L’omaggio a Glenn Gould di Massimo Bartolini. Installazione per vuoto e voce sola, all’Auditrorium di Roma. Parte la rassegna One Space/One Sound

L’arte contemporanea e l’Auditorium Parco della Musica? Una liaison che resiste e si rinsalda, nel tempo. La Fondazione Musica per Roma non tradisce la sua attenzione per il mondo delle arti visive e accoglie, a partire dal prossimo 23 novembre, un progetto concepito ad hoc per lo spazio espositivo AuditoriumArte. Tre mostre, in senso stretto. […]

Glenn Gould

L’arte contemporanea e l’Auditorium Parco della Musica? Una liaison che resiste e si rinsalda, nel tempo. La Fondazione Musica per Roma non tradisce la sua attenzione per il mondo delle arti visive e accoglie, a partire dal prossimo 23 novembre, un progetto concepito ad hoc per lo spazio espositivo AuditoriumArte. Tre mostre, in senso stretto. Il cui fulcro, però, è il suono, indagato nel suo aspetto concreto, concettuale, immaginativo, teorico, percettivo. Suono e spazio, in un armonico gioco di incastri: l’uno a generare le immagini che abitano e raccontano l’altro.
L’overture di One Space/One Sound è affidata a Massimo Bartolini, che progetta una mostra dal titolo HUM, omaggio al grande Glenn Gould, celebrato in questi giorni anche dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in occasione degli 80 anni dalla nascita  (1932) e dei 30 dalla morte (1982). Al centro due installazioni sonore inedite, che ruotano attorno al concetto di delay: lo spazio è volume vuoto, da cui il corpo dell’artista è sottratto, così come ogni icona o memoria fisica. Quello che resta è una voce, rimembranza immateriale che dello spazio occupa lo spessore aereo, come traccia oscillante, senza origine certa, senza fine intravista. Voce che resta, arrivata dopo, in ritardo, a perdurare la magia di un’eco dal valore plastico, forse narrativo, magari solo suggestivo. L’interpretazione, qui, fa la differenza. Lo spettatore prende per sé porzioni sottili di voce e, tra le orecchie e il petto, ripensa lo spazio attraversandolo, immaginandolo daccapo. Come non l’avrebbe immaginato mai.
Dalla spazializzazione sonora alla possibilità di una sonorità tattile, One Space/One Sound porta avanti un progetto di collusione e innesto tra dimensioni apparentemente eterogenee, ma in verità intimamente vicine: il suono, l’esperienza visiva e la percezione architettonico/spaziale.
Dopo Bartolini si succederanno gli interventi di Zimoun, dal 2 al 28 febbraio 2013 e di Francesco Fonassi, in ottobre.

– Helga Marsala

Massimo Bartolini, Hum
a cura di Anna Cestelli Guidi
voce di Nicholas Isherwood
opening: 23 novembre 2012, ore 19
Auditorium Parco della Musica – viale Pietro de Coubertin, Roma
Ingresso libero
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 21; sabato e domenica dalle 11 alle 21
www.auditorium.com

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • op

    Un bel lavoro!