L’acqua Perrier sceglie ancora la street art. Nuova etichetta d’artista firmata dal francese L’Atlas, tra i maggiori talenti della scena internazionale

È uno dei più intensi e talentuosi protagonisti della street art europea, celebre per la sua ricerca rigorosissima nel campo dell’astrazione: i suoi interventi negli spazi pubblici, fra muri monumentali e intere piazze, oppure tra le pareti di musei e gallerie, vivono nella purezza cromatica, nella potenza geometrica e nell’incisività di forme semplici, ancestrali. Una […]

Acqua Perrier - bottiglia L'Atlas

È uno dei più intensi e talentuosi protagonisti della street art europea, celebre per la sua ricerca rigorosissima nel campo dell’astrazione: i suoi interventi negli spazi pubblici, fra muri monumentali e intere piazze, oppure tra le pareti di musei e gallerie, vivono nella purezza cromatica, nella potenza geometrica e nell’incisività di forme semplici, ancestrali. Una scrittura candida fatta di labirinti, linee regolari, scansioni ritmiche, ripensando ai sistemi segnici di antiche calligrafie orientali, innestate su un background anni ’90 legato al writing e all’underground metropolitano.
Il francese L’Atlas firma oggi le etichette della Limited Edition Perrier 2015. Marca leader mondiale nel mercato delle acque minerali frizzanti, distribuita in tutti i continenti, con circa un miliardo di bottiglie prodotte ogni anno, l’iconica Perrier – prodotta dalla multinazionale Nestlé – continua il suo viaggio nella street art, affidando a un altro artista dalla caratura internazionale l’etichetta della sua linea speciale. A chi gli ha chiesto le ragioni per cui ha scelto Perrier, L’Atlas ha risposto: “Le ragioni sono quattro: il legame ormai consolidato di Perrier con l’arte contemporanea; il fatto che Perrier renda straordinario un gesto quotidiano come il bere; l’unicità del brand Perrier; la sua autentica magia, dentro e fuori dalla bottiglia”. La quinta ragione – va da sé – starà nel lauto cachet, ma non è elegante da dire.
Un nuovo cammeo prezioso, dunque, sulla nota bottiglia verde di vetro dal design essenziale: prima di L’Atlas c’erano sati Sasu, JonOne, Kobra. Una serie di etichette eccellenti per operazioni di branding costruite a dovere. Roba esclusiva, per target colti e palati sensibili. Senza dimenticare la vocazione popolare. In fondo, è pur sempre street art.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.