Biennale Updates: non nominare il nome del Principe Harry invano. Così il British Council “censurò” l’allestimento di Jeremy Deller al Padiglione UK

Terminata la sfiancante maratona della vernice, smontati i red carpet e riposte le casse dei – pochissimi si suppone – prosecchi avanzati, la Biennale tira un respiro di sollievo. Ed emergono fatti prima nascosti, sfuggiti nella frenesia degli eventi, dietro le quinte curiosi ma magari importanti. Uno di questi vede al centro dell’attenzione il padiglione […]

Biennale di Venezia 2013 - Padiglione UK - Jeremy Deller

Terminata la sfiancante maratona della vernice, smontati i red carpet e riposte le casse dei – pochissimi si suppone – prosecchi avanzati, la Biennale tira un respiro di sollievo. Ed emergono fatti prima nascosti, sfuggiti nella frenesia degli eventi, dietro le quinte curiosi ma magari importanti. Uno di questi vede al centro dell’attenzione il padiglione inglese e l’allestimento progettato da Jeremy Deller: che – stando a quanto scrive il Guardian – alla vigilia dell’opening avrebbe subito un “ritocchino”, fortemente “consigliato” dal British Council.
Nel progetto originario, la mostra prevedeva infatti l’esposizione di un banner ed alcuni poster con la scritta “Prince Harry Kills Me”. Ma il council – che cura la partecipazione della Gran Bretagna alla Biennale di Venezia, ed è in parte finanziato dal Foreign and Commonwealth Office – ha sollevato la preoccupazione che le parole potessero essere lette come una provocazione per gli attacchi contro le truppe britanniche in servizio in Afghanistan, o contro gli uffici del British Council all’estero, come accadde nel 2011 nella sede a Kabul, quando ci furono una dozzina di vittime.
Abbiamo chiesto a Jeremy di riconsiderare il banner e i poster – ha dichiarato al Guardian un portavoce del British Council -, e lui ha convenuto che, dato il potenziale di essere fraintesi, era meglio non mostrare questi pezzi”. Alle parole “censurate” sono state date diverse interpretazioni: la più accreditata farebbe riferimento ad un incidente accaduto recentemente nella tenuta di Sandringham, quando qualcuno sparò contro due specie di volatili protette, e poi si appurò che le uniche persone armate presenti in zone erano proprio il principe Harry ed un suo amico, che però negarono tutto e sul fatto calò il silenzio. Non a caso, il grande dipinto murale nella sala d’ingresso al padiglione raffigura una albanella reale gigante…

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.