Expo updates: dalla Polonia alla Francia, all’Irlanda, orti e giardini pensili tra architetture di legno e acciaio

Ai due lati del decumano si affacciano i padiglioni nazionali, piccole costruzioni spesso in legno e acciaio, i materiali dominanti sul sito dell’Expo che ospitano coltivazioni o piccoli parchi. Alcuni Paesi hanno scelto di presentarsi attraverso il meglio della loro offerta gastronomica o culturale, altri preferiscono mettere in scena un’idea, la sintesi di un pensiero. […]

Expo 2015 - Padiglione Brasile

Ai due lati del decumano si affacciano i padiglioni nazionali, piccole costruzioni spesso in legno e acciaio, i materiali dominanti sul sito dell’Expo che ospitano coltivazioni o piccoli parchi. Alcuni Paesi hanno scelto di presentarsi attraverso il meglio della loro offerta gastronomica o culturale, altri preferiscono mettere in scena un’idea, la sintesi di un pensiero.
Entrando nel padiglione dell’Irlanda, grandi schermi raccontano l’agricoltura e le risorse idriche del suolo mentre nel Brasile si cammina su una enorme rete dalle cui maglie si intravedono i girasoli che nascono. Se la Polonia punta su uno dei suoi simboli, la mela, e sulle cassette con cui viene trasportata che diventa modulor delle pareti del piccolo edificio, l’Inghilterra sceglie le api e gli alveari. Tra il delicato bambù del Vietnam e i maestosi pilastri della Francia, crescono i fiori di zucca e le piante aromatiche che sprigionano odori che si sentono anche in questa giornata di pioggia.

Antonella Crippa

 

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.