Grandiosa inaugurazione per Cyprien Gaillard alla Fondazione Trussardi di Milano la settimana scorsa. Torniamoci su per vedere chiccera. E per scoprire come nasce una ricetta collaborativa…

Bella e gustosa collaborazione tra il magazine online di cibo (ma molto art oriented) Essen, magistralmente condotto da Charlotte Garlaschelli, la Fondazione Trussardi, diretta da Massimiliano Gioni, e il ristorante Trussardi alla Scala con i suoi nuovi cuochi Carlo Cracco (consulente) e Luigi Taglienti (chef). Cosa è successo? Quelli di Essen hanno preso Taglienti e, il […]

Bella e gustosa collaborazione tra il magazine online di cibo (ma molto art oriented) Essen, magistralmente condotto da Charlotte Garlaschelli, la Fondazione Trussardi, diretta da Massimiliano Gioni, e il ristorante Trussardi alla Scala con i suoi nuovi cuochi Carlo Cracco (consulente) e Luigi Taglienti (chef).
Cosa è successo? Quelli di Essen hanno preso Taglienti e, il giorno dell’opening della mostra di Cyprien Gaillard, lo hanno portato in qualità di chef a vedere la mostra. Dopodiché gli hanno chiesto, pensando alle opere, di creare un piatto. Ne hanno seguito la genesi. Hanno fotografato il procedimento e poi hanno ricavato la ricetta pubblicandola sul sito.
Un bell’esercizio di creatività e una bella sinergia tra arte, food e editoria. A riprova, semmai ce ne fosse bisogno, di una convergenza sempre più stretta tra i suddetti universi. Peccato che l’esperimento, però, sia rimasto tale e non sia finito nei piatti dei tanti invitati alla cena post opening. Qui le loro foto, e anche la ricetta…

La ricetta di Luigi Taglienti 

  • livia corraini

    che brutti!! mamma mia la Niccolin è uno zombie…

  • La mostra affascina solo perchè il luogo è suggestivo, ma le opere sono prive di personalità e il tema della distruzione penso che sia la cosa più banale che ci possa essere. Ma il problema è che il mezzo è il messaggio, ed è una certa idea di mostra che NON FUNZIONA PIU’. Gioni lo sa, ma fa buon viso a cattivo gioco, cercando di fare il meglio che può, e ovviamente ci riesce essendo persona intelligente.

    L’11 settembre segna un giro di boa fatale per i giovani dell’arte contemporanea, una data simbolica. Dopo il 2001 non abbiamo più personalità forti, prima avevamo avuto i nipotini di warhol (cattelan, hisrt, sierra, eliasson, creed, murakami, ecc ecc). Ma il sistema deve pur continuare ad esistere ed ecco questi inviti forzati, stiracchiati, che non hanno nulla a che fare con altri inviti precedenti. Le opere in sè passerebbero inosservate in qualsiasi galleria di paese, in qualsiasi fierucola indipendente.

    Perchè la prima distruzione sarebbe quella di un certo ruolo di artista, ma i committenti di Gioni (perchè è lui il vero artista-regista) si aspettano ancora certe cose e lui gliele deve dare.Anche queste opere, come molte opere di artisti di questa generazione, sono standard vuoti fatti di una materia fatta di luoghi -dove vengono esposte- e di relazioni -chi sostiene tali opere-.

  • LR sei un po’ spuntato ultimamente… tirare fuori l’11/9 mi pare francamente patetico.
    La mostra è bella, vale la pena vederla, sia per il posto che per i lavori. Niente di trascendentale ma sicuramente un artista con un’ottima sensibilità, un attenzione malinconica al passato ok, ma l’insieme delle parti è costruito nel migliore dei modi.
    Gioni sta facendo un ottimo lavoro con i fondi di Trussardi, direi che proprio non ci si può lamentare viste le nostre condizioni e le alternative attualmente presenti.

  • Caro Francesco,

    il commento era di un altro luca rossi. Ma lo condivido.

    Un giovane che riflette sulla distruzione/monumenti/identità e non prende in considerazione l’11 settembre (non in senso tematico ovviamente) in tutte le sue accezioni (anche banalmente complottistiche, anche banalmente visive) penso che faccia un errore grave.

    L’11 settembre ha esorbitato il sensazionalismo anni 90 e non ha un valore in sè (non è cambiato nulla in fondo) ma da un punto di vista simbolico in quello che probabilmente era un processo già in atto. La fiction si fonde con la realtà, in maniera complessa e semplice allo stesso momento. Non si può più lavorare solo nello steccato rassicurante del sistema (sì fa perchè persone come Gioni fanno finta che tutto vada bene…).

    Fare i malinconici con l’immaginario X e semmai con la performance alla richard long (girare tutto il mondo per monumenti) mi sembra, questo sì, francamente patetico. PATETICO ed ERRORE GRAVE.

    Ho scritto che Gioni fa il massimo che può fare, e deve scovare il contenuto standard insieme al nome cool-glam-esotico. Se invitava il nostro Giorgio Andreotta Calò, sarebbe stata una mostra sicuramente migliore…ma non lo può fare perchè la Trussardi richiede, se non proprio la stella anni 90 (che forse sono finite), almeno il giovane cool internazionale; e un italiano-nel nostro essere provinciali- non è mai cool. Questa è la condanna dell’italia insieme alla sua classe politica.

  • Giusy

    L’esercito per aiutare la cultura a. Milano
    La caserma batte il Pac
    Boeri non convince..la sua formula Garutti patetica!

  • gerardo

    “… la Trussardi richiede, se non proprio la stella anni 90 (che forse sono finite), almeno il giovane cool internazionale; e un italiano-nel nostro essere provinciali- non è mai cool. Questa è la condanna dell’italia insieme alla sua classe politica”

    Precisamente. Questo è il tallone d’Achille di Gioni: di non riuscire ad imporre nessun nome che non sia già consacrato dal sistema. Fare buon viso a cattivo gioco è troppo comodo nella sua posizione e pure un tantinello noioso.. Contento lui…e voi…

    • Giusto….l’italia, e anche il Sig. Rossi, qualsiasi deve aver traumatizzato pesantemente la generazione di Gioni e Co. tanto che costoro non riescono a dialogare serenamente….c’è quasi una repulsione e una vendetta verso un paese scomodo e pieno di spiacevoli modi di fare e di pensare….

      quindi Gioni ha i suoi artisti-referenti italiani…ma li coinvolge sempre con il contagoccie, senza mai esagerare, quasi per non sorprendere se stesso e farsi sorprendere “italiano che si comporta da italiano”….

      per la biennale saranno: assael, perrone, tuttofuoco, cuochi, forse i nuovi di massimo, andreotta calò, la omnipresente biscotti (che forse sarà andata a scovare qualche catafalco storico in qualche paese sperduto…)…..è un peccato non avere una scena italiana aperta e leale, ne godrebbe tutto il paese.