Prendete nota: il Brasile avrà una sua fiera d’arte a Miami. Crescono ancora le rassegne a corollario dell’Art Basel americana

Miami, punto nevralgico dell’art system globale, diventa sempre più un ponte statunitense verso il Sudamerica. Perché allora non creare una nuova fiera dedicata all’arte contemporanea brasiliana? Per le gallerie brasiliane, infatti, Art Basel Miami Beach rappresenta la seconda fiera più remunerativa dopo la nazionale SP-Arte di San Paolo. Ed ecco che puntuale Brazil ArtFair prepara […]

La Art Basel Miami week cresce con Brazil ArtFair

Miami, punto nevralgico dell’art system globale, diventa sempre più un ponte statunitense verso il Sudamerica. Perché allora non creare una nuova fiera dedicata all’arte contemporanea brasiliana? Per le gallerie brasiliane, infatti, Art Basel Miami Beach rappresenta la seconda fiera più remunerativa dopo la nazionale SP-Arte di San Paolo. Ed ecco che puntuale Brazil ArtFair prepara il suo debutto in Florida dal 4 all’8 dicembre, con una quarantina di gallerie nazionali in una location ancora non specificata vicino a Wynwood Art District.
L’esportazione rimane ancora materia intricata per il mercato dell’arte del Brasile, e la cosa rende ancora limitato lo sviluppo internazionale per gallerie che negli ultimi anni crescono sempre di più nel numero. Questo non frena tuttavia l’attrazione per questo mercato artistico, in crescita malgrado l’alta tassazione: tanto che, in base ad una ricerca governativa, le esportazioni delle gallerie sono salite da 19 milioni di dollari nel 2011 a 27 milioni nel 2012, un aumento che in percentuale è del 350% rispetto al 2007.
Se i collezionisti internazionali sono attratti dai talenti emergenti della regione, i principali operatori del settore artistico globale vedono nel Brasile una miniera d’oro: sesta potenza economica mondiale, con tanta nuova ricchezza che veicola le proprie risorse nei beni artistici.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.