Terrore a Bruxelles. Ecco il racconto della giornata dalla voce dell’artista Giuseppe Stampone. Intanto chiudono tutti i musei: e fra un mese c’è la fiera Art Brussels

“Lento ritorno alla normalità? Ma assolutamente no, si è scatenata la caccia all’uomo casa per casa, proprio ora stanno rastrellando ovunque per cercare gli attentatori”. È concitato, il racconto di questa triste giornata che ci fa Giuseppe Stampone, artista che da qualche settimana si è stabilito a Bruxelles dove ha preso uno studio e lavora […]


Lento ritorno alla normalità? Ma assolutamente no, si è scatenata la caccia all’uomo casa per casa, proprio ora stanno rastrellando ovunque per cercare gli attentatori”. È concitato, il racconto di questa triste giornata che ci fa Giuseppe Stampone, artista che da qualche settimana si è stabilito a Bruxelles dove ha preso uno studio e lavora a progetti a medio-lungo termine. “Il mio studio sta a Ixelles, quartiere proprio attaccato a Forest, dove hanno arrestato Salah Abdeslam. Quella di oggi è stata un’esperienza tattile unica nella mia vita: pensavo spesso all’11 settembre, poi a Parigi, ma trovarcisi dentro è tutta un’altra storia. Tutto lento e ovattato, nessuna parla. Solo sirene, polizia ambulanze. C’è un suono sordo di fondo…”.
Stampone è solo uno dei componenti della ricca comunità italiana – anche dell’ambito artistico – residente nella Capitale belga, o che comunque la frequentano con assiduità. Rossella Biscotti ci vive da tempo, c’è spesso il curatore Matteo Luchetti, che però in questi giorni è in Italia. Intanto i messaggi di solidarietà per le vittime hanno assunto l’inedita forma – come vedete nelle immagini – delle scritte realizzate con i gessetti direttamente per strada. La città sembra essersi fermata: e anche tutti i musei hanno chiuso i battenti, fino a quando la situazione sarà tornata a livelli di normalità accettabili.
Ma anche l’artworld si interroga sul futuro, e sugli strascichi dell’accaduto: gli attacchi avvengono a un mese dal via alla fiera Art Brussels, che si aprirà il 22 aprile, e che quest’anno sarà affiancata da Independent Brussels, che il 20 aprile debutterà con la sua edizione belga. Che succederà? I galleristi confermeranno la propria presenza, con la spada di damocle di un ambiente così segnato dall’animosità sociale e dai pericoli terroristici? I visitatori arriveranno, sfidando la sorte e l’imprevedibilità di queste azioni criminali? Fino a pochi mesi fa Bruxelles era la città più lanciata d’Europa, dopo i fatti di Parigi era già piombata nell’incubo: e adesso?

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.