Ricordando Francesca Alinovi. Uccisa trent’anni fa, la giovane critica d’arte rivive in un documentario autoprodotto. Una preview a Roma, per raccogliere gli ultimi fondi

Aveva solo 35 anni. La trovarono senza vita in un lago di sangue, colpita brutalmente da 47 coltellate, una delle quali – inferta alla giugulare – le fu fatale. Moriva così, il 12 giugno del 1983, Francesca Alinovi, critico d’arte militante tra i più interessanti e promettenti dell’epoca, cresciuta nell’Italia rovente degli Anni di Piombo, […]

Francesca Alinovi

Aveva solo 35 anni. La trovarono senza vita in un lago di sangue, colpita brutalmente da 47 coltellate, una delle quali – inferta alla giugulare – le fu fatale. Moriva così, il 12 giugno del 1983, Francesca Alinovi, critico d’arte militante tra i più interessanti e promettenti dell’epoca, cresciuta nell’Italia rovente degli Anni di Piombo, figlia di una new wave culturale dominata dal postmoderno, dall’exploit della street art e dalle relazioni, sempre più intense, con la scena newyorchese. Scena che la Alinovi, ricercatrice al DAMS di Bologna, curatrice e saggista, conosceva e frequentava con passione, da acuta osservatrice dei nuovi talenti in corsa, italiani ed internazionali.
Il suo assassinio – per cui venne condannato un giovane pittore con cui Francesca aveva una relazione sentimentale – contribuì alla creazione, post mortem, di un piccolo mito a tinte fosche, alimentato dall’immagine da outsider di lei: donna ribelle, tormentata, coltissima e piena di contraddizioni, con un senso della vita talmente forte da intrecciarsi, spesso, con quello per la morte. Indimenticabile dark lady dell’arte, coraggiosa nel lavoro quanto fragile emotivamente, attratta dal cotè più selvatico dell’esistenza, Francesca scriveva: “Ho scelto questo mestiere perché non andava verso il senso comune… ecco a me piace non avere buonsenso”.

Francesca Alinovi
Francesca Alinovi

A lei Veronica Santi, scrittrice e curatrice, ha dedicato un film, un progetto monografico dal titolo “Off-Identikit. Il documentario su Francesca Alinovi”, tutt’ora in lavorazione. Finanziato interamente dal basso, il lungometraggio ha potuto contare sul contributo di una rete di supporter, sponsor, mecenati, intercettati tramite una campagna di crowdfunding. A mancare, adesso, è l’ultimo tratto del percorso di produzione, prima che il film venga chiuso e presentato al pubblico. E serve, ancora, un aiuto.
È per questo che nell’ambito di Outdoor Festival, allo Scalo San Lorenzo di Roma, viene presentato un premontato di 25 minuti, la sera dell’8 novembre: un modo per sensibilizzare fruitori, appassionati e sostenitori, mettendo insieme le forze e dando una spinta definitiva al progetto. Il video si concentra su alcuni estratti degli scritti di Alinovi, intervallati dalle testimonianze di alcuni protagonisti del mondo dell’arte e dello spettacolo, attivi a New York, oggi come allora, con i quali l’autrice aveva avuto rapporti di lavoro e d’amicizia.
Un’occasione preziosa per ricordare un’intellettuale intensa, i cui testi – dai diari personali, ai molti saggi e articoli di critica – restituiscono una visione originale e appassionata sui linguaggi del contemporaneo e sull’esistenza stessa. Uno sguardo acuto, proiettato sul mondo con tutta la passione dei margini: “Transitare per brevi momenti su territori di frontiera“, scriveva, “scorrere avventurosamente lungo avamposti instabili, per attimi d’incontro, di scambio e di contaminazione”.

– Helga Marsala

Una preview a sostegno di
“Off-Identikit. Il documentario su Francesca Alinovi ”
8 novembre 2014 – ore19
La Dogana, Scalo San Lorenzo
Per info e contributi:
[email protected]
www.spazio522.com

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.