New York Updates: da Robert Longo a Julian Schnabel. Ecco i nostri videoreportage dalle super galleries del distretto di Chelsea: volume due…

Eccola, come promesso, la seconda infornata di video da Chelsea, il quartiere di gallerie più importante di New York e, di conseguenza, del mondo. Dopo la prima serie di video eccoci ancora a presentarvi le mostre più stimolanti viste in questi giorni, nelle principali gallerie, durante la Frieze Week. Ecco un’ampia personale dei quadri di […]

Sterling Ruby da Hauser&Wirth

Eccola, come promesso, la seconda infornata di video da Chelsea, il quartiere di gallerie più importante di New York e, di conseguenza, del mondo. Dopo la prima serie di video eccoci ancora a presentarvi le mostre più stimolanti viste in questi giorni, nelle principali gallerie, durante la Frieze Week.
Ecco un’ampia personale dei quadri di Robert Longo da Metro Pictures, ci sono le accumulazioni di Greg Smith da Susan Inglet, c’è poi una Zilla Sànchez ‘spazialista’ da Lelong che cita in tutta evidenza Bonalumi e dintorni. La mostra forse più bella di tutta Chelsea è però quella della francese Dominique Gonzalez-Foerster da 303 Gallery: un guardaroba esploso (l’ispirazione nasce da una mostra sulla moda degli anni Ottanta al Victoria&ALbert Museum di Londra) proposto come uno struggente e intimo percorso autobiografico. C’è Ed Paschke da Mary Boone che non emoziona e, sempre a proposito di pittura, ci sono due enormi mostre in due degli spazi di Larry Gagosian: Julian Schnabel da una parte e Glenn Brown dall’altra in proposte che nessun museo pubblico italiano potrebbe permettersi con questa ampiezza. C’è il giusto caos nella mostra del lanciatissimo Matthew Monan negli spazi di Anton Kern e infine la personale di Thilo Heinzmann da Bortolami, galleria che ha anche, poco lontano dalla sede centrale, preso in affitto uno spazio ‘temporary’ dove ha allestito una ampia collettiva.

In un video a parte ecco invece le immagini da una inaugurazione. Si tratta di una delle mostre in gallerie più attese della settimana: la personale del californiano Sterling Ruby negli sconfinati spazi della galleria Hauser&Wirth.

  • angelov

    C’è un sottile confine che separa la libertà dalla gratuità; ed il saperlo individuare denota un buon senso critico; ma la maggior parte delle opere visibili nei video, sono decisamente al di la di qualsiasi schema o paramento.
    Sembra vogliano dire: “Siamo Americane e… basta!”

  • Si, c’è una malcelata prepotenza. Livello molto basso, con una rappresentazione in crisi, l’arte pop ha sbracato; deve esagerare o diventare una sorta di strambo reperto archeologico. Non c’è altra strada per queste gallerie. E gli artisti debolissimi mai come ora, si accodano senza poterli più distinguere. Bisogna ripensare l’opera, rimando agli ultimi progetti di Whitehouse.