Immagini dalla preview della grande mostra di Anselm Kiefer alla Royal Academy di Londra. Molte opere inedite, per una mostra destinata a restare nella storia dell’artista

È la curatrice Kathleen Soriano a guidarci nelle magnifiche sale della Royal Academy di Londra, dove si inaugura la grande mostra di Anselm Kiefer. L’apertura al pubblico è per il 27 settembre, fino al 14 dicembre. Il lavoro dell’artista è enciclopedico, intenso e carico di simbolismo, quattro anni di lavoro e una continua collaborazione tra […]

È la curatrice Kathleen Soriano a guidarci nelle magnifiche sale della Royal Academy di Londra, dove si inaugura la grande mostra di Anselm Kiefer. L’apertura al pubblico è per il 27 settembre, fino al 14 dicembre. Il lavoro dell’artista è enciclopedico, intenso e carico di simbolismo, quattro anni di lavoro e una continua collaborazione tra un forte progetto curatoriale e l’occhio onnipresente dell’artista, per ripercorrere gli ultimi suoi quarant’anni. Dietro alle tele oscure, alle pennellate decise e ai contrasti forti, l’opera carica di spiritualità, che risente della continua contaminazione con la mitologia, l’alchimia, la poesia di Paul Celan e Ingeborg Bachmann, la filosofia e soprattutto la storia.
Ridurre l’opera di Kiefer al passato e alla romanticizzazione degli anni bui del terzo Reich è riduttivo, ricordiamo lo scandalo del suo lavoro alla Biennale di Venezia del 1980 quando fu addirittura accusato di neonazismo con la sua opera, anche se poi i primi collezionisti di Kiefer sono stati proprio ricchi ebrei newyorkesi. La sua visione della storia è ciclica, mai lineare, con le sue tele e l’uso sorprendente della materia, continua è la ricerca alla risposta del perché della nostra presenza nell’universo. La dicotomia tra la terra e il celeste, tra l’ordine e il caos trova sollievo nella bellezza sempre protagonista negli elementi della natura, dell’architettura e dell’umanità.
Molte le opere inedite, oltre un terzo tra quelle presenti in mostra e di grande formato, pensate esclusivamente per le sale e gli esterni della Royal Academy. Ages of the World è un elogio al disordine, un’installazione impressionante, una piramide composta di oltre trecento tele di kiefer distrutte dallo stesso artista. E poi la poesia della penultima sala attraverso il ritorno del colore e l’evidente l’omaggio a Van Gogh, e ancora la foresta, elemento quasi onnipresente nell’opera giovanile e nelle incisioni a pannelli dell’ultima sala. Sensazioni potenti, che ritornano nella nostra fotogallery dall’opening londinese…

– Barbara Martorelli