Innsbruck è chiamata di frequente la “Capitale del Tirolo” o la “Capitale delle Alpi”. In questa città che supera di poco i 130mila abitanti accorrono da anni studenti delle più disparate discipline universitarie, attratti dall’alto livello della qualità della vita, e investitori interessati alle molteplici opportunità di fare affari. Tra queste, è sempre più sviluppato il settore dell’arte contemporanea, con piccole e attentissime gallerie che costellano le strade del Comune austriaco, affiancando imponenti realtà legate alla tradizione e andando così ad impreziosire il panorama culturale locale.

TRADIZIONE 2.0

Non sorprende immaginare il Tirolo come un luogo garante e detentore di tradizioni millenarie. La città di Innsbruck, come d’altronde la vicina Lienz (capoluogo del Tirolo Orientale), guarda con estremo rispetto alla natura incontaminata che la circonda e alla storia antica del suo popolo, conscia del grande valore che questi aspetti hanno anche dal punto di vista turistico. Alle porte della città si trova il Castello di Ambras, visitabile e contenente le collezioni di Ferdinando II.
L’arciduca commissionò all’architetto italiano Giovanni Battista Guarienti una fortezza che comprendesse proprio un’area espositiva per armature e memorabilia: questo ne fa a tutti gli effetti il museo più antico al mondo.

Swarovski Cristal Worlds © TVB Innsbruck _ Swarovski
Swarovski Cristal Worlds © TVB Innsbruck _ Swarovski

VEDERE E ASCOLTARE

Raccontano invece l’arte in Tirolo il Ferdinandeum e il Volkskundemuseum, mentre non aspettatevi plastici e volumi impolverati al Tirol Panorama: in una struttura futuristica si può godere contemporaneamente della prospettiva sulla valle dell’Inn e la catena montuosa Nordkette e, dall’altro lato, sul gigantesco dipinto circolare che rappresenta il dramma storico della terza battaglia di Bergisel.
Lo stesso approccio rispettoso e contemporaneo viene utilizzato per la didattica: se il Tirol Panorama permette di “vedere”, è rivolto a grandi e a piccoli l’Audioversum. Questo museo tecnologico ospita, in uno spazio di oltre 1.000 mq, installazioni da ascoltare e a cui partecipare in prima persona per vivere l’esperienza uditiva in modo totalmente inedita.

CRISTALLO POP

In città il grande negozio Swarovski, che ospita una galleria di pezzi rari e stupefacenti, è solo il primo contatto che si può avere in questo territorio con l’azienda di cristalli che, a breve distanza da qui, a Wattens, produce e accoglie i visitatori nel proprio museo. Fra stanze scenografiche e giochi di colori ai limiti dell’immaginabile, ciò che più sorprende è la collezione d’arte contemporanea.
Sotto la patina più turistica della proposta sono infatti ospitate alcune opere dei grandi maestri del Novecento, tutte rigorosamente realizzate con l’impiego più o meno massiccio degli autentici cristalli austriaci: da Keith Haring a Niki de Saint Phalle, da Salvador Dalí a Andy Warhol.

Il trampolino per il salto con gli sci progettato da Zaha Hadid nei pressi di Innsbruck
Il trampolino per il salto con gli sci progettato da Zaha Hadid nei pressi di Innsbruck

RICERCA TRA LE ALPI

Come abbiamo detto, la realtà artistica di Innsbruck è tutt’altro che statica. Sono molte le gallerie che svolgono la duplice funzione di portare le tendenze artistiche estere più attuali a contatto con la cittadinanza e promuovere su questa vetrina sempre più internazionale i giovani talenti tirolesi. Dalla Galerie Bernd Kugler all’Artdepot, dall’Artroom21 all’Aut Architecture & Tyrol. Ancora, la Galeria Km0, la Kunst Kaharina Hittmair e la Galleria Andechshof, spazio municipale molto attivo nella promozione di artisti emergenti.

ARCHITETTURA AD ALTA QUOTA

In centro come in montagna, ciò che colpisce dell’architettura contemporanea a Innsbruck è l’assoluta nonchalance con cui penetra nel tessuto cittadino. La facciata dell’istituto bancario BTV Stadtforum esprime, con l’eccentrico sviluppo di elementi costruttivi orizzontali e verticali del blocco ad angolo, l’architettura di Heinz Tesars. Il municipio, con l’annesso passaggio coperto Rathaus-Galerie, è firmato da Dominique Perrault ed è un esempio lampante dell’armonia con cui qui convivono passato e presente.
Ma è ad alta quota che Innsbruck dà il meglio di sé: a partire dalla funivia della Nordkette, con le sue futuristiche stazioni progettate da Zaha Hadid, che dal centro città sale sino ai 2.256 metri di altezza. A questa si aggiungono, oltre all’impianto per il salto con gli sci della stessa Hadid, la cabinovia Gaislachkogelbahn di Sölden, il Top Mountain Star di Obergurgl, il ristorante sciistico Hoadl, nella Axamer Lizum, e il ristorante con centro congressi Pardorama, a 2.620 metri: tutte location che sfidano la gravità e l’immaginario.

CAPITALE DELLA FOTOGRAFIA?

Non ultima è la fotografia. Il FO.KU.S. è la grande sala artistica ubicata nell’edificio della Bank für Tirol und Vorarlberg che espone fotografie di autori contemporanee provenienti da collezioni pubbliche e private. Innsbruck ospita inoltre il Fotoforum West, la più grande galleria dell’arte fotografica di tutta l’Austria, che presenta di norma autori internazionali e regionali nell’ambito di otto esposizioni l’anno.

André Butzer e Bernd Kugler
André Butzer e Bernd Kugler

BERND KUGLER. INTERVISTA AL GALLERISTA DI MONTAGNA

Proprietario dell’omonima galleria della città austriaca in Burggraben 6, Bernd Kugler si occupa di artisti contemporanei. Ecco quello che ci ha raccontato sulla scena artistica di Innsbruck e perché, secondo lui, la città ha tanto successo fra i collezionisti.

Come definirebbe la scena artistica attuale di Innsbruck?
La città sta vivendo certamente una stagione d’oro, per quanto riguarda l’arte contemporanea. La mia Galerie Bernd Kugler fa parte di Innsbruck Contemporary, un progetto che raggruppa quattordici realtà, tra gallerie e istituzioni, al fine di rafforzare e alzare costantemente la qualità dell’arte contemporanea a Innsbruck e in tutto il Tirolo.

Data la sua conoscenza del pubblico artistico della città, quali sono i criteri con cui seleziona un artista per la sua galleria?
La Galerie Bernd Kugler ha avuto ben chiaro quale sarebbe stato il suo focus fin da quando è nata, nel 2004: portare artisti internazionali di alto livello in una scena dove non erano mai stati. Questo per noi è l’importante e il pubblico ha sempre risposto con interesse. La nostra prima mostra vide esposti lavori di Per Kirkeby, Eugène Leroy in collaborazione con Michael Werner, André Butzer. Seguirono le personali di Thilo Heinzmann, Andy Hope 1930 e Anna Kolodziejska. Oggi rappresentiamo proprio Butzer, Heinzmann, Kolodziejska, e anche Madeleine Boschan, Holger Endres, Patrycja German, Erwin Gross, Tobias Hantmann, René Luckhardt, Ulrich Wulff e altri.

Com’è possibile che un pubblico così attaccato alla tradizione sia sensibile anche alle novità più sperimentali?
Innsbruck non è soltanto una città in cui è possibile incontrare collezionisti ma anche curatori e critici, il che rende particolarmente dinamica la fruizione dell’arte in città. Un pubblico che conosce la storia e l’arte del passato è un pubblico pronto ad accogliere con la giusta base culturale e la giusta dose di curiosità ogni nuova esperienza.

Come spiega la presenza di tante gallerie in un’area relativamente ridotta come quella di Innsbruck?
Certe dinamiche sono talvolta frutto di una concatenazione almeno parzialmente casuale di eventi. Però una certezza c’è ed è pratica, geografica: la città si trova proprio in una congiunzione fra Italia, Germania e Svizzera. Come potrebbe non essere centrale nella scena artistica una città nel cuore dell’Europa?

Simone Zeni

www.galerie-kugler.at

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #44

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua 
inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Simone Zeni
Giornalista di lifestyle, è senior web editor di Fine Dining Lovers. Attualmente, oltre che con Artribune, collabora con Wu Magazine, Club Milano e Wired. Tra le mostre a cui ha lavorato: Da Fuori (Castello Sforzesco, Vigevano, 2015), Pneuma03 (PlasMa, Milano, 2015), Etonne-moi (PlasMa, Milano, 2015), Inside (PlasMa, Milano, 2016), Pasta al Nero di Seppia Reloaded (The Small, Milano, 2017), P.A.R.T.Y. (Spazio Kryptos, Milano, 2018).