Morto Umberto Eco. Scompare a 84 anni l’intellettuale italiano per antonomasia, scrittore, saggista, semiologo, animatore di cenacoli filosofici

“La vita del mondo artistico di Brera era ancora quella dell’immediato dopoguerra, sebbene non fosse più circonfusa da un’aura di leggenda. Il Giamaica era il posto dove la gente si trovava. Milano era un luogo di sperimentazioni varie, musicali, artistiche e letterarie: non a caso il Gruppo 63 nacque intorno al Verri”. È impossibile – […]

Umberto Eco

La vita del mondo artistico di Brera era ancora quella dell’immediato dopoguerra, sebbene non fosse più circonfusa da un’aura di leggenda. Il Giamaica era il posto dove la gente si trovava. Milano era un luogo di sperimentazioni varie, musicali, artistiche e letterarie: non a caso il Gruppo 63 nacque intorno al Verri”. È impossibile – non difficile, proprio impossibile – scrivere poche righe e sperare anche solo di tratteggiare sommariamente un’esistenza e un’identità culturale profonde, diversificate, imprevedibili e spesso eclettiche come quelle di Umberto Eco, uno degli intellettuali italiani più celebri al mondo, morto oggi all’età di 84 anni. Allora ci affidiamo alle sue stesse parole per cominciare un viaggio a ritroso che poi si strutturerà in molteplici omaggi che anche Artribune cercherà di tributargli.
Parole che aiutano a ricostruire l’immagine di uno studioso tutt’altro che arroccato sugli scaffali delle sue librerie: ma da sempre innervato nei molteplici rivoli che caratterizzavano l’ambiente culturale nei decenni scorsi, specie nella Milano del boom economico ma anche culturale. Parole che evocano il Gruppo 63, forse l’ambito più importante per la crescita e l’affermazione di Eco: ma evocano anche i fermenti artistici, che lo videro spesso come un riferimento. Sono tratte del resto da un’intervista rilasciata a Doppiozero in occasione della mostra Programmare l’arte. Olivetti e le Neoaanguardie cinetiche, al Museo del Novecento di Milano: che celebrava i 50 anni dell’Arte Programmata di cui Umberto Eco fu il primo critico…

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  • Jo

    Morto Umberto Eco
    Triste notizia.perdiamo un grande maestro e sappiamo che nessuno potrà sostituirlo.il suo saggio”Semiosi naturale e parola nei Promessi Sposi” mi ha guidato negli anni di insegnamento offrendomi possibilità di interpretazioni e collegamenti che hanno arricchito me e.i mei alunni.