Lo Strillone: nuovi siti Unesco in arrivo in Sicilia su Il Sole 24 Ore. E poi Pierre Bonnard, Gabriel Magalhâes, moschea in chiesa a Venezia

“È attesa per i primi di luglio la decisione sull’inserimento dell’itinerario ‘Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale’ nei siti Unesco. Con il via libera i siti Unesco in Sicilia diventeranno dieci, sette materiali e tre immateriali”. È Il Sole 24 Ore a dedicare uno dei suoi Rapporti alla Sicilia, con un’intervista al […]

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È attesa per i primi di luglio la decisione sull’inserimento dell’itinerario ‘Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale’ nei siti Unesco. Con il via libera i siti Unesco in Sicilia diventeranno dieci, sette materiali e tre immateriali”. È Il Sole 24 Ore a dedicare uno dei suoi Rapporti alla Sicilia, con un’intervista al direttore della Fondazione Unesco Sicilia Aurelio Angelini, che analizza la realtà turistico-culturale insulare: “Il primo problema è la mancanza di un sistema infrastrutturale che ci permetta di sostenere un complesso, quello siciliano, che è un arcipelago di siti. Questa è la precondizione per fare turismo su un livello alto. Non è solo un problema di strade e ferrovie ma anche di infrastrutture tecnologiche”. Paradossi? “La piccola isola di Malta, in proporzione, fa molto meglio della Sicilia (in termini di performance nel settore turistico, ndr) con una differenza di non poco conto: Malta ha solo un sito Unesco, noi – tra siti materiali e immateriali – ne abbiamo nove (e presto diventeranno dieci, ndr)”.

Sibillino, poco accessibile e discreto come quelle dimore patrizie in cui si nascondono le proprie ricchezze e sofferenze. Così François Joachim Beer descrive Pierre Bonnard (1867-1947)”. E così lo descrive anche Sebastiano Grasso, che sul Corriere della Sera recensisce la retrospettiva in corso al Musée d’Orsay di Parigi sino al 19 luglio: “Ritratti, nature morte, interni, paesaggi parigini, scenari intimi, scene mitologiche”. “Ogni quadro, senza che lo sapessi, mi faceva intuire il volto del Signore. In ogni testo sentivo la nostalgia di Gesù. I turisti che visitano le cattedrali in Europa, anche se non vogliono riconoscerlo, cercano l’intesa con l’assoluto. Anche il desiderio di giustizia sociale della sinistra è un desiderio di paradiso, un’intuizione del divino”. Così lo scrittore portoghese Gabriel Magalhâes racconta su Avvenire la sua conversione, affidata all’arte e al libro “Il tuo volto allo specchio. Il Vangelo trasforma la vita”. Non accennano a placarsi le polemiche sulla moschea che lo svizzero Christoph Büchel ha ricreato in una chiesa per la Biennale di Venezia: “è abusiva e blasfema”, tuona Libero.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.