Lo Strillone: l’addio (amaro) di Paolo Poli al teatro su La Repubblica. E poi la Fontana dei Leoni, Fondazione Prada, Henri Rousseau

“Basta teatro, non ci sono più soldi, il bello della vecchiaia è ritirarsi“. La crisi generalizzata e l’insufficiente attenzione alle questioni culturali fanno un’altra “vittima” eccellente: La Repubblica raccoglie l’amaro sfogo con cui il grande attore di teatro Paolo Poli annuncia il suo addio alle scene. “Aspetto ancora di essere pagato da due anni. Ho messo […]

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Basta teatro, non ci sono più soldi, il bello della vecchiaia è ritirarsi“. La crisi generalizzata e l’insufficiente attenzione alle questioni culturali fanno un’altra “vittima” eccellente: La Repubblica raccoglie l’amaro sfogo con cui il grande attore di teatro Paolo Poli annuncia il suo addio alle scene. “Aspetto ancora di essere pagato da due anni. Ho messo gli avvocati dimezzo, ma si sa, quando arriveranno i soldi, li prenderanno loro”. Chi non paga? “Tanti teatri. I giri che ho fatto nel meridione, per esempio, e anche dall’Eliseo di Roma aspetto, ma ha chiuso. Così non ce la faccio più a metter su una compagnia”. Buttarsi sul cinema? “Non mi è mai piaciuto, è il regista che fa il film, infatti in Torna a casa Lessie, Lessie era bravo come Liz Taylor”. Il Tempo si occupa di restauro, annunciando il via a quello della Fontana dei Leoni in Piazza del Popolo, a Roma: “il restauro dell”ottocentesca opera del Valadier, che circonda l’obelisco al centro di piazza del Popolo, rappresenta l’ultimo degli interventi del progetto della Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali di ‘concessione di spazi pubblicitari sulle fontane monumentali di Roma’, grazie al quale sono arrivati i finanziamenti per i quattro monumenti, restaurati ‘a costo zero’, ossia con i soldi messi a disposizione dagli sponsor”.

La nuova sede milanese della Fondazione Prada, prossima all’apertura, finisce su Affari&Finanza, che sottolinea che “l’obiettivo è potenziare la propria vocazione multidisciplinare e dar luogo a una struttura aperta e flessibile dove curatori, scrittori, cineasti e pensatori saranno chiamati a partecipare alla realizzazione di nuovi progetti. Attiva dal 1993, in questi anni l’istituzione presieduta da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli ha organizzato numerose mostre personali di artisti contemporanei di livello internazionale come Sam Taylor-Wood e Steve Mcqueen, promuovendo anche rassegne cinematografiche, conferenze multidisciplinari e filosofiche ed eventi legati all’architettura e al design”. Su Quotidiano Nazionale Claudio Spadoni recensisce la mostra “Henri Rousseau, il candore arcaico”, aperta a Palazzo Ducale di Venezia fino al 5 luglio. “Proprio nel tempo di Rousseau stava diffondendosi un desiderio di primitivo, di infantile – Corrado Ricci aveva pubblicato nel 1887 ‘L’arte dei bambini’ – che per vie e modi diversi avrebbe alimentato alcuni filoni artistici del primo ‘900. E la mostra veneziana ne offre un diramato e suggestivo spaccato, chiamando a raccolta, assieme alle opere del Doganiere, ‘primitivi’ di tutto il mondo”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.