Jeremy Deller, l’anti-artista. Da Madrid immagini della mostra al Centro de arte Dos de Mayo: humour con tante frecciate all’arte autoreferenziale

È la prima mostra retrospettiva ad essere presentata in paesi di lingua spagnola, dove l’artista, nella sua ricerca trentennale, mette in evidenza una riflessione sulla cultura inglese e il suo contesto storico-politico, la società capitalista post-industriale e le sue contraddizioni multiculturali. L’artista è Jeremy Deller, e la mostra in questione è El ideal infinitamente variable […]

È la prima mostra retrospettiva ad essere presentata in paesi di lingua spagnola, dove l’artista, nella sua ricerca trentennale, mette in evidenza una riflessione sulla cultura inglese e il suo contesto storico-politico, la società capitalista post-industriale e le sue contraddizioni multiculturali. L’artista è Jeremy Deller, e la mostra in questione è El ideal infinitamente variable de lo popular, che al primo piano del Centro de Arte Dos de Mayo, a Madrid, presenta la sua visione critica sui mezzi di produzione artistica e il circuito dell’arte autoreferenziale.
Soffermandosi nel raccontare, con humour e fortissima attenzione per il rapporto fra arte, memoria e storia, i momenti collettivi e le espressioni pop e underground più genuine, come musica e televisione. Presenti opere indimenticabili ed emblematiche della produzione dell’artista inglese, come i tre video principali: The Battle of Orgreave (An Injury to One is an Injury to All), 2001; So Many Ways to Hurt You (The Life and Times of Adrian Street), 2010 e English Magic, 2013 – dalla 55° Biennale di Venezia. La mostra resta visibile fino a giugno: nella fotogallery, una serie di immagini…

– Federica Patti

http://www.ca2m.org/es/

 

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Federica Patti
Federica Patti (Bologna, 1983) è curatrice che vive e lavora a Bologna. La sua ricerca si concentra sulle arti multimediali, su progetti interattivi e partecipativi e sulla scoperta di giovani artisti emergenti. È uno dei membri fondatori di roBOt, festival internazionale dedicato alle arti digitali e alla musica elettronica. Dal 2010 gestisce a Bologna SPAZIOBARNUM, uno spazio non profit dedicato alla presentazione e allo sviluppo di tutti questi argomenti di ricerca. Nel 2012 è entrata a far parte de LaRete Art Projects; ha lavorato come project manager per "Aelia Media" di Pablo Helguera. Ha partecipato alla realizzazione della mostra video “The Eye of the Collector”. Insieme a Julia Draganović ha curato “Funding for Isola”, quarta tappa della serie "Click o Clash? Strategie di collaborazione".