Stay weird. Stay different. Il cinema indipendente, protagonista degli Indipendent Spirit Awards, intacca sempre più il dominio delle majors hollywoodiane

Indipendent Spirit Awards e Notte degli Oscar arrivano uno di seguito all’altro, e ci raccontano come cambia lo show biz. Mentre gli esperti perfezionano algoritmi in grado di prevedere con un minimo margine di errore i vincitori, gli eventi evidenziano come il mondo che avanza cambia le regole del gioco e tende a integrare i […]

Alejandro González Iñárritu, Birdman

Indipendent Spirit Awards e Notte degli Oscar arrivano uno di seguito all’altro, e ci raccontano come cambia lo show biz. Mentre gli esperti perfezionano algoritmi in grado di prevedere con un minimo margine di errore i vincitori, gli eventi evidenziano come il mondo che avanza cambia le regole del gioco e tende a integrare i risultati. Tanto più un film ad alto budget diventa un’operazione che i grossi produttori o le major si caricano senza il rischio di tentare nuovi percorsi, tanto più le pellicole più coraggiose sono invece le più significative e non possono essere ignorate né dalle piccole, né dalle grandi realtà.
In altre parole dei premi riscossi agli Oscar i maggiori sono finiti tra le mani di Birdman e Whiplash, due produzioni promosse e premiate dal circuito indipendente. Dalla fondazione degli Indipendent Spirit Awards (1984) la coincidenza di vittoria comune con gli Oscar è avvenuta solo quattro volte, di cui tre negli ultimi quattro anni. Sarà solo frutto del caso oppure si tratta di selezione naturale e adeguamento a nuovi “habitat produttivi”, frutto della contingenza? I dati a disposizione sono ancora pochi per definire con esattezza una formula, ma certamente, al contrario di quanto accadeva prima, le storie realizzate in ambiente più libero stanno avendo più fortuna. Come ha detto Grahaam Moore, ritirando la sua statuetta per la migliore sceneggiatura adattata con The Imitation Game, il motto sembra “Stay weird. Stay different”…

– Federica Polidoro

CONDIVIDI
Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.