Galleria o Tokonoma? Apre a Tokyo il nuovo spazio “non convenzionale” di Lucie Fontaine: ecco le immagini della mostra inaugurale…

“Sfugge alle definizioni e alle descrizioni”, scrivevamo qualche mese fa, parlandone in occasione dell’apertura del nuovo spazio milanese, con quel nome che “richiama Lucio Fontana e il collettivo parigino Claire Fontaine”. Gallerista, artista, curatrice: un’identità volutamente ibrida, quella scelta da Lucie Fontaine, art employer – così si definisce sul website – che vive e lavora […]

Sfugge alle definizioni e alle descrizioni”, scrivevamo qualche mese fa, parlandone in occasione dell’apertura del nuovo spazio milanese, con quel nome che “richiama Lucio Fontana e il collettivo parigino Claire Fontaine”. Gallerista, artista, curatrice: un’identità volutamente ibrida, quella scelta da Lucie Fontaine, art employer – così si definisce sul website – che vive e lavora a Colmar, in Francia. Nel 2007 ha aperto uno spazio a Milano, inteso come luogo di incontro per la comunità artistica, dove presentare progetti “non convenzionali” con artisti emergenti o mid career, sempre italiani.
Progetti non convenzionali per spazi non convenzionali: già, perché a quello milanese – in realtà, una stanza affittata in un appartamento abitato da due persone – ora si aggiunge un nuovo spazio satellite a Tokyo, nel quartiere Shimokitazawa. Concepito come una casa giapponese, con la zona riservata alle arti visive del Tokonoma situata nella sala comune (tè o tatami room), che tradizionalmente viene risistemata in ogni stagione, quattro volte l’anno. E quattro – una per ogni stagione – saranno le mostre presentate allo 光泉 Space, a cominciare da Spring, con opere degli artisti Mihuț Boșcu Kafchin, Radu Comșa, Alice Mandelli, Kaori Miyayama e Cristian Boffelli, Soren Roi, Alessandro Roma e Moe Yoshida. Nella gallery, alcune immagini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.