Bergamo Arte Fiera gioca d’anticipo: collocazione novembrina per quello che era il primo appuntamento dell’anno. Ecco le immagini dall’opening

Eravamo abituati a considerarlo il primo appuntamento dell’anno con il mercato dell’arte, aperitivo che anticipava l’abbuffata di Bologna; ora bisognerà ripensarlo come l’ultimo: Bergamo Arte Fiera abbandona la collocazione che ha mantenuto per dieci lunghi anni, mettendo in scena nel fine settimana che va dal 28 novembre al 1 dicembre quella che diventa, di fatto, […]

Eravamo abituati a considerarlo il primo appuntamento dell’anno con il mercato dell’arte, aperitivo che anticipava l’abbuffata di Bologna; ora bisognerà ripensarlo come l’ultimo: Bergamo Arte Fiera abbandona la collocazione che ha mantenuto per dieci lunghi anni, mettendo in scena nel fine settimana che va dal 28 novembre al 1 dicembre quella che diventa, di fatto, la sua seconda edizione di questo 2014. Una scelta motivata da quella specie di quaresima che, a gennaio, deprime i consumi e cuce i portafogli; anche per una fiera che, almeno ultimamente, si era distinta tra quelle di piccolo carotaggio come una delle più convincenti per qualità dell’offerta e per riscontri sulle vendite. Vedremo a evento concluso se la mossa avrà funzionato, e se l’abbinata con GourmArte, salone del gusto dedicato alle eccellenze di Lombardia in scena – in contemporanea – in un altro dei padiglioni del polo fieristico di Bergamo, sarà stato amuleto portafortuna.
Per ora vale una prima passeggiata tra i corridoi, con fotogallery di rito, spulciando tra le proposte delle quasi novanta le gallerie presenti. Giocano il ruolo dei big i vari Poggiali e Forconi, Poleschi, Bonelli e Cardelli & Fontana (questi ultimi concentrati sull’astrattismo geometrico, con un’ottima selezione di pezzi di Atanasio Soldati, Gianni Bertini, Arturo Bonfanti); gioca in casa la comasca Roberta Lietti Arte Contemporanea, che guarda sempre a quel filone, ma con particolare interesse ad Aldo Galli, Manlio Rho e Mario Radice.
Nella passata edizione avevamo assistito alla corsa alle estroflessioni, questo giro di valzer si balla tutti con Giorgio Griffa, proposto da un numero più che considerevole di gallerie. Si fanno sentire anche in provincia gli effetti delle ultime aste (bene Sotheby’s a Milano lo scorso maggio; benissimo Meeting Art a Vercelli nel mese di settembre, con un Orizzontale dei primi Anni Settanta schizzato a 50mila euro); ma a pompare l’artista torinese è forse, più di tutto, l’annunciata retrospettiva della prossima primavera al CAC di Ginevra: Andrea Bellini estrarrà dal cilindro un nuovo “caso” Gianni Piacentino?
Sul contemporaneo più spinto spunta l’ironia della trentina UFO Fabrik Contemporary Art Gallery, con la morbida Macelleria Sociale formato peluche di Silvia Manazza; e poi la Galleria CART di Monza, con le enigmatiche installazioni scultoree dello spagnolo Bernardi Roig.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.