Italiani ignoranti? Una statistica rivela che oltre 5 adulti inglesi su 10 frequentano mostre e musei, contro 2 italiani su 10. Perché?

Si potrà obbiettare su come sono stati rilevati i dati, sull’incidenza dei biglietti gratuiti, delle visite di gruppo, delle scuole. Ma in fondo, ammettiamolo, sappiamo che non siamo troppo lontani dalla verità: sappiamo che non si scosta troppo dal vero quella statistica che dice che solo due adulti su dieci, in Italia, hanno visitato un […]

Il Louvre

Si potrà obbiettare su come sono stati rilevati i dati, sull’incidenza dei biglietti gratuiti, delle visite di gruppo, delle scuole. Ma in fondo, ammettiamolo, sappiamo che non siamo troppo lontani dalla verità: sappiamo che non si scosta troppo dal vero quella statistica che dice che solo due adulti su dieci, in Italia, hanno visitato un museo nel 2012; e che, sempre nel 2012, tutti i musei pubblici italiani uniti hanno incassato il 25% in meno del solo Louvre. Dati allarmanti? Ancora di più se poi si confrontano con altre realtà: come quella inglese, con il governo che si ritrova a salutare “l’instancabile appetito” del pubblico per la cultura.
Il Department for Culture, Media and Sport ha rivelato in questi giorni che oltre la metà di tutti gli adulti in Inghilterra ha visitato un museo o una galleria d’arte nel corso dell’ultimo anno. Il 53,5 per cento, per la precisione, in crescita rispetto al 52,8 per cento di un anno prima, nonostante i tagli governativi a enti e istituzioni culturali. Con un’accezione più ampia, il numero di cittadini adulti che frequentano e partecipano ad iniziative legate alle arti è del 78,1 per cento, in lieve calo dal 78,4 per cento dell’anno precedente.
Il dato è notevole: 20% in Italia, 53 % in Inghilterra, ed i distinguo – lo ripetiamo, sapendo che le statistiche possono sempre avere diversi “gradi” di lettura – non cambiano certo un trend abbastanza chiaro a tutti. Ma perché? Perché l’Italia non ha sete di cultura? La domanda la giriamo a voi, arricchite il commentario…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Lina Cipriano

    Il costo del biglietto d’ingresso alle mostre e ai musei in Italia è eccessivo.

    • Giorgio

      Anche in Inghilterra è alto, ma gli stipendi medi lo sono altrettanto e il margine economico da dedicare al tempo libero e alla cultura è notevolmente superiore. Però mi chiedo, come vengono fatte le statistiche?

      Conosco la realtà inglese, mediamente le persone sono molto più ignoranti che in Italia, non conoscono nessuna seconda lingua (beati loro), non sanno collocare geograficamente molti paesi, non s’interessano altro che di questioni quotidiane e sport – come i corrispettivi di ogni paese del mondo di classe sociale medio-bassa.

      Quindi? Basta con questa esterofilia forzata che socialmente e culturalmente tutto il mondo è paese. La realtà è solo che le statistiche prendono anche una metropoli internazionale e ricca come Londra?

      • Lav

        Perché gli italiani parlano quante altre lingue a parte l’italiano? (qualcuno neanche quello conosce, si limita al dialetto). Non la vedo io tutta questa super-cultura in Italia! Pure Roma e una metropoli internazionale e ricca, e allora? Non ha niente a che vedere. P.S. Non sono italiana, ho vissuto dieci anni nel vostro paese, meravigliosa cultura del cibo, veramente nr 1, fantastica natura, bei posti…ma cultura, purtroppo, lascia mooooolto desiderare….

  • Eloisa

    Commento dicendo che vivo a Londra, e che e’ vero che e’ piena di Italiani, e di italiani che vengono a fare shopping (anche se non ne comprendo bene il motivo visto che qua tutto mediamente costa piu’ che in Italia); ma e’ anche vero che ogni volta che vado in un museo (2-4 volte al mese) questi sono pieni di persone di tutte le nazionalita’ (tra cui molti italiani) e pochissimi inglesi. Lo stesso dicasi per le altre citta’ europee che spesso visito. Ogni volta che torno a Roma e vado in un museo la percentuale di italiani che vedo e sento intorno a me e’ sempre molto alta… questa statistica mi sembra un po’ strana. Che poi visitare un museo voglia dire essere colti o non ignoranti, questo e’ un altro discorso.
    Oggi per gioco ho chiesto a sei dei miei colleghi inglesi (tutti laureati) se sapessero quando e’ finita la seconda guerra mondiale, in che anno, e nessuno mi ha saputo dire l’anno giusto; pero’ tutti sapevano quando la squadra di calcio italiana ha vinto l’ultimo campionato mondiale; e qualcuno anche con dovizia di particolari. Nessuno sa che la stazione della metropolitana Waterloo non si pronuncia “Uoatelluu”, e che cosa sia esattamente successo in Belgio in quel lontano 1815 e’ oggetto di confusione globale, nonostante a guidare l’esercito inglese ci fosse il duca di Wellington; a cui e’ dedicata un’intera sala nel castello di Windsor… dove peraltro non ho notato molti inglesi durante la mia visita (tranne le guardie).
    Poi la mia e’ una singola esperienza, e sicuramente i sondaggisti si saranno preoccupati che il campione fosse attendibile e rappresentativo; resta il fatto che mi sembra strano.

    • Giorgio

      Esatto Eloisa, concordo come già detto nel commento precedente, anch’io confermo la falsità di certi sondaggi e la scarsa preparazione culturale degli inglesi.
      A costo di sembrare ripetitivo come Whitehouse (me la perdonerà, concordo col suo pensiero) ribadisco: basta coll’esterofilia!

  • Angelov

    Un tempo si affermava che il medium è il messaggio; per estensione, si è potuto constatare statisticamente che i sondaggi, se proiettati nel futuro, vale a dire se manipolati per suggerire in quale direzione si vorrebbe andassero le cose, si sono dimostrati un’arma vincente; anche perché l’esito di un sondaggio, suggerisce a chi vuole stare sempre dalla parte “giusta e vincente”, quale scelta deve fare: basta votare per chi il sondaggio ti da già in vantaggio.
    Nel caso dei visitatori dei musei, è una forma di incentivo per la cultura, darla già per vincente, e tutto sommato un fatto positivo. e tipicamente inglese, che rispecchia un modo disinvolto, e spesso condito di umorismo, di gestire i media.
    Per noi italiani invece, sono sempre validi i sondaggi del cavaliere, che da sempre si attribuisce, attraverso le sue televisioni, non meno del 65% di consensi…

  • Fabio

    Education and awareness, cose sconosciute nel “bel” paese

  • margherita

    Sicuramente all’estero i musei sono in centro città. Cosa non troppo vera in Italia. Il tempo tiranno lavora di conseguenza. Dall’altro lato prenotare una visita guidata é un mal di Testa.
    Anch’io all’estero vedo tanti italiani nei musei.

  • sandra

    In Inghilterra, i musei statali , hanno l’ingresso gratuito. Bello goderne anche di una sola parte liberamente, consapevole che il museo ti accoglie quando lo desideri.

  • Helmut

    Perché gli italiani sono sempre più avanti rispetto a tutti e hanno capito che le mostre non hanno più ragione di esistere.

  • Gerardo Pecci

    Una sola è la risposta: bisogna studiare di più la storia dellarte, letteralmente massacrata dalla scuola con la sciagurata riforma (?) della ignorante Gelmini. con la sparizione della catalogazione dei beni culturali dai licei artistici e la sparizione della storia dell’arte negli istituti professionali ad indirizzo turistico. Bella conquista! E poi ci lamentiamo se gli Italiani non visitano i musei? Ma se non sanno che esistono le opere d’arte, le le opere vengono ignorate non possiamo pretendere le visite ai musei semplicemente perché si ignorano.

  • Marco

    Basta raccontare balle!

    L’inglese medio ha un livello di ignoranza stratosferico, non sa nulla ne’ di storia ne’ di geografia. Il loro piu’ grande pensiero e’ quello di riempiersi la pancia di schifezze da fast food e alcolizzarsi.

    Solo una minima parte di musei e’ gratuita in UK, mentre gli altri costano dai 25 euro in su, fate voi.