Expo Updates: 20 foto di orrori e atrocità visti in giro. La grande kermesse è riuscita bene, ma guardate un po’ queste foto…

Il primo bilancio di Expo 2015 è tutto sommato positivo: alcuni padiglioni bellissimi, altri interessanti e colti, altri persino ironici, come quello dei Paesi Bassi; le strutture d’accoglienza funzionano, anche se non tutto è finito, soprattutto ai margini.Le cose proprio brutte però ci sono, e non solo e non tanto in alcuni padiglioni dall’aspetto discutibile […]

Area Technogym, Expo Milano 2015

Il primo bilancio di Expo 2015 è tutto sommato positivo: alcuni padiglioni bellissimi, altri interessanti e colti, altri persino ironici, come quello dei Paesi Bassi; le strutture d’accoglienza funzionano, anche se non tutto è finito, soprattutto ai margini.Le cose proprio brutte però ci sono, e non solo e non tanto in alcuni padiglioni dall’aspetto discutibile o con sculture all’ingresso che mettono i brividi… Il peggio l’ha fatto qualche sponsor o produttore che non si è davvero risparmiato e, senza vergogna, ha allestito una specie di fiera campionaria di trattori e food truck, cuori “di panna” e viali di cioccolatini. Una menzione speciale va al trainer dello spinning collettivo di Technogym che, con un effetto comico esilarante sebbene involontario, il 1 maggio incitava i suoi atleti sudati e paonazzi urlando “dai che ce la fai” proprio mentre Matteo Renzi dichiarava “oggi inizia il nostro domani!”. Eccovi una galleria degli orrori…

CONDIVIDI
Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.
  • Stefano

    In mezzo a questa galleria degli orrori c’è la nostra Santa che è patrimonio immateriale dell’unesco cuchi ha fatto questo articolo è un’incompetente