Vecchie linee ferroviarie e Borghi. Le iniziative italiane che promuovono il viaggio in treno

Attraversare il paesaggio italiano su un treno d’epoca provando l’esperienza di viaggio “slow”. Ecco le iniziative e i numeri che raccontano del rinato interesse in Italia per un mezzo di trasporto affascinante e romantico.

Il treno immagine frontale, foto Matteo Nardone
Treno d’epoca della Fondazione FS Italiane, foto Matteo Nardone

Nell’epoca dei voli low cost e last minute, sembrerebbe essere tornato di moda il “vecchio” viaggio sul treno locale, vintage e nuovo allo stesso tempo, fatto di tempi lunghi e passaggi in territori spesso poco transitati o non facili da raggiungere. Una tendenza, questa, che in Italia negli ultimi due anni ha spinto oltre 100mila turisti a provare l’esperienza di viaggio “lenta” muovendosi a bordo dei treni d’epoca della Fondazione FS Italiane, o che ha incentivato sinergie tra diverse realtà, come quella tra l’associazione I Borghi più belli d’Italia e Trenitalia, entrambe impegnate nel favorire e semplificare la raggiungibilità di molti borghi italiani.

IL CARO VECCHIO VIAGGIO IN TRENO

Nel biennio 2016-2017, sono stati 130mila i turisti che hanno scelto i treni d’epoca di Fondazione FS Italiane per provare l’esperienza di viaggio lenta, scoprire scorci suggestivi d’Italia e luoghi ricchi di storia e cultura. Il dato rappresenta anche una forte crescita: +45% rispetto al biennio precedente, ulteriore testimonianza del successo della mobilità dolce, anche sui treni storici di Fondazione FS Italiane. Grazie a Progetto Binari senza tempo – iniziativa che ha visto la Fondazione FS Italiane impegnata nella valorizzazione di vecchie linee ferroviarie che, prive da tempo di servizi di trasporto pubblico locale, sono state individuate per entrare a far parte di un vero e proprio “museo dinamico” – in tre anni sono state riaperte nove linee ferroviarie dedicate ai soli treni storico-turistici, fuori dai nodi ferroviari e dagli itinerari classici, per sviluppare turismo lento e sostenibile. Molte regioni italiane (Abruzzo, Campania, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Toscana e Sicilia, qui il link per visualizzare le linee attive) hanno inserito itinerari con treni d’epoca nei progetti finanziati per sostenere e valorizzare questa nuova offerta turistica. Itinerari che attraggono, in particolare, stranieri, amanti della natura, appassionati del mondo ferroviario, giovani e famiglie. “Il turismo ferroviario consente la scoperta delle bellezze dei territori italiani meno conosciuti e il loro rilancio in chiave sostenibile”, ha spiegato il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Oggi anche grazie ai treni storici si scoprono nuovi itinerari paesaggistici e culturali e si investe nel turismo sostenibile favorendo esperienze di viaggio innovative. Il turismo ferroviario è in forte crescita, ed è parte di una strategia di sviluppo che ha come fine il rilancio di luoghi, memorie, conoscenze e artigianalità che fanno del nostro Paese un luogo unico al mondo”. Nel 2017 i treni storici di Fondazione FS Italiane hanno effettuato circa 770 viaggi (+47% rispetto al 2016, +269% rispetto al 2014), trasportando circa 68.500 viaggiatori (+14% rispetto al 2016, +185% rispetto al 2014), per incassi complessivi oltre 2milioni di euro (+51% rispetto al 2016, +230% rispetto al 2014).

ALLA SCOPERTA DEI BORGHI ITALIANI

Le bellezze paesaggistiche italiane e gli incantevoli luoghi che spesso sono incastonati e nascosti al loro interno hanno spinto l’associazione I Borghi più belli d’Italia e Trenitalia a siglare un accordo di collaborazione per incentivare la presenza turistica nei Borghi italiani, spesso difficili da raggiungere per via della loro collocazione geografica. L’iniziativa arriva a conclusione dell’anno dedicato dall’Unwto – World Tourism Organization –  al turismo sostenibile e di quello dedicato dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ai Borghi d’Italia. Allo stato attuale, su 282 Borghi poco più di 20 sono raggiungibili con i treni (un totale di 580 collegamenti giornalieri), ma come sottolinea il presidente dell’associazione Fiorello Primi, questo dipende anche dalla natura stessa dei Borghi italiani, “che spesso sono costruiti in luoghi alti e inaccessibili, per motivi di sicurezza raggiungibili a fatica a cavallo, figuriamoci in treno”. “Oltre ai Borghi, Trenitalia raggiunge anche 32 siti Unesco, 8 Parchi o itinerari naturalistici di grande interesse, 22 Wellness Location e 61 spiagge”, spiega Maria Annunziata Giaconia, della Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia. “L’Italia stessa”, conclude Bianchi, “è un borgo diffuso dal momento che il 70% dei Comuni ha meno di 5mila abitanti. Continuiamo a sostenerli perché attraverso questi piccoli centri si conferisce slancio al turismo dell’intero Paese”.

– Desirée Maida

www.beniculturali.it
www.fondazionefs.it
www.borghipiubelliditalia.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.