Torna il Light Festival di Amsterdam, con grandi installazioni luminose tra le strade ed i canali. Per un romantico tour in barca, nella ville lumière d’Olanda

Passeggiando, a piedi o in bicicletta, attraverso il centro storico di Amsterdam. Normale attività per turisti e cittadini, che in questo incipit d’inverno diventa un’esperienza straordinaria.  È iniziata il 27 novembre la terza edizione del “Light Festival”, che regala alle giornate uggiose e alle fredde notti della capitale olandese una giostra festosa di luci e […]

Amsterdam Light Festival 2014, Effervescense. Photo © Janus van den Eijnden

Passeggiando, a piedi o in bicicletta, attraverso il centro storico di Amsterdam. Normale attività per turisti e cittadini, che in questo incipit d’inverno diventa un’esperienza straordinaria.  È iniziata il 27 novembre la terza edizione del “Light Festival”, che regala alle giornate uggiose e alle fredde notti della capitale olandese una giostra festosa di luci e di colori, disseminati lungo le strade, le piazze e la rete dei canali: la città si specchia nell’acqua, moltiplicando forme luminose, installazioni, scritture fiammeggianti, con gli scorci urbani a fare da quinta scenografica.
Il percorso si può compiere a piedi, con o senza guida (servizio a pagamento), oppure in barca, godendosi una breve crociera panoramica; i più atletici potranno infine optare per una sessione di canottaggio, organizzata da un circolo sportivo locale. La modalità nautica è già attiva: si impiegano 75 minuti a bordo e l’opzione più affascinante è senz’altro quella notturna, per una romanticissima promenade. A piedi ci vogliono invece 90 minuti e l’itinerario, battezzato “Illuminade”, sarà percorribile dall’11 dicembre al 4 gennaio.

In che cosa ci si imbatterà durante i tour? Dalla grande barchetta di carta di Katja Galyuk, che splende sulle acque, miraggio fluorescente all’orizzonte, alle sei figure stilizzate, scolpite con dei neon dall’artista libanese Alaa Minawi: linee di luce come tracce fantasma, lasciate nel paesaggio da un’immaginaria famiglia di profughi, in viaggio per la città. Nei pressi della stazione ferroviaria si erge invece la House of Cards del collettivo israeliano OGE Creative Group, una casa di carte da gioco, architettura fantastica decorata da 40 street artist, tanto imponente quanto effimera: un soffio di vento e la piramide potrebbe, per incanto, venire giù….
Tanti i progetti interattivi, come Lightbridge, uno sciame di minuscole luci che cambiano colore reagendo ai movimenti ambientali, dal passaggio delle biciclette sul ponte adiacente a quello delle imbarcazioni che transitano lungo il canale; o come il cuore galleggiante ideato dall’agenzia  Tijdmakers e composto da 178 bottiglie (per 178 nazioni) contenenti luci a Led, che s ispira alle parole dell’ex consigliere comunale Piano Wibaut (1859-1936): “C’è solo una terra: la terra. C’è solo una nazione: l’umanità. C’è solo una fede: l’amore “: attraverso una specifica app è possibile, via smartphone, proiettare sull’opera la bandiera del proprio Paese.
Guarda invece al mondo della matematica e della geometria Circle of Life, dell’architetto Rob van Houten, progettato sul modello del celebre “nastro di Moebius”, superficie non orientabile costituita da un solo lato e un solo bordo: l’opera è un cerchio arcobaleno dinamico, che avvolge il ponte di Melkmeisjes e che cambia colore, seguendo il flusso perpetuo delle folle e delle correnti.
Queste e molte altre apparizioni magiche si materializzeranno, per oltre due mesi, nel grande parco di scultura temporaneo. Meta perfetta per l’incallito flâneur: e l’idea brillante per un prossimo weekend di festa è servita.

–      Helga Marsala

http://www.amsterdamlightfestival.com/

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.