Lo Strillone: offesa simbolica, per i restauri alla Barcaccia bastano 800 euro su Il Giornale. E poi Castello di Rivoli, Hesperus, I vestiti dei sogni, A occhi aperti

Tutta la stampa aggiorna sugli sviluppi dell’assalto degli hooligans a Piazza di Spagna, con le più diverse declinazioni. Si distingue Il Giornale, e non stupisce, visto che da voce a Vittorio Sgarbi, chiamato per una consulenza, in tempo reale, sui danni subiti dalla fontana del Bernini. “Ma l’offesa è simbolica. Per i restauri bastano 800 […]

Quotidiani
Quotidiani

Tutta la stampa aggiorna sugli sviluppi dell’assalto degli hooligans a Piazza di Spagna, con le più diverse declinazioni. Si distingue Il Giornale, e non stupisce, visto che da voce a Vittorio Sgarbi, chiamato per una consulenza, in tempo reale, sui danni subiti dalla fontana del Bernini. “Ma l’offesa è simbolica. Per i restauri bastano 800 euro”, attacca il controverso critico. “Gli hooligans olandesi hanno umiliato la Barcaccia. Ma capita anche a chi dovrebbe tutelare il nostro patrimonio. Ci troviamo dinanzi a una sorta di nemesi artistica. Il ‘900 è iniziato con l’orinatoio di Duchamp e ora ci ritroviamo gli hooligans che fanno la pipì nella fontana”.

Basta chiedere una mano a chi, come la Fondazione Crt per l’arte contemporanea, ha visto negli ultimi anni salire alle stelle, grazie all’andamento del mercato dell’arte, il valore del proprio investimento iniziale (36 milioni di euro) per l’acquisto di opere (740 di 180 artisti) concesse a Rivoli (e Gam) solo in comodato”. La Stampa, per mano di Rocco Moliterni, apre un punto di osservazione nuovo sul futuro dei musei in Piemonte: il museo non si salva per concorso. “I politici in questi anni non sono stati in grado di individuare il ruolo di Rivoli e della Gam. Hanno perso mille treni (in primis il successo internazionale dell’Arte Povera, che con la produzione di mostre da circuitare avrebbe permesso di rimpinguare le casse). […] Ci si sarebbe aspettato un passo diverso: chiamare a Rivoli senza concorso una figura con comprovate capacità direzionali e che possibilmente conoscesse il museo (Carolyn Christof-Bakargiev o Andrea Villani, solo per fare due nomi) e chiedergli di voltare pagina”.

Italiani che ce la fanno: La Repubblica va a Londra per intervistare Alessandro Gallenzi ed Elisabetta Minervini, che nel 1997 hanno fondato la casa editrice Hesperus: un crescendo di successi, culminato con la pubblicazione di Travelling to Infinity, il libro scritto da Jane Hawking, prima moglie dell’astrofisico Stephen Hawking, da cui è stato tratto il film La teoria del tutto, in corsa per gli Oscar. Sabato di recensioni: è ancora la Repubblica a visitare a Roma, a Palazzo Braschi, la mostra I vestiti dei sogni, che celebra i vestiti creati per i grandi film, da Amarcord a Bellissima. Il Messaggero, sempre a Roma, va all’Auditorium a vedere A occhi aperti, tratta dal libro di Mario Calabresi edito da Contrasto: “tanti grandi maestri, da Abbas a Basilico, da Erwitt a Salgado, con le loro immagini più celebri. Un percorso attraverso pezzi di storia che, sottolinea l’autore, esistono solo perché qualcuno li racconta”.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.