Lo Strillone: la Corona di Spagna alla guerra contro il Prado per Bosch, Goya e Velazquez sul Corriere della Sera. E poi Pompei, Art bonus, Francesco Bonami

La Corona di Spagna ai ferri corti contro il Prado. Sembra una boutade, ma la contrapposizione di cui si era a conoscenza da mesi, se non da anni, con le Collezioni Reali spagnole che rivogliono 4 opere di loro proprietà ma da 70 anni in deposito al museo, tra cui due Bosch, un Goya e […]

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La Corona di Spagna ai ferri corti contro il Prado. Sembra una boutade, ma la contrapposizione di cui si era a conoscenza da mesi, se non da anni, con le Collezioni Reali spagnole che rivogliono 4 opere di loro proprietà ma da 70 anni in deposito al museo, tra cui due Bosch, un Goya e un Velazquez. Il Corriere della Sera riporta la secca risposta del presidente del Prado, José Pedro Pérez-Llorca, prestigioso ex ministro, diplomatico, nonché uno dei padri della Costituzione spagnola redatta nel 1978, dopo la morte di Franco e la fine della dittatura, avverte minaccioso: “Glieli daremo quando gelerà l’inferno”. Quando ha avuto inizio la querelle? “Quando José Pedro Pérez-Llorca vide la luce, il 30 novembre del 1940 a Cadice, il Trittico del Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch e i suoi Sette Peccati Capitali erano già lì, al Museo del Prado di Madrid Dall’anno prima Ne sono passati 75, e José Pedro Pérez-Llorca è diventato un prestigioso ex ministro, diplomatico, giurista, nonché uno dei sette padri della Costituzione spagnola, redatta nel 1978, dopo la morte di Francisco Franco e la fine della dittatura”.

La Pompei archeologica è da record: 35mila nella domenica gratis di maggio. Il Mattino di Napoli registra il successo di pubblico del sito: “La città antica ha superato anche il Colosseo, che si ferma a poco più di 20mila ingressi. Mai il sito pompeiano, nella sua storia turistica, aveva registrato risultati così eccellenti: le presenze giornaliere avevano raggiunto, al massimo, quota 22mila. Il ministro Dario Franceschini li ha definiti numeri da capogiro”. Il Sole 24 Ore, fedele alla propria mission, ricorda che “debutta nel modello Unico l’Art bonus, il credito d’imposta riservato alle aziende che effettuano erogazioni liberali per valorizzare il patrimonio culturale”. Su La Stampa Rocco Moliterni anticipa il nuovo libro di Francesco Bonami: “nella giungla dell’arte II critico racconta in un libro i suoi incontri ravvicinati con i protagonisti della creatività contemporanea. Una guida fuori degli schemi, alla vigilia della Biennale”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.