Rimpasti culturali. All’assessorato alla Cultura di Trieste approda Franco Miracco, ex consigliere della Biennale ed ex uomo di Galan: e non si fanno attendere le critiche…

Dopo i nuovi assessori regionali alla Cultura di Lombardia e Lazio, è la volta del nuovo responsabile per il Comune di Trieste. Come? Non si sono tenute elezioni amministrative nel capoluogo giuliano? No, infatti in questo caso siamo di fronte ad un rimpasto di giunta: ma non per questo meno notevole. Intanto per il nome […]

Franco Miracco

Dopo i nuovi assessori regionali alla Cultura di Lombardia e Lazio, è la volta del nuovo responsabile per il Comune di Trieste. Come? Non si sono tenute elezioni amministrative nel capoluogo giuliano? No, infatti in questo caso siamo di fronte ad un rimpasto di giunta: ma non per questo meno notevole. Intanto per il nome del neoassessore: ovvero Franco Miracco, personaggio di notorietà nazionale, già consigliere della Biennale di Venezia, poi portavoce del ministro Giancarlo Galan e consulente del successore Lorenzo Ornaghi. Notevole anche la situazione politica, che vede un sindaco del Partito Democratico chiamare all’importante incarico un tecnico non certo di area, cosa che non ha mancato di scatenare le proteste dei partiti di maggioranza, all’insegna del “non si valorizzano le risorse interne”, come notato da SEL.
Ma i dubbi maggiori arrivano dalle aspettative, con tanti osservatori pronti a scommettere sulle difficoltà di un esterno di incidere su una realtà culturale come quella triestina, segnata da un lungo immobilismo testimoniato simbolicamente dalla situazione dell’area del Porto Vecchio. Vitalizzato dalle attività espositive alloggiate dal Magazzino 26, ma da tempo in attesa di un programma di recupero e valorizzazione strutturale che coinvolga tutto il waterfront. E gli stessi osservatori fanno notare che la presenza da qualche mese dello stesso Miracco – che eredita le deleghe precedentemente tenute dallo stesso sindaco Cosolini – come consulente esterno, non abbia prodotto effetti se non di carattere generale e teorico: nessun progetto concreto, a fronte di un compenso di 36mila euro annui…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.