Il pavimento del Duomo di Siena in tutto il suo splendore. Il trionfo di decorazioni marmoree torna calpestabile per pochi mesi: insieme a La Porta del Cielo, una nuova apertura straordinaria a favore di turisti

Il Vasari lo definì il più “più bello, grande e magnifico” della storia, un autentico tesoro da calpestare. Perché quella che disegna il Pavimento figurato del Duomo di Siena, è una raffinatissima costruzione iconografica, realizzata nei secoli con marmi di prima scelta e intarsi di pregio. Dal Trecento all’Ottocento le maestranze hanno continuato a definire […]

Un particolare del pavimento del Duomo Siena - la Lupa

Il Vasari lo definì il più più bello, grande e magnifico” della storia, un autentico tesoro da calpestare. Perché quella che disegna il Pavimento figurato del Duomo di Siena, è una raffinatissima costruzione iconografica, realizzata nei secoli con marmi di prima scelta e intarsi di pregio. Dal Trecento all’Ottocento le maestranze hanno continuato a definire questa superficie aurea, secondo le indicazioni dei cartoni preparatori di importanti artisti, quasi tutti senesi – dal Sassetta a Domenico Beccafumi – ma con qualche forestiero ingaggiato per la spettacolare impresa.
Oggi visibile solo parzialmente, a causa della copertura che lo protegge dai passi quotidiani della folla, il pavimento viene mostrato nella sua radiosa interezza solo in rare occasioni. È il caso del 18 agosto prossimo, quando, dopo l’esibizione del Palio dell’Assunta, il Duomo scoprirà il suo gioiello per quattro mesi interi, fino al 27 ottobre.
Sarà possibile riscoprire, tra le tante scene sacre, il Monte della Sapienza del Piunturicchio, raffigurazione simbolica della via che conduce alla Virtù, come pure la parte del Beccafumi che qui raggiunse, con la tecnica del commesso marmoreo, un’eccellenza pari a quella del disegno, emulando i chiaroscuri di luci e ombre. Così, tra episodi biblici come quelli di Mosè sul Sinai o di Abramo che si appresta a sacrificare il figlio Isacco, si avrà l’occasione di camminare liberamente  intorno al coro e all’abside, per ammirare le tarsie lignee policrome di Fra Giovanni da Verona, mentre si scruteranno da vicino gli affreschi dell’abside e gli angeli in bronzo di Beccafumi, addossati ai pilastri vicini all’altare.
E poi, per godersi cotanto splendore, il privilegio di una visuale dall’alto: continua infatti, in contemporanea, l’apertura straordinaria de “La Porta del Cielo”, i sottotetti della Cattedrale che per secoli nessuno aveva potuto calpestare, a parte gli addetti ai lavori.  Imboccando la via che parte da una scala a chiocciola di una delle torri laterali, si giunge sopra le volte stellate della navata destra, dove procedendo per piccoli gruppi, insieme a una guida, si passeggia ‘sopra’ il sacro tempio,  cogliendo il trionfo degli interni e le vedute urbane, osservando poi, attraverso le vetrate dal tamburo della Cupola, il famoso pavimento nella sua interezza.
La magnificenza dell’architettura sacra senese, grazie a simili iniziative restituita al pubblico nella sua pienezza, ha sedotto e ispirato nei secoli artisti e intellettuali, uno tra tanti Richard Wagner, che nel suo Parsifal immaginò l’interno del monastero del Graal proprio come l’incantevole  Duomo di Siena.

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.