Ecco le Italian sales italiane. A Milano Sotheby’s prova a bissare i successi londinesi: occhi puntati su Lucio Fontana, Enrico Castellani e Alighiero Boetti

Dopo il grande spettacolo che l’arte italiana ha riservato sulla piazza londinese delle Italian sales di ottobre, Sotheby’s non manca all’appuntamento autunnale a Palazzo Broggi di Milano, con due sessioni d’asta il 26 e 27 novembre per un catalogo di 160 lotti. Grande attenzione verso lo Spazialismo, con numerose opere di Lucio Fontana, ben 15 […]

Dopo il grande spettacolo che l’arte italiana ha riservato sulla piazza londinese delle Italian sales di ottobre, Sotheby’s non manca all’appuntamento autunnale a Palazzo Broggi di Milano, con due sessioni d’asta il 26 e 27 novembre per un catalogo di 160 lotti. Grande attenzione verso lo Spazialismo, con numerose opere di Lucio Fontana, ben 15 in catalogo tra pittura e ceramica, e 7 di Enrico Castellani, ma ampio spazio anche per Alighiero Boetti, con 9 opere dai ricami alle biro. Highlight della serata, oltre a Concetto Spaziale, Attesa di Fontana, un taglio su fondo blu del 1964, appartenuto a collezioni tra cui Nahmad e Pedretti e stimato 420-600mila euro, un Concetto Spaziale del 1965, olio e squarcio con graffiti su tela stimato 300-400mila euro. Opere simili a quella in catalogo da Sotheby’s sono presenti nelle collezioni museali tra cui il Walker Art Center, nella Fondazione Anne-Marie e Victor Loeb e al Reina Sofia di Madrid. Raffinati esempi di ceramiche dell’artista: Cavallo del 1935-36, acquistato direttamente dall’artista negli stessi anni, stimato 60-80mila euro e Caminetto del 1948, di dimensioni 71x60x22 cm, stimato 80-120mila euro.
L’altro grande protagonista dell’asta milanese è Enrico Castellani, da una Superficie Bianca del 1965, stimata 290-390mila euro, esposta nel 1968 a Roma alla GNAM nella fondamentale mostra “Cento Opere d’Arte Italiana dal Futurismo ad oggi”, a Senza Titolo del 1963, una tela arancio stimata 130–180mila euro, dedicata al caro amico giapponese Toyofuku. Sempre sui toni del rosso-arancio, Agostino Bonalumi con una estroflessione del 1965 stimata 70-90mila euro. Non poteva mancare un grande protagonista dell’arte italiana come Alberto Burri, presente con un’opera del 1952 che fa parte della rara serie di lavori che anticipano l’utilizzo dei materiali caratteristici della serie dei “Sacchi”. L’opera è stimata 250-350mila euro e proviene da una collezione americana, acquistata nel 1953 nella prima personale d’oltreoceano di Burri alla Allan Frumkin Gallery di Chicago. Due opere anche di Afro, Portorose del 1963 stimata 180-250mila euro e Composizione del 1957, stimata 150-200mila euro.
Reduce dal record delle Italian sales di Londra di questo caldo autunno, Mario Schifano andrà sotto al martelletto di Milano con Palo Alto, uno dei suoi primi monocromi, datato 1960,  stimato 150-200mila euro. Record londinese anche per Dadamaino, presente con Rilievo del 1973, opera su legno del 1973, stimata 25-35mila, così come Oggetto Ottico Dinamico del 1968. Un altro artista che ha riscosso successo a Londra è stato Marino Marini, in catalogo al lotto n.1 con un olio e collage del 1960, stimato 50-70mila euro. A commento dell’asta Raphaelle Blanga afferma: “Il panorama artistico italiano del XX secolo è attualmente al centro dell’attenzione dei collezionisti italiani ed internazionali. L’asta del 26&27 Novembre di Milano rappresenta un’occasione unica per acquistare da una casa d’aste internazionale opere storiche e di qualità nel paese dove sono state pensate, create e spesso custodite fino ad oggi”.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.