Il Romaeuropa Festival torna a danzare: Emma Dante, Dada Masilo e Virgilio Sieni tra i protagonisti della rassegna al via nella Capitale

Non ha avuto vita facile negli ultimi dodici mesi il Romaeuropa Festival: prima è arrivata la sospensione causa vandalismo di Digital Life, mostra di arte d’avanguardia che l’istituzione allestisce al Macro Testaccio; poi il braccio di ferro e le polemiche sulla sorte del Palladium, con il teatro della Garbatella, tra i luoghi iconici della rassegna, […]

Non ha avuto vita facile negli ultimi dodici mesi il Romaeuropa Festival: prima è arrivata la sospensione causa vandalismo di Digital Life, mostra di arte d’avanguardia che l’istituzione allestisce al Macro Testaccio; poi il braccio di ferro e le polemiche sulla sorte del Palladium, con il teatro della Garbatella, tra i luoghi iconici della rassegna, affossato dai soliti tagli ai fondi pubblici. Ciò che non uccide tuttavia fortifica: e così uno dei principali appuntamenti italiani con la danza contemporanea e la musica sperimentale si presenta ai nastri di partenza per la ventinovesima volta nella sua storia, proponendo un cartellone che – con cinquantadue spettacoli, oltre cento rappresentazioni, quattordici diverse location della città a disposizione – sembra tutto meno che frutto di sofferenza. In termini di quantità ma, chiaramente, anche di qualità.
A dimostrarlo lo spettacolo di apertura, in scena dal 24 al 26 settembre all’Auditorium Conciliazione: in Torobaka assistiamo a un miracolo di sincretismo ritmico, spettacolare matrimonio fra due tradizioni artistiche distanti anni luce l’una dall’altra, eppure così squisitamente in sintonia. Da un lato è Akram Khan a interpretare le tipiche danze kathak diffuse tra i Pashtun dell’Afghanistan e del Pakistan, dall’altro tocca a Israel Galvan scatenare la sensualità del flamenco in uno show che si ispira, dichiaratamente, alle lucide follie di Tristan Tzara.
Il parterre, con il passare delle settimane, lievita di spessore. Dopo l’eretico e meraviglioso Swan Lake en travesti presentato lo scorso anno, Dada Masilo torna a dissacrare con trascinante energia e ironia i monumenti classici: questa volta è la Carmen di Georges Bizet ad essere rivisitata dalla talentuosa coreografa sudafricana; in termini di modelli impegnativi non scherza neppure Virgilio Sieni, che nel suo nuovo Dolce Vita rielabora la Passione di Cristo. Identità sessuale confusa quella di Pietro, personaggio principale dell’Operetta burlesca che vede Emma Dante riflettere sul tema dell’omofobia e dell’accettazione della propria intimità; atteso William Kentridge, che in un’ottica di collaborazione con il fiorentino Teatro della Pergola propone anche a Roma il riallestimento del mitico Ubu and the truth commission.
Programma musicale variopinto, con il passaggio dal barocco King Arthur di Purcell riletto dal gruppo Motus al cantautorato de Le Luci Della Centrale Elettrica, dall’istrionico cabaret di Jamie McDermott all’ethno-pop di Balonji; in attesa che torni, dal 9 ottobre alla Pelanda, anche la quinta edizione di Digital Life.

– Francesco Sala

Roma // 24 settembre
TOROBAKA
di Akram Kham e Israel Galvan
Auditorium Conciliazione
via della Conciliazione 4
www.romaeuropa.net 

 

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.