La scultura e il giardino. Gita a Verona con i vini Guerrieri-Rizzardi

Un bando di scultura con una giuria presieduta da Gabriella Belli e una mostra alla Gipsoteca di Possagno. E poi un giardino all’italiana settecentesco. Due iniziative accomunate dall’azienda vitivinicola Guerrieri-Rizzardi. Ecco un’idea alternativa di gita nel veronese.

Giardino di Pojega Guerrieri Rizzardi - il viale di carpini
Giardino di Pojega Guerrieri Rizzardi - il viale di carpini

Mancano pochi giorni alla chiusura del bando Antonio Canova rivolto a giovani scultori delle Accademie di Belle Arti italiane, promosso dall’azienda vitivinicola veronese Guerrieri-Rizzardi: la deadline per l’invio delle opere è infatti il 22 maggio. La posta in palio è di sicuro interesse: un premio di 3mila euro e una personale nella Gipsoteca canoviana di Possagno, luogo natale del celebre scultore.
Abbiamo chiesto ai vincitori delle ultime edizioni – presidente della giuria è Gabriella Belli, direttrice dei Musei Civici Veneziani – le motivazioni che li hanno portati a partecipare. “È stato un caso”, racconta Daniele Salvalai, autore di Osservatorio (2011), “poi, appena sentito nominare il mio nome come vincitore non riuscivo ad alzarmi, ero immobile sulla sedia per l’emozione. Aver avuto oltretutto l’opportunità di allestire una personale a Possagno è stato fonte di grande soddisfazione: ogni scultore sogna di far conoscere la propria opera in un contesto così illustre”.

Alberto Gianfreda, vincitore della III edizione del Concorso di scultura Antonio Canova con l'opera La Veste
Alberto Gianfreda, vincitore della III edizione del Concorso di scultura Antonio Canova con l’opera La Veste

Alberto Gianfreda, ultimo ad aver esposto nella cittadina trevigiana e vincitore nel 2012 con La Veste, ha presentato “quello ritenevo fosse uno dei miei pezzi migliori. L’esporre a Possagno è stato un momento di verifica e di confronto con ‘il Maestro’, per capire come il presente possa dialogare con l’opera di un artista tanto geniale vissuto oltre duecento anni fa: un modo unico per capire l’intelligenza e il valore dell’esperienza del fare con le proprie mani”.
Infine, sarà Michele D’Agostino, vincitore dell’edizione 2013 con La conoscenza dell’ascolto, a esporre nella Gipsoteca canoviana a partire dal 6 giugno. D’Agostino definisce la sua poetica “un’osservazione ludica del sociale”: “La mia non è un’opera statica, ma collettiva: il pubblico è parte attiva. È all’opposto della poetica di Canova, le cui opere sono di un classicismo puro ed esclusivo. L’aver vinto questo concorso significa avere la possibilità di portare avanti le mie idee, talvolta costose nella realizzazione: nella personale di Possagno vedrò realizzato il filo rosso della produzione di questi anni”.

Giardino Rizzardi a Pojega - particolare delle gradinate del Teatro di verzura
Giardino Rizzardi a Pojega – particolare delle gradinate del Teatro di verzura

L’attività culturale della casa vinicola Guerrieri-Rizzardi non si ferma qui: domenica 24 maggio, dalle 10 alle 18, sarà possibile visitare uno degli ultimi e più importanti esempi di giardino all’italiana: il giardino di Pojega, un capolavoro di 54mila ettari progettati dall’ingegner Luigi Trezza. Nel 1783, dopo un viaggio di alcuni mesi lungo la penisola – come non pensare al Grand Tour degli artisti d’Oltralpe? – Trezza elaborò un progetto di giardino all’italiana su commissione del Conte Rizzardi: tre livelli paralleli con fontane, statue e un teatro di verzura, uno dei pochi esempi ad oggi rimasti. Un giardino che è un omaggio alla prospettiva, come il viale dei carpini, e al gusto neoclassico, come il teatro di verzura appunto, circondato da statue che richiamano l’età classica, ma che apre anche al gusto romantico che si stava affermando in quegli anni.
Una villa e un giardino tanto amati dai suoi illustri inquilini, come l’architetto Pietro Gazzola (1908-1979), famoso per il restauro filologico dei ponti Pietra e di Castelvecchio dopo la distruzione causata dai bombardamenti tedeschi durante la ritirata del 1945. In anni più recenti, la villa è stata residenza dello scultore spagnolo Miguel Berrocal (1933-2006), che trovata proprio a Verona una fonderia disposta a realizzare le sue opere, è poi riuscito a trascinare, in questa seppur provinciale città, artisti come Dalí, Miró, Magritte e de Chirico. Era, allora, la fine degli Anni Sessanta. Di converso, al suo ritorno in Spagna nei primi Anni Zero, portò con sé i disegni dei bambini che negli anni avevano visitato il suo atelier e le sue opere: li espose nella sua casa di Villanueva de Algaidas accanto alle opere di grandi artisti, dando loro uguale importanza. Bello sarebbe se una visita al giardino di Pojega con i giovani del F.A.I. potesse rievocare nei visitatori anche quest’epoca d’oro per l’arte contemporanea a Verona.

Federica Lavarini

www.guerrieririzzardi.it/canova-2/
www.pojega.it

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Federica Lavarini
Federica Lavarini è nata a Verona, città in cui vive e dove si è laureata in Lettere moderne con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo. Sta concludendo il Master in comunicazione della Scienza Franco Prattico presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Ama l’arte, l’architettura ed è affascinata in egual misura dal mistero della creatività artistica e scientifica.