Venezia Updates: eccolo, il misterioso padiglione Armenia che ha vinto il Leone d’Oro alla Biennale Arte. Tutte le immagini dall’isola di San Lazzaro degli Armeni… 

Il padiglione Armenia – che in pochi, sinceramente, hanno visitato in questi frenetici giorni di vernissage – trionfa tra le partecipazioni nazionali. E la cosa tutto sommato non sorprende, vista la ricorrenza del centenario del genocidio degli armeni e la Biennale politically correct apparecchiata da Okwui Enwezor. Lo spazio espositivo è quello del monastero mekhitarista dell’isola […]

Il padiglione Armenia – che in pochi, sinceramente, hanno visitato in questi frenetici giorni di vernissage – trionfa tra le partecipazioni nazionali. E la cosa tutto sommato non sorprende, vista la ricorrenza del centenario del genocidio degli armeni e la Biennale politically correct apparecchiata da Okwui Enwezor. Lo spazio espositivo è quello del monastero mekhitarista dell’isola di San Lazzaro degli Armeni, e il tema su cui i 18 artisti hanno lavorato è, appunto, la diaspora armena. Questo padiglione è, probabilmente, l’unico che ha scelto di scrivere tre righe di spiegazione nelle targhette esplicative delle opere. Però, sempre parlando di eccezioni, è l’unico padiglione (extra Giardini e Arsenale) il cui accesso è a pagamento (6 euro). Siamo andati a visitarlo e abbiamo scattato qualche foto, ai lettori l’ardua sentenza…

– Paolo Marella

 

 

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.
  • Mauro

    Certo, giudicare dalle foto non si può, a meno che non si sia dei superficialoni. Le opere vanno viste nel contesto, con il quale dialogano molto significativamente.