La Juve, che capolavoro. Allo Juventus Museum di Torino quattro artisti ripensano il calcio: ne parlano Luca Beatrice e Giampiero Mughini

Tra un Giampiero Mughini che ha ricordato la smisurata passione di Carmelo Bene per il calcio (“non c’è paragone col teatro”), e un Luca Beatrice in piena dichiarazione d’amore per la sua squadra del cuore (“non esiste al mondo nessuna opera d’arte che possa eguagliare in bellezza la Juve”), si è inaugurata allo Juventus Museum […]

Tra un Giampiero Mughini che ha ricordato la smisurata passione di Carmelo Bene per il calcio (“non c’è paragone col teatro”), e un Luca Beatrice in piena dichiarazione d’amore per la sua squadra del cuore (“non esiste al mondo nessuna opera d’arte che possa eguagliare in bellezza la Juve”), si è inaugurata allo Juventus Museum di Torino Invasione di campo. L’arte entra in gioco, mostra realizzata dalla GAM insieme al club bianconero, visibile in una sala del museo fino al 27 luglio. Gli artisti Francesco Barocco, Gianni Caravaggio, Rä di Martino e Sissi, tutti e quattro presenti nelle collezioni GAM, sono stati invitati dall’istituzione torinese a visitare lo Juventus Museum e, traendo spunto dalla loro visita, hanno elaborato una personale idea artistica e realizzato quattro grandi installazioni inedite.

Una collaborazione originale quella tra sport e arte contemporanea, presto spiegata dal direttore del museo juventino Paolo Garimberti in termini di acquisizione di nuovo pubblico: “Nonostante gli oltre 300mila visitatori in quasi due anni di attività il museo non può vivere solo di quello che è esposto”, che è poi la storia della Juve, fatta di trofei, cimeli, foto ed esperienze interattive a 360° al centro di un campo di calcio urlante. Ecco, allora, venire in aiuto questa iniziativa, con l’obiettivo di unire due mondi apparentemente distanti, come calcio e arte, e promuovere gli artisti contemporanei, dove il primo vive di immagini e racconti diretti, mentre la seconda fa uso di linguaggi sperimentali. Così Sissi ha realizzato una serie di xilografie, assemblate insieme, a descrivere l’anatomia dello sforzo fisico; Gianni Caravaggio, lavorando solitamente sui codici astronomici dell’universo, ha immaginato un campo di calcio rovesciato, da dove ammirare un cielo sovrastato da una grossa pietra lacerante; Francesco Barocco ha creato un altare profano dedicato al dio della forza Ercole, inserito all’interno di una piastrellatura da cucina o da bagno, quindi all’insegna dell’antisacralità; infine, Rä Di Martino ha presentato due scatti fotografici in cui il corpo del calciatore è ripreso in un momento di esaltazione al centro del campo di gioco.

Nello stesso periodo della mostra allo Juventus Museum, la GAM espone le opere dei quattro artisti già presenti nelle collezioni e attiva una forma di bigliettazione agevolata per entrambi i musei. Un’azione sinergica, quella di GAM e Juventus che con questo progetto avviano una partnership destinata a proseguire in futuro, sempre nel segno della contemporaneità, e si consoliderà nel 2015 – anno di Torino Capitale Europea dello Sport. Intanto, ecco le foto della mostra e i video dell’intervento di Giampiero Mughini in conferenza stampa e del commento a caldo di Luca Beatrice, presente come semplice osservatore…

– Claudia Giraud

www.gamtorino.it
www.juventus.com/juve/it/stadio-e-museo

  • oltre alle parole “interessante” e “funziona”, bisognerebbe togliere dal vocabolario degli addetti ai lavori anche la parola “curiosa” riferita a opere e mostra.

  • angelov

    Questa importante mostra, che celebra il connubio tra manualità artistica e piedalità calcistica, è un invito a quella sintesi armonica che spesso sfugge anguillosamente appunto per naturale lontananza dei nostri arti inferiori da quelli superiori, e che fino ad ora ha confinato calciatori e pittori in due sfere e dimensioni opposte; ma ben vengano iniziative sui generis, per rinfocolare la perduta speranza nel pennello e nel pallone, strumenti d’eccelsi artifizi da oggi riuniti sotto l’egida di una fede Juventina rinvigorita & rigenerata…
    Che la mano stringa il piede, in un benefico massaggio, e dunque anche messaggio di ritrovata unità!

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