L’intellighenzia italiana scarica Ilaria Borletti Buitoni. L’ex presidentessa del Fai, candidata con Mario Monti, nuovo Ministro della Cultura? Manco per sogno. Lettera di fuoco su Left Avvenimenti

Prima le clamorose dimissioni di Salvatore Settis dal Fai, poi le dure critiche di Luca Nannipieri, giornalista di Libero e Il Giornale. Pare non avere pace l’ex presidentessa del Fondo Ambiente Italiano, Ilaria Borletti Buitoni, sospesasi esattamente un mese fa per accettare l’invito di Mario Monti a candidarsi per le prossime Politiche nella sua Scelta Civica. […]

Ilaria Borletti Buitoni

Prima le clamorose dimissioni di Salvatore Settis dal Fai, poi le dure critiche di Luca Nannipieri, giornalista di Libero e Il Giornale. Pare non avere pace l’ex presidentessa del Fondo Ambiente Italiano, Ilaria Borletti Buitoni, sospesasi esattamente un mese fa per accettare l’invito di Mario Monti a candidarsi per le prossime Politiche nella sua Scelta Civica. Il succo? Una che di cultura vive e che per la cultura dice di volersi candidare, come fa a difendere l’indifendibile vuoto di questo anno di Governo, tutto tagli e rinunce, in assenza di una qualsiasi visione generale e strategia di sviluppo?
Finite le emergenze economiche (finite?!), l’Italia – con Monti – tornerà a occuparsi di cultura. Così risponde lei. Un po’ come quando il Presidente del consiglio, dopo il bagno di sangue dell’anno appena trascorso, promette di ridurre la pressione fiscale. Insomma, odore di campagna elettorale.

Tomaso Montanari
Tomaso Montanari

Ma non finisce qui. Oggi altre dichiarazioni abrasive si abbattono sulla nuova avventura politica della Borletti Buitoni, nel frattempo indicata come possibile Ministro dei Beni Culturali nella prossima legislatura. È tempo di lettere pubbliche, firmate da un nucleo di intellettuali italiani, a cui questa candidatura proprio non è andata giù. Di nuovo Settis e Nannipieri, a cui si aggiungono lo storico dell’arte Tomaso Montanari e il giornalista de L’Unità Vittorio Emiliani.
Il documento esce su sull’ultimo numero di Left Avvenimenti, in allegato col quotidiano diretto da Claudio Sardo. “La discesa in campo di Borletti Buitoni a fianco di Monti che ha teorizzato la privatizzazione del patrimonio”, scrive Montanari, “dà corpo a questa prospettiva: quella del volontariato e del privato come progressiva sostituzione alla tutela pubblica“. Gli fa eco Nannipieri, con parole severe nei confronti dell’esperienza Monti: “Il candidato premier non ha mai citato neppure per sbaglio la parola “beni culturali” in un anno di presidenza del Consiglio. Candidandosi con Monti, Borletti Buitoni ha dilapidato non tanto la sua relativa autorevolezza, quanto quella della FAI che ha presieduto”, tornando infine, anche lui, sulla questione del rapporto tra pubblico e privato: “In politica sei credibile se dici con stringente chiarezza cosa vuoi cambiare nel Codice dei Beni culturali, cosa vuoi cambiare nel Titolo V della Costituzione, quali compiti ha lo Stato e quali altri sussidia e delega a privati, cooperative, associazioni, fondazioni o enti locali. La gestione ai privati: come, fino a che punto, con quali limiti e con quali responsabilità. Così si fa politica. Altrimenti siamo agli slogan delle primarie”.

Salvatore Settis
Salvatore Settis

Insiste Settis, lanciando strali contro un governo, quello targato Mario Monti, che non avrebbe mostrato “la minima sensibilità per i problemi dell’ambiente, dei beni culturali, della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura”. Un vuoto riproposto anche, scandalosamente, nella sua nuova “Agenda”. E chiosa Emiliani, allargando il raggio d’azione del lapidario attacco: “La confusione è grande nel FAI. Anche l’indicazione di Andrea Carandini come possibile successore alla guida del FAI è un segno di totale spaesamento”. Carandini, ovvero colui che chiamò “talebani della tutela i soprintendenti e i difensori del patrimonio culturale“.
Dunque, per una certa intellighenzia italica, che sia orientata più sinistra o più a destra, questa candidatura non s’aveva da fare. E per scongiurare la nomina della signora Buitoni alla guida del Dicastero della cultura – nell’incubo di un bis montiano in salsa centrista – ce le stanno mettendo tutta. Anche questa è politica. Azione, ma senza militanza. In perfetta antitesi con la scelta (civica?) di Borletti Buitoni…

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Debuttante

    Cara Helga quasi tutto giusto con un piccolo macroscopico
    Particolare: la signora con tre cognomi ha proposto
    Il voto disgiunto dei montiani in lombardia a favore di
    Ambrosoli invece che albertini. Vorrei ricordarti che
    Sotto la giunta albertini milano é stata devastata dalla speculazione
    Edilizia e si é costruito come non mai devastando
    Il devastabile. Monti so conferma quello che é proponendo
    In regione albertini ma se i montiani non votano
    Ambrosoli vince maroni . Ora pensi che maroni per la cultura
    E il paesaggio sia meglio di monti? É addirittura peggio.
    Ti rammento i condoni edilizi di berlusconi con il quale maroni vorrebbe
    Governare. Per non parlare dell’alto livello culturale dei
    Componenti della lega nord….

    • Angelov

      Sotto la giunta Albertini, Milano non solo è stata devastata dalla speculazione edilizia, ma con l’appoggio silente della Lega, la Polizia Locale ha esteso i suoi poteri, fino all’istituzione di un corpo interno di Teste di Cuoio, di cui i Vigili stessi poco ne sanno: un specie di Polizia Federale regionale. Tanto è vero che il neo eletto Pisapia, ha affermato che avrebbe riportato la Polizia Locale ai suoi vecchi compiti, cioè occuparsi del Traffico etc.

      Il deludente Monti poi, colui che a spada tratta vuole tenere lo stabilimento dell’ILVA funzionante, per “far quadrare i conti”, come può avere a cuore i beni culturali o l’ambiente, se non gliene importa nulla della salute dei cittadini di una città come Taranto?

      In un famoso film degli anni settanta, al dilemma: Se sei in un museo, è c’è un incendio in atto, chi salveresti: un gatto, o i quadri della collezione?
      Il gatto! perché è un essere vivente…

      • SAVINO MARSEGLIA

        DALL’INFERNO ARTISTICO, LO SPIRITO DI TRISTAN TZARA SCRIVE AL SENATORE A VITA M.MONTI.

        O Monti, Lei che non ha legami con la miseria e la disperazione della gente comune; con la crisi di imprese artigiane, agricole, industriali, commerciali; con la disoccupazione di milioni di giovani in attesa di lavoro; con gli stipendi e le pensioni da fame…; la supplico vada controcorrente, non distrugga quel poco che resta del nostro unico e invidiabile patrimonio ambientale, storico artistico, culturale.
        La supplico, colpisca tutti i privilegi di quei politici e tecnici incompetenti che si annidano comodamente nella casta dorata. Coloro che del potere si sono fatti ricchi, in nome di una giustizia e equità sociale che non c’è traccia. Copisca i ladri, i mafiosi, i parassiti, i farabutti, i corrotti, i raccomandati e tutte le clientele politiche al posto delle competenze. Ed infine, la prego di non tartassare i soliti cittadini onesti che fanno salti mortali per sopravvivere.

        Lo faccia in nome di una cultura dell’euguaglianza e di una democrazia trasparente. La prego finiamola di finanziare la festa del lupino d’oro, le finte fondazioni culturali, le associazioni politiche, il premio alle zucche dure della RAI, il premio alla cultura addomesticata e assistita.

        Ciò, solo per dimostrare che l’arte, la cultura, la ricerca scientifica, apre la mente dei cittadini. Immagino che il suo movimento politico sia di mente aperta. Per questa ragione, vi prego di dimostrare ai cittadini italiani cosa può fare concretamente, la cultura e l’arte al governo.
        Ossequi

        Tristan Tzara

        • Piccole Pesti crescono

          Nell’ultima seduta spiritica, Tzara consigliato da Marcel Duchamp ha lanciato un ultimo messaggio per monti e per la sua squadra:

          Con spirito dadaista, Presidente, ricordandosi che ognuno di noi morirà,
          si ricordi – se non le è troppo grave – di colpire al cuore la casta finanziaria e dei banchieri. Rompa con la tradizione. Ci lasci vedere qualcosa di quel che accade
          durante le riunioni del gruppo Bilderberg. E soprattutto tassi l’art-system, e aiuti i giovani artisti a farsi conoscere con programmi di stato, consenta a nuove avanguardie linguistiche di poter emergere. Quando torna a Bruxelles dica di non dimenticarsi degli artisti italiani e di far fuori una volta per tutte quelle entità parassitarie degli istituti di cultura italiani all’estero. Lei che si dice riformista, ma quando riforma le sovrintendenze alle Belle Arti di venerata borbonica memoria (io e marcel sappiamo anche ci sono ancora mummie che risalgono ai tempi del Café Voltaire) . Ne faccia una ready-made delle accadie di belle arti, ne cambi la funzione e il contesto. La Biennale e i padiglioni di allevamento così come sono ora erano già vecchie ai nostri tempi. Ai nostri tempi si facevano più fiere di bestiame e meno fiere d’arti. Oggi le due cose coincidono. Insomma Presidente tutti moriremo se ne ricordi, si comporti da dadaista…

          • fausto

            Ottimo commento (come sempre piccole pesti!)

  • castigat ridendo mores

    la signora da tre cognomi ha dimostrato di essere una borghese piccola piccola

  • V.

    [I cognomi sono 2!]

    • cat

      i cognomi sono due perché uno è quello da ragazza l’altro quello da sposata, come d’altronde accade a mezzo mondo, ma perché non pensate prima di parlare o scrivere?

      • Luca

        Hai senz’altro ragione. Come al solito però si finisce a discutere dei dettagli invece che della sostanza. Se qualcuno scherza sui due cognomi, che fanno tanto Mazzanti Vien Dal Mare, non è certo un dramma. Non credo che Settis, sulla cui serietà nutro pochi dubbi, la critichi per via del doppio congnome.
        Del resto in questa metà di mondo non è così usuale sfoggiarli entrambi. Lo faceva uno dei peggiori sindaci della storia di Milano, la signora Letizia Brichetto Moratti (il secondo dei due, dicono i maliziosi, garantiva qualche voto in più). Anche Borletti-Buitoni suona molto bene, chissà se li avrebbe usati entrambi se uno fosse stato Cazzaniga o Cantarutti.

  • Gianfranco Mascelli

    Chissà se la Signora B&B bicognomata dalle macchine da cucire alla pasta si annoiava nel compito e nell’autorità che rivestiva al FAI, può darsi che un Ministero ai Beni Culturali la possa annoiare di meno e, quasi certamente non incontrerà, qualora dovesse arrivare al seggio su cui ambisce, ai problemi che , possibilmente, avrà trovato al Fai. Ma io sono preoccupatissimo sul risultato elettorale: Cosa farà la signora qualora non fosse eletta? Si metterà a cucire con la Borletti o cucinerà la Pasta Buitoni ?