Bologna Updates: orgogliosamente femminista. La pasionaria Chiara Fumai rilegge Valerie Solanas e vince il Premio Furla 2013. La fotogallery dalla premiazione a Bologna

“È importante che un progetto del genere venga accolto favorevolmente in un paese come l’Italia”. Queste le prime parole di Chiara Fumai (Roma, 1978), fresca vincitrice dell’edizione 2013 del Premio Furla. Un lavoro intenso, durissimo il suo: requisitoria contro un sistema dell’arte – ma solo dell’arte? – ancora tremendamente fallocentrico. Siamo a Bologna, città che […]

La premiazione

È importante che un progetto del genere venga accolto favorevolmente in un paese come l’Italia”. Queste le prime parole di Chiara Fumai (Roma, 1978), fresca vincitrice dell’edizione 2013 del Premio Furla. Un lavoro intenso, durissimo il suo: requisitoria contro un sistema dell’arte – ma solo dell’arte? – ancora tremendamente fallocentrico. Siamo a Bologna, città che di battaglie sociali se ne intende: non stupisce, allora, sentir parlare apertamente e senza freni inibitori di femminismo.

L’opera è video performance con cui l’artista interpreta  in chiave contemporanea lo SCUM, Manifesto dell’attivista americana, documento che in piena tempesta fine anni Sessanta metteva in crisi l’autorità del pater familias.
Ecco l’allestimento dell’opera all’Ex Ospedale degli Innocenti, con qualche momento della premiazione e una piccola videointervista…

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • andrea

    ennesima conferma di un sistema sterile (altro che fallocentrico).
    pare che nell’arte si rifugia chi, superata l’età dello sviluppo, nella musica o nel cinema non è riuscito a far nulla.
    questa cosiddetta artista (riempita da scotini, montata da lissoni-guarda caso bertola/furla) mette nel curriculum una mostra personale al macro, ma quando mai, fa riferimento alla performance durante la fiera? a detta dei più l’unico neo di documenta, eppure al sistema italiano non resta che alimentare la mancanza di passione (pasionaria de che?) in un gioco di sponde. bravi bravi. avanti tutta.
    oggi il mondo ha bisogno di altro.

    • Ginopino

      Concordo sul fatto che l’opera sia mediocre.
      Pero’ Bruciati, prima scrivi gli articoli su Zara e poi in anonimo screditi colleghi. Abbi il coraggio di dire cio’ che pensi apertamente. Forse ti gioverebbe…

    • INSOMMA CI TENEVI MOLTO A QUESTO PREMIO .

      MA PURTROPPO L’HANNO DATO ALLA FUMAI

      SICCHE LA FUMAI E CHIARO CHE NN VALE NULLA

      PERCHE? MA PERCHE E A TE CHE LO DOVEVANO DARE

      BELLO GENIOOOOOOOOO , MA CHE TORTO HAI AVUTO

      POVERINO MI DISPIACE

  • bro

    vabbè in italia è quasi scontato che sopravviva un personaggio simile, ma vediamo al wiels che culo le fanno!
    lavoro imbarazzante, banale e superficiale. un’accozzaglia di stupidi stereotipi…
    che si vergognino quelli che l’hanno scelta.

    • annapetra

      sei davvero molto stupida!!

      • che donna intelligente che sei…

  • logo

    coraggiosissima a citare quel vero genio di Valerie Solanas:
    « In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile. »

    leggetevi wikipedia, vedrete che le porterà una gran fortuna.

  • Ottimo segnale della crisi. Soliti anni 70, solite banalità. Non si capisce che ogni rappresentazione del problema è funzionale al problema stesso. Giovani un po’ alla deriva, che per essere accettati da un premio e da un paese per vecchi sono costretti ad aggrapparsi alla FACILE retorica anni 70. Significativa la foto di Giovanna Furlanetto.

    Anche a documenta lavoro tutto giocato sull’immaginario, e quindi una sorta di casa delle streghe per un luna park per adulti. In un dialogo con la Chiara, ho proposto di prendere allora l’immaginario di Harry Potter o quello di Tim Burton….tra l’altro in Harry Potter c’è un femminismo ben più subdolo e fatale. Il premio Furla lo vince Luca Rossi, per la sua azione quotidiana che da 4 anni si esplica verso sistema, linguaggio e pubblico.

    • Condivido. Sembra che siano esistiti solo gli anni settanta dopo le avanguardie e far leva su quelli significa accaparrarsi i favori di tutti i pensionabili che decidono in Italia. Ovviamente chi faceva l’operaio è in pensione, chi fa un lavoro figo si tiene ben stretta la sua poltrona e dice di far qualcosa per le giovani generazioni debosciate.

  • non avevo sentito il video…
    Penso che peggio di così, sarebbe difficile. Complimenti Premio Furla. Poi ci si chiede perchè c’è la crisi. Mi sembra evidente. “Eliminare il genere maschile per formare quello femminile”. A parte l’idiozia della cosa, visto che per formare una donna serve un maschio, anche biologicamente parlando. Come se il “male maschile” stia solo nel maschi….e non sia invece trasversale al genere, come anche il genere femmina è presente anche nei maschi…..premiare una superficialità e una grossolaneria così grandi credo che sia vergognoso. Ma assolutamente ottimo per leggere questa crisi.

    Io credo che Chiara abbia solo avuto qualche problema LEI con alcuni maschi.

  • ala

    dal video si capiscono due cose , credo fondamentali.
    1 l riciclaggio e consumo, di un esperienza storico/ideologica ben radicata in un contesto specifico. ( vale un merito ? )
    2 A mio avviso questo processo non solo fa decadere la pratica artistica come possibilità critico/materiale , ma mina lo stesso significante di un messaggio che si ricarica ( o scarica ) una volta introdotto in un sistema che spesso delegittima più che proporre una verifica.
    3 Si farebbe bene a studiare un pò più di semiotica , considerando l’evoluzione che dagli anni 50 ad oggi hanno avuto le rivendicazioni terroristiche fatte mediante l’uso del video, ridurle a – dichiarazione di guerra – sembra appartenere più ad un linguaggio di bimbi che giocano agli indiani.

    erano 3 , mi scuso …

  • Lorenzo Marras

    la dchiarazione della guerra alle mosche, della Fumai :
    Eccellenza , NOI ci abbiamo messo il massimo impegno ma a vincere la GUERRA SONO STATE LE MOSCHE!!!!!!
    La Fumai è una Jeune Fille ORFANA di ogni conflitto che non sia la capacita’ di tenere L’obrellino ben dritto nel bicchiere del Coktail.
    cjhe qualcuno glielo dica in Inglese , si vede che gli piace tanto.

    • Savino Marseglia

      già, la Fumai, una dichiarazione d’amore a tutto ciò di cui l’Olimpo dell’Arte si è impadronito. Ha reso sacro l’arte al femminile, ha reso sacro il feticcio d’arte addomesticato, come provvigione assicurata, ha reso sacra l’autorità autorefernziale del Premio Furla. Ha reso sacro il premio-feticcio.

      Lasciatemi dire che tutto ciò che è reso sacro, viene dall’Olimpo ovattato dell’arte, anche il cibo, il vino, l’aperitivo con l’ombrellino, i piatti più prelibati, non vengono dalla feconda e cruda realtà della terra, lavorata da mani di lavoratori mescolate di sangue e sudore, ma tutto prodotto sofisticamente nell’Olimpo dorato dell’arte.

      E di questo, Lorenzo caro, non ci si può meravigliare, perchè è l’Olimpo dell’arte che distribuisce l’etichetta d’artista,

      • Lorenzo Marras

        Savino invero i peggiori nemici di queste sceneggiate non siamo propriamente noi, ma LORO stessi. Sono essenzialmente incapibili come solo le bare possono esserlo. Di fronte ad un bara ognuno di noi si sente paralizzato da un profondo disagio ad esprimere alcunche’ non solo in termini di parole ma anche di sentimento.
        Fumai a mio avviso di questo meccanismo è quella parte , marginale, che a noi si offre

        • Lorenzo Marras

          Insomma Savino , deve essere chiaro che La Fumai NON è Colpevole di niente.
          Magari e sottolineo magari avesse avuto una colpa. Dove esiste COLPA la Critica avrebbe potuto esperire il suo cammino e cosi’ incontrarla.
          Questo non è neppure deserto . Siamo veramente OLtre , oltre ogni peggiore esito. Questi mecenati si sono fabbricati le loro bambole e cio’ che tolgono da esse quando le pongono a testa in giu’, sono i MEDESIMI SUONI.

    • MI PARE DI AVER CAPITO UNA COSA.

      CHE SEI DANNATO PERCHE TI CADE L’OMBRELLINO NEL COCTAIL,

      E ANCOR DI + PERCHE NN SAI DIRE NIENTE IN INGLESE

      VISTO CHE GIA CON L’ITALIANO SI NOTANO DELLE DIFFICOLTA.

      STUDIA DI +

      • Lorenzo Marras

        Ma come hai fatto ad indovinarlo ? è straordinario dico io avere contemporaneamente tutte queste notevoli “qualita’” che hai avuto la “” bonta””‘ di farmi”” dono””. In fin dei conti essere dannato comporta sperimentare delle liberta’ che pochi osano offire allo sguardo per mere ragioni di oppurtunita’ di immagine.

        Pero’ siccome sono dannato non ti dico grazie e non te lo dico perche’ detesto le persone che indovinano non per qualita’ proprie , ma accidentalmente (o puro caso) e per di piu’ alzando la voce in modo vistosamente grossolano.

        PACCHIANA.

  • pietro c.

    che dire si è premiata (premiata e non premiato in omaggio alla fumani)
    la meno peggio,
    io tra i selezionati avrei scelto lei, almeno rimanevi più di 10 minuti a sentire quello che diceva nel video (lo so ci si è accontentati)
    ma gli altri? ne vogliamo parlare?
    l’imbarazzo è grande, tre ragazzini usciti dall’accademia che ancora non si è capito che fanno, per carità volenterosi e fantasiosi ma ancora presto per vederli in un premio che secondo me dovrebbe premiare un corpo di lavori strutturato e formato, e non , come alcuni selezionatori hanno affermato, una ricerca ancora agli inizi.
    veramente credo che il lavoro di questi artisti (vedi de luca) sia ancora in una fase adolescenziale e vista l’età questo è normale… e vi prego non mi fate i soliti paragoni con i geni che a ventanni lo erano già geni… qui ve lo assicuro di geni non ce ne sono…

  • Mostra moscia di artisti che potrebbero anche diventare bravi ma che sono troppo giovani e finiscono per bruciarsi troppo presto (come dice a ragione Luca Rossi nei suoi interventi). Alla fine la Fumai é evidentemente apparsa più solida alla giuria, ma il lavoro non mi pare geniale.
    Ci si aspetterebbe di più da uno dei premi più blasonati del nostro paese. E poi perché ad esempio non c’era un pittore?

    • Antonella

      Eh?!? Pittura? Ma cos’è una bestemmia? Il punto e’ che se uno si prende la briga di fare pittura scontrandosi con una titanica eredita’ di immagini e di riferimenti visivi invece che coraggioso e’ additato come retrogrado. E poi e’ cosi’ facile andare in soffitta a cercare nei vecchi scatoloni qualche bella foto e/o ritaglio di giornale, invece che mettersi in gioco facendo una reale ricerca artistica sul metodo e sull’immaginario riappropriandosi della pratica artigianale del fare artifizio. La realtà e’ che se gli artisti dicono troppo poi i curatori cosa dicono?

    • Barbara

      …Assolutamente d’accordo. Credo che la sitauzione fosse esattamente questa.

  • Giusto Daniele. Sono d’accordo con la tua analisi. E il fatto che non ci fosse un pittore la dice lunga su quanto ci rassicuri uscire dall’opera per poi dire stupidaggini (anche se dette in modo convinto) come quelle della Fumai.

  • whitehouse

    l’anacronismo e l’inutilità dell’arte.

    • Emanuela

      tanto anacronistica e inutile che tutti ne vogliono fare parte,vero?
      Certo per dire qualcosa che dia un senso “nuovo” all’agire artistico:
      Io,io,io,io,io,io,io,io,io.
      L’arte vuole dire,io,io,io,anch’io.
      Molto contemporaneo.

      • Savino Marseglia

        Si! si, io sono femminista e contemporanea. Ecco la nuova arte della vanità !

    • AH bhè certo!!!!!
      arte anacronistica e inutile!!!
      GRAN SOLONE!!!!
      Tu si che capisci!
      L’arte è l’espressione + alta e nobile della vita,
      ma per
      un genio come te è l’opposto.
      Bravo, complimenti….
      Ti attribuisco io il premio che ti meriti:
      miglior CRETINO dell’anno.
      CONTENTO????

  • Maria Adelina Schiaccioni Rovelli

    Scelta ovvia dovuta anche alla pochezza e alla retorica concettuale degli altri:
    De Luca ci parla del colonialismo e dell’idea del buon-selvaggio confondendo Jung con Walt Disney,
    Tonus ci fa capire che il potere è sempre uguale nonostante si cambi il martello,
    gli Invernomuto dovrebbero sciogliersi e dimenticarsi Nico Vascellari,
    Stucchi ci ricorda che l’arte è soprattutto un attività femminea e che la tecnolgia può ricalcare gli uncinetti della nonna.

  • G T M O

    non c’è pittura perchè è l’emblema della fruizione intima e silenziosa..
    mentre questa gente ha bisogno di parlare parlare parlare e sparare tanti aneddoti
    ammalianti.
    comunque i peggiori sono stati i curatori: solo loro che hanno messo in pasto al furla degli “sprovveduti”. esempio: stucchi? poverino, non ha avuto nemmeno il tempo in questi anni di ragionare al suo lavoro, come poteva farne uno nuovo per la mostra?

  • Gabriele
    • alice

      ecco. direi che poteva bastare questo link come commento.

  • i selezionatori certo, ma la realtà è che il premio furla va fatto ogni due anni ad ogni costo…anche se non ci sarebbe niente di interessante da selezionare. Non dimentichiamoci che viene fatto per fare uno spot pubblicitario (legittimo ci mancherebbe) ai prodotti Furla….quindi che ci sia un artista o un altro va sempre bene….basta che siano “giovani, carini e disoccupati” (vengono pagati gli artisti??? noooooo, i curatori?booooooooo)…..

    ma andiamo a vedere i precedenti partecipanti al premio…cosa è rimasto???? Nessuno. Lo scrissi nel 2009 su flash art italia, penultimo articolo, questi giovani sono tronchetti sacrificali per il fuoco del sistema che c’è attorno: http://www.whlr.blogspot.it/2011/11/question-time-flash-art-italia-ottobre.html

    non esiste urgenza critica, non esiste un pubblico. Un’opinione pubblica che possa giudicare e stimolare queste cagate. scusate il termine.

    • Non tutti i partecipanti del premio Furla sono scomparsi. Nel 2000 lo vinse Sislej Xhafa tuttora vivo e vegeto con un curriculum di tutto rispetto. Noi siamo onorati di averlo proposto per la prima vota in Italia.

      • Savino Marseglia

        la dottrina di lodare un premio allo zucchro velato e di esaltare se stessi.

      • Spero che anche gli altri siano vivi…è chiaro che sparando nel mucchio ogni tanto ci si prende. Anche Xhafa fa parte di quelle individualità emerse negli anni 90 dopo il 1989.

        Oggi il problema è che sottostare ai codici linguistici di una mostra/premio come il Furla, significa partire già con le gambe tagliate. L’opera oggi è un testimone “complesso”, mentre il vero centro dell’opera sta all’incrocio tra relazioni, oggetto, realtà e mediazione del reale. L’artista rischia di essere spuntato e inoffensivo, esattamente come un terrorista che va in giro per gli aereoporti con barba e baffi.

  • L’intervista (fatta a caldo quindi senza troppe riflessioni) lascia un poco perplessi, ancora questa filippica della dualità maschio e femmina, che l’artista continua a sviluppare senza però uscire con soluzioni formali significative, ma già la “performance” a documenta pareva più uno spot pubblicitario che un lavoro artistico.

    Forse dedicare meno tempo alle vacue parole e un poco di più all’estetica…

  • whitehouse

    esattamente, pubblicitario, pop.

  • Angelov

    Forse è stato dato per scontato, come un fatto ampiamente risaputo da tutti, ma vorrei invece ricordare che Valerie Solanas è stata quella femminista che sparò con una pistola di grosso calibro a Andy Warhol, con l’intento di ucciderlo, e non di compiere una performance, e per questo è stata internata in un manicomio criminale, dove qualche anno fa’, è passata a miglior vita.
    Molti che lo conoscevano di persona, dissero che Warhol non si riprese più da quell’incidente; ed una celebre foto di Avedon, ritrae il torso dell’artista completamente solcato da profonde cicatrici: ricuciture in rilievo come quelle sui corpi dopo un’autopsia.
    La morte stessa di Warhol, molti anni dopo, va probabilmente ascritta alle conseguenze di quell’aggressione.
    Niente a che vedere con le sofferenze subite da questa epigona, per la chirurgia plastica alle proprie labbra.

    • kaspersky

      e bravo angelov che sa leggere wikipedia. compliments. Ma quante ore passi davanti a artribune? sei un banner antropomofo? esci a fare la spesa ogni tanto o clicchi il pomodoro? Sono seriamente preoccupato, la mancanza di televisione ti sta svuotando.
      Tieni conto che puoi trovare anche programmi in streaming nel tuo computer se cerchi bene.

      • Angelov

        @kaspersky
        caro neonato, Warhol lo conoscevo già molto bene prima di quella sparatoria.
        con molta superficialità si tratta un soggetto, senza preoccuparsi di poter incorrere in reati penali quali: apologia di reato, istigazione a delinquere, favoreggiamento, probabile abuso d’ufficio e omissione.
        se la fondazione Warhol non farà nulla, è solo perché non vogliono sporcarsi l mani con gente come noi.

  • alice

    trovo estremamente sessista parlare di femminismo oggi.
    e trovo che un lavoro del genere riporti la condizione delle donne artiste indietro invece che avanti.
    anzi.
    la condizione delle donne e basta.
    il che è peggio.

    • Vero. Peró si cercava solo lo standard meno peggio per giustificare il contorno (spot biennale di Furla, critici e selezionatori, ecc).

      Ma è evidente come siamo di fronte ad un linguaggio ed un ruolo (artista) in profonda crisi. Ormai da diversi anni.

      • pietro c.

        una curiosità:
        ma quali erano, secondo te, gli artisti italiani interessanti prima del 2001?
        (ovvero prima della fatidica data…)

    • Savino Marseglia

      gran parte del femminismo emula le cattivi abitudini e il modello sociale e culturale degli uomini di potere…

      • alice

        non del femminismo, di molte donne che non sanno cosa sia stato il femminismo.
        non è un movimento o un pensiero a rendere le persone in un certo modo, sono le persone stesse che ne prendono alcuni aspetti ( per nascondersi da altro ) che poi diventano schiavi indottrinati di manifesti ampiamente superati.

        per me ovviamente.

  • Gel

    …l’uso del silicone è tollerato del manifesto femminista ?

    • A

      Finalmente qualcuno lo scrive.
      Trovo che una siliconata abbia poco da insegnare a me e a tutte le altre donne che cosa sia il femminismo. E trovo anche che sia raccapricciante che nessuno si sia reso conto fino a che punto ci stia pigliando per il sedere.

      Mi sto vergognando di essere donna

      • ECCERT SE UNA METTE IL SILICONE ANNULLA

        TUTTE LE FUNZIONI CEREBRAL!!!!!

        FARESTI BENE A METTERNE UN PO TU

        FORSE TI ESCE UN BARLUME DI CEREBRA…

        CHE NE DIRESTI , EHHHH???

        BELL’IDEA

        • A

          ahahahahahahah! Omiodio come stai messa!
          Non ci avevo mai pensato che potesse far regredire il cervello
          ma dalla tua risposta in effetti potrebbe essere
          ahahahahahahah

          • Salvati, vai in chiesa , prega per la tua anima.

      • Ti benedica il Signore x tutto ciò che dici.Pregherò per la tua anima.

    • Penso proprio di no…

  • simox

    Chiara Fumai!!!

    • Anonimo

      E cosa fumasti?

  • Matteo Lucchetti

    Di artisti italiani giovani ma più maturi di quelli nominati quest’anno ce ne sarebbero stati. Forse si dovrebbe prestare più attenzione a come lavora il board di selezione. Peccato.

  • kjnbb

    Senza entrare nel merito della gestione di Chiara Bertola, palesemente in affanno, il Furla – par chiaro a tutti – non ha più alcun ruolo guida nel lanciare i giovani talenti. Potremo dire che s’è suicidato sull’altare del “nuovismo”. Nella scorsa edizione con buoni, solidi artisti quali Arena e Biscotti si è preferito il più modesto Rubbi. Ora con un gruppo di artisti davvero “leggerini”, spesso senza neppure un percorso professionale avviato (e non dite “eh beh son giovani…” – chi vuol capire, capisce) vince Chiara Fumai, la quale solo fino a due o tre anni fa si travestiva con baffi posticci, in una ricerca relazionale abbastanza datata. Bisogna anche dire che la colpa è del bord, e soprattutto dei curatori italiani che hanno mostrato – evidentemente – un lato del nostro paese “nuovo a tutti i costi” e hanno però dimenticato il contenuto, facendo una figura da veri caproni. Sembra quasi che dia fastidio consolidare qualcuno in questo paese, col risultato che ormai che anche il Furla non conta più nulla. Con tanta pace di Chiara Bertola. Il brand dovrebbe rendersene conto, valutando altri direttori artistici, per salvare quello che si puo salvare.

    • roseselavy

      meno male che non ha vinto Arena

  • Elvio

    Magari una passeggiata al parco,senza prendersi troppo sul serio.
    Passa proprio la voglia,anche di informarsi,istallazione performativa…

  • f

    In epoca di senonoraquandismi, in cui le donne sono rappresentate sempre come vittime e vengono difese solo a patto che siano sante, laureate e politicamente presentabili, Chiara Fumai rivendica il suo diritto allo scontro senza dialettica e senza dialogo, all’antipatia e alla violenza. Per questa revisione del patetico immaginario quotidiano, l’opera che ha presentato al Furla è più contemporanea del contemporaneo. Uscite dal bar!

    • Camillo Maria Pacione

      Mia moglie è scappata con un altro e mia figlia mi odia perchè sono remissivo e non ho carattere… ma sono pur sempre un uomo..no? E’ giunto il momento per noi uomini di mostrare tutta la nostra fragilità… il diritto ad essere deboli senza rinunciare alla nostra mascolinità!

      • Savino Marseglia

        E’ naturale, le mogli scappano dai mariti, come i mariti fuggono dalle mogli! Le donne e gli uomini così facendo hanno creato una nuova arte fuggente sottraendosi così al ruolo e al proprio dovere!

        A questo punto l’uomo è costretto ad inseguire la donna fedele e la donna virtuosa ad inseguire un uomo infedel. Un uomo che sia infedele alla propria mogliettina- coniglina non le fa alcun torto, ma una donna infedele sì.

    • X/?

      Un libro da non perdere: “Dio è violent”. Luisa Muraro. Editore Nottetempo.

    • A

      Credo che gran parte delle colpe della differenza di genere siano da imputare alle donne, e in particolare a donne come f.
      Il maschilismo dei tempi moderni (nel caso una studiosa come lei non se ne fosse resa conto), non sta più nella discriminazione sessista degli anni presessantottini bensì si riflette nella società contemporanea che ci vuole belle, supermamme, donne in carriera e assidue frequentatrici di palestre.
      Altroché femminista, quel lavoro rappresenta uno dei motivi per cui noi donne non abbiamo raggiunto una vera parità di genere: la convinzione che per essere superiori ci si debba abbassare all’emulazione della mascolinità. Dure, volgari, eccessive, però rifatte, senò nessuno ci tira su dopo i 30 anni!
      Questo sì che è progresso, femminismo e libertà!

    • roseselavy

      vuol dire che ci siamo stancate di essere vittime, sante, laureate, politicamente presentabili, e che l’unico modo per poter opporci a questo modello è di essere antipatiche e violente?
      Ho i miei dubbi. E se invece cominciassimo dialetticamente ad emanciparci, svincolandoci dai generi, e producendo materia che vada ad alimentare immaginari che ancora non conosciamo, invece che cliché già conosciuti?
      Dovremmo imparare a fidarci un po’ più di noi stesse piuttosto che continuare a combattere con di mostri immaginari, che tendono ad annientare la nostra sostanza.

  • Lorenzo Marras

    Ma guarda un po’.
    Il contemporaneo come trofeo. Piu’ Contemporanea del contemporaneo poi.
    dieci e lode. Mah , certe cose ti lasciano veramente di sasso ed allora tanto meglio il BAR che parlarsi addosso in pubblico come riesce a fare la FUMAI.
    EVVIVA IL BAR . Savi’ pago io vah.

    • Savino Marseglia

      grazie, Lorenzo…beviamoci sopra…

  • adiabatic

    a me, in fondo, l’eliminazione citata(auspicata) da Chiara(Valerie) ha ricordato le più underground intenzioni castratrici delle stimate sorelle Poliseno.
    http://www.youtube.com/watch?v=_K5tq1wKw24
    mala tempora currunt? intersezioni high\low brow? non so. di sicuro progetto poco concludente, l’unico a far scattare un balugginio di sensatezza era Tonus. inconsistente Stucchi, stucchevole De Luca, fumosi gli Invernomuto. tirate le somme era meglio non fare i conti con le emersioni di questa giovane arte.

  • Perfetto

    Analisi impeccabile!

  • arbani

    I CURATORI SONO IL PROBLEMA

    • roseselavy

      Sono d’accordo, ma gli artisti vanno loro dietro…

  • Ospedale Psichiatrico San Carlo Borromeo
    • Cose da bambini. Grazie per la segnalazione

    • Anonimo

      in questa intervista la Fumai sembra una subnormale.

  • A proposito di premi come contraltare di un modo di lavorare sulle tematiche ma con uno spesso completamente diverso (secondo me migliore) ecco il Meadows Prize 2013 a Tania Bruguera…

    http://doattime.blogspot.it/2013/01/il-meadows-prize-2013-tania-bruguera.html

  • morganthal

    imbarazzante…

  • Sì, è questo il problema degli artisti italiani, mancano di spessore, fanno opere che sono accenni, spesso senza originalità e con una soluzione formale leggerissima, speriamo nel futuro….

  • CoDa

    Se crede veramente a quello che propone xchè la fumai non ha provato ad uccidere gli uomini della giuria?

  • Piero

    Quante banalità al premio Furla, meglio pensare alle olgettine

  • Alessandro

    “Add Fire”, Fumai datte foco.

  • blu soffiante

    Non c’è da meravigliarsi su una scelta del genere, è semplicemente banalità, poco o nessun impegno concreto da parte “dell’artista” se cosi si può chiamare, ma che dire critici e curatori sostengono queste espressioni ormai vecchie e stantie. Mancanza di idee? Mancanza di artisti validi da proporre e sostenere? Oppure solito sistema: critico+curatore+appartenenza politica= apparenza di successo.
    Cito un critico barese decano della critica d’arte e giornalismo nella città, a voi il giudizio: E’ la “barese” Chiara Fumai (è nata a Roma nel 1978, ma a Bari dove vivono i suoi genitori ha vissuto e studiato da ragazza e ci torna spesso) la vincitrice del premio Furla 2013, il più prestigioso concorso italiano per giovani artisti. ( ma come fa essere barese?) evidentemente questa città, Bari, ha davvero poco offrire se critici/giornalisti autorevoli cercano una baresita arrancando sugli specchi. Poi il pezzo , sempre dello stesso giornalista/critico chiude cosi: Dunque una affermazione nella quale – una volta tanto – sostegni non da poco sono venuti dalla Puglia. Ma conta notare l’originalità del contributo portato da Chiara Fumai alla crescita di un filone di neoconcettualismo visionario e performativo fra le tendenze generazionali che si vanno diramando in questo inizio di Duemila. Ora non ho piu parole e capirete bene come si fa a vincere un premio non avendo alcuna capacità artistica.

    • L’invidia è la religione dei mediocri, li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce la loro anima e consente di giustificare la loro grettezza. Attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri. Auguri…

  • andrea

    Concordo con Whitehouse: stupidaggini dette con convinzione dalla Fumai

    • L’invidia è la vostra religione, miserabili che non siete altro.

      • Lorenzo Marras

        ma l’invidia non è una religione e non lo è perche’ attraverso di essa non stabilisci nessun legame tra le persone. Cosa che appunto caratterizza ogni fenomeno che si dica religioso : il legame.
        Come sentimento ed, a patto non sia vissuto con tormento, non è di per se negativo perche’ stimola oltre modo l’agonismo a fare meglio.
        Nel caso della Fumai scrivere di Invidia è proprio fuori luogo perche’ in questo caso NON vi è proprio niente da SUPERARE niente su cui si possa intraprendere un qualcosa di veramente agonistico.
        La Fumai si offre gia’ esteriormente, attraverso quel proclama video che rasenta il comico, nel modo platealmente modesto.
        Li o in qualsiasi dopo lavoro o club del venerdi sera, nessuno si sarebbe accorto delle parole della Fumai. Sono al vento.

  • morganthal

    @petra e non solo

    Gian Lorenzo Bernini a 25 anni aveva già realizzato “Apollo e Dafne”, ok parliamo di uno dei più grandi geni della storia dell’arte, ma non sarebbe arrivato il momento di ricominciare un po’ a ricordarsi dei geni e di cosa hanno fatto ? Giusto per ridimensionare premi e premietti, opere e operette e “aitanti” e “fulgidi” percorsi artistici strombazzati a 360°

    • Anche Michelangelo nel 1501 a 26 anni (nato 1475) crea e scolpisce la sua scultura più celebre: il David……

  • andrea

    non capisco di cosa si dovrebbe essere invidiosi? Del Nulla? Perche è di questo che si parla, asserire che “l’opera ” della Fumai è mediocre significa darle davvero un premio.

  • ma tanto voi esseri senza costrutto che capite x parlare ????
    zitti!!
    i mediocri nn hanno diritto di parola!
    capiscono solo la mediocrita’.
    Vi siete scatenati,EHHHH????
    TUTTI IN CORO AHAHAH

    • Maria Elena Scottadito

      Dai tuoi commenti si deduce che sei una persona estremamente equilibrata, magari se ci dai qualche argomento in più oltre che ai punti interrogativi.. potrebbe essere interessante approfondire.

      • mi piace fare delle domande

        la risposta ognuno la da’ alla propria coscienza.

        io nnn ho risposte preconfezionate, misere, di parte.

        o no?

        Se tu fai dei commenti . posso accettare le tue

        motivazioni, nn i tuoi vizi o miserie che vogliamo chiamarli.

        io la penso cosi in generale SEMPRE.

  • aracne

    siete voi che dovreste vergognarvi di parlare e di fare arte…pseudointellettuali, il problema è che ci credete pure alle cose insulse che producete e che vi vate sostenere da altrettanti insulsi critici e curatori

    • TROPPO BASSO IL TENORE NN POSSO RISPONDERTI

  • Clorio

    lololol

  • aracne

    troppo basso? Fate sempre cosi se ad attaccare siete voi allora il tenore è alto, se siete attaccati allora è basso, questo conferma il livello delle vostre menti

  • adelaide

    da donna sono rimasta piuttosto turbata alla visione di quelle labbra che sembrano siliconate (potrei sbagliarmi ma l’effetto che fanno è questo) che leggono il manifesto scum di valerie solanas.
    non capisco più se sono io a non sapere più cosa sia il femminismo oggi oppure se chiara fumai non ne abbia proprio un’idea e lo “usa” come potrebbe usare qualsiasi altra cosa che finisce in -ismo.

    • Anonimo

      Ecco, Adelaide, hai colto nel segno, ed io propenderei per la seconda ipotesi.

      Alla Fumai invece mi permetto di suggerire il soggetto per la sua prossima interpretazione:

      http://youtu.be/vbnngeJmALE

      • Ma quanto siete invidiose, andadevene in giro per il mondo e imparate che cos’è l’arte.

    • E tu con il tuo dismorfismo come la mettiamo!!!Ah,Ah!

    • Dismorfismo…il tuo dismorfismo pensaci e la pace del Signore entri nel tuo cuore.

  • Perfetto

    No serve girare il mondo, quando l’arte parla un linguaggio universale , tutti la capiscono.

  • diavola vettese

    AHAHHAHHAHA
    Incredibile di quanto sia in malora il sistema dell’arte contemporanea, nel 2008, quando avevo 19 anni sono stato ad una presentazione della Bevilacqua La Masa in cui intervistavano Chiara Fumai. All’epoca ero ancora uno studente ingenuo alle prime armi con ogni teoria sul contemporaneo ma ricordo bene la mia perplessità di fronte a questa ragazza che si presentava come “veterofemminista” e diceva di avere un passato come Dj Pippi Langstrumpf. Mi pareva stesse presentando un video di una canzone greca della seconda guerra mondiale in cui si parla di dipendenza dall’oppio [sic].

    Oggi, dopo 6 anni, dopo aver completamente rimosso dalla mia mente la Fumai, mi connetto a internet e me la ritrovo vincitrice del Furla. quanto è storto il mondo, voglio scendere

    • Savino Marseglia

      i premi servono solo al chiacchericcio dell’establishmente mercantile e di riflesso per tutta la noiosa cerimonia degli aperitivi con l’ombrellino colorato…

  • fianna

    mi sembra ridicolo protestare contro la società fallocentrica con le labbra palesemente siliconate e la faccia anche, ridicolmente italiani COME SEMPRE
    il premio Sberla premia sempre artisti discutibili cmq indietro rispetto a quello che succede all’estero
    fail

  • FOREVER MONTA

    DAJJJJJJJJJJENE SOLOOOO

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