Nel cuore di Milano apre il primo flagship store dell’azienda DeCastelli, allestimento by Michele DeLucchi: la tradizione artigiana si sposa con il design

Fuga dalla città è la sindrome di cui soffre Milano, negli ultimi anni, a causa dell’allontanamento delle botteghe artigiane dalla rete cittadina; vuoi per la crisi, gli affitti sempre più cari e la diminuizione del numero di clienti. È con piacere, quindi, che segnaliamo l’apertura, in una zona centrale di Milano, Corso Monforte 7, del […]

Fuga dalla città è la sindrome di cui soffre Milano, negli ultimi anni, a causa dell’allontanamento delle botteghe artigiane dalla rete cittadina; vuoi per la crisi, gli affitti sempre più cari e la diminuizione del numero di clienti. È con piacere, quindi, che segnaliamo l’apertura, in una zona centrale di Milano, Corso Monforte 7, del primo flagship store dell’azienda pedemontana DeCastelli.
Fondata da Albino Celato nel 2003, DeCastelli è un marchio legato e specializzato nella lavorazione del metallo e a tutte le sue possibili declinazioni. L’azienda nel corso degli anni, ha affiancato il design alla tradizione artigianale fino a fonderli in un unicum, in prodotti che vantano nomi eccelsi, da Gumdesign a LucidiPevere, Michele DeLucchi, Aldo Cibic, mantenendo il valore aggiunto di un’accurata lavorazione manuale.
Per questa ragione lo shoroom, il cui allestimento è curato proprio da Michele DeLucchi, non sarà solo uno store in cui vedere e acquistare, ma un punto di incontro per architetti, designer e semplici appassionati che potranno riscoprire il valore delle lavorazioni artigianali. Di questo ha bisogno il design di avvicinare maggiormente e mettere in contatto i progettisti con gli artigiani.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.