Gli Archivi Alinari e il Google Cultural Institute assieme per una app. E su internet lanciano due mostre fotografiche inedite sul cibo e la Grande Guerra

Anche il più antico archivio fotografico italiano si allinea ai tempi nuovi: gli Archivi Alinari incontrano il Google Cultural Institute, per una app che permette agli utenti di esplorare una parte del suo unico patrimonio di oltre 5 milioni di fotografie, tramite dispositivi mobile dotati di sistema Android. Per il lancio della applicazione, la storica azienda […]

Una delle fotografie contenute nella app

Anche il più antico archivio fotografico italiano si allinea ai tempi nuovi: gli Archivi Alinari incontrano il Google Cultural Institute, per una app che permette agli utenti di esplorare una parte del suo unico patrimonio di oltre 5 milioni di fotografie, tramite dispositivi mobile dotati di sistema Android.
Per il lancio della applicazione, la storica azienda fiorentina e la piattaforma che Google ha fondato nel 2010 per la tutela e la promozione online della cultura, hanno messo a punto due mostre fotografiche inedite in versione digitale. La prima è un omaggio ad Expo 2015: Italy in Food riunisce 80 immagini, in bianco e nero e a colori, che tracciano l’evoluzione della cultura italiana del cibo, dalla metà dell’Ottocento alla fine del XX secolo.
Nell’anno del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, non poteva mancare una mostra dedicata alla Grande Guerra, con un’altra ottantina di fotografie d’epoca che  raccontano il conflitto dalla prospettiva dei soldati al fronte e in trincea, ma anche dei civili nelle campagne e nelle città.

Marta Pettinau

www.alinari.it

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.