I plastici di Marco Galofaro al Pastificio Cerere di Roma. Una mostra che parla d’architettura, attraverso ciò che sta prima dell’opera: il processo, gli oggetti, i progetti. L’anteprima su Artribune

Una delle sue ultime creature l’abbiamo vista alla Biennale di Venezia di Gioni, Padiglione Cile: l’incredibile maquette della città inabissata di Alfredo Jaar, che emergeva dalle acque opache di una grande vasca, nasceva dall’ingegno e della maestria di Marco Galofaro e del suo studio d’architettura, Modelab. A celebrare la qualità della ricerca di Galofaro, la […]

Marco Galofaro, Carpet Villa 01, 2007, collezione privata

Una delle sue ultime creature l’abbiamo vista alla Biennale di Venezia di Gioni, Padiglione Cile: l’incredibile maquette della città inabissata di Alfredo Jaar, che emergeva dalle acque opache di una grande vasca, nasceva dall’ingegno e della maestria di Marco Galofaro e del suo studio d’architettura, Modelab. A celebrare la qualità della ricerca di Galofaro, la preziosità dei suoi plastici e l’attualità della sua visione interdisciplinare, è oggi una mostra, dal titolo Be The Poem, ospitata dal Pastificio Cerere e curata da Domitilla Dardi.
Per la prima volta vengono esposti i modelli del giovane architetto romano, secondo un percorso organico e ragionato, che ne rivela tutta la bellezza: oggetti funzionali, illustrativi, propedeutici ad ogni operazione di progettazione e di realizzazione architettonica, che diventano al contempo creature esteticamente compiute, seducenti, con una cifra creativa e  stilistica propria.
Il titolo della mostra arriva dal mondo del cinema, riferendosi alla frase di David Carradine che chiudeva una sequenza del primo Kill Bill di Quentin Tarantino: “If you cannot be the poet, be the poem”. Ovvero: quel che conta è la storia, la struttura, la narrazione. Più determinante della stessa figura del creativo, dell’eroe, del demiurgo. Una suggestione che bene si adatta all’idea che Marco Galofaro ha dell’architettura, concepita come un insieme inscindibile di passaggi, capitoli, incastri, processi.

Marco Galofaro, “- 2A+P/A City”, 2012, foto di Davide Leonardi
Marco Galofaro, “- 2A+P/A City”, 2012, foto di Davide Leonardi

Ecco perché, dunque, una mostra di soli plastici: concepiti non tanto come architetture in scala ridotta, essi diventano la testimonianza di un lavoro corale e diversificato, fatto di persone, di talenti, di competenze molteplici; e fatto di progettazione, di ricerca, di osservazione, di analisi e di sintesi. L’edificio, celebrato come risultato finale, non è che la forma conclusiva partorita al termine del viaggio, punta dell’iceberg  di un iter complesso, di cui la maquette resta, probabilmente, la metafora perfetta e più intrigante.
La mostra, che conferma ancora una volta l’interesse del Pastificio Cerere per i temi dell’urbanistica e dell’architettura, è accompagnata da un talk, fissato per il giorno dell’opening: Marco Galofaro  introdurrà i temi del progetto, insieme a Matteo Costanzo, co-fondatore dello studio di architettura 2a+p/a, e a Marco Petroni, teorico e critico del design e Senior Curator della Fondazione Plart di Napoli. Nelle vesti di moderatrice Domitilla Dardi. Una preview adesso, su Artribune, con una carrellata di immagini dei modelli in mostra.

– Helga Marsala

Opening: 26 marzo 2014, ore 19
fino all’11 maggio 2014
Pastificio Cerere
Via degli Ausoni 7, Roma
Talk: 26 marzo 2014, ore 18
Ristorante Pastificio San Lorenzo
Via Tiburtina 196, Roma
www.pastificiocerere.it
www.modelab.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.