Free Pussy Riot. Non si placa l’indignazione globale per la condanna del gruppo russo: e a New York arriva una mostra sostenuta da Amnesty International

Fra i 75 e i 100 dollari. Tanto costerà a New York indossare il coloratissimo passamontagna assai di moda negli ultimi tempi. Quale? Quello divenuto presto simbolo delle proteste a sostegno del gruppo punk Pussy Riot, dopo la condanna a due anni di carcere inflitta loro dal tribunale di Mosca per “teppismo a sfondo religioso”. […]

Una delle spettacolari azioni di sostegno al gruppo

Fra i 75 e i 100 dollari. Tanto costerà a New York indossare il coloratissimo passamontagna assai di moda negli ultimi tempi. Quale? Quello divenuto presto simbolo delle proteste a sostegno del gruppo punk Pussy Riot, dopo la condanna a due anni di carcere inflitta loro dal tribunale di Mosca per “teppismo a sfondo religioso”. Da leggere: per aver offeso il presidente Vladimir Putin.
Già, la – temporanea? – conclusione del processo non ha placato i sostenitori che ancora si fanno sentire ai quattro angoli del globo: e proprio da Chelsea arriva la notizia di una mostra organizzata dalla Lombard-Fried Projects gallery e da Amnesty International, per raccogliere fondi a sostegno di Nadejda Tolokonnikova e compagne. Durante l’evento, al via il prossimo 10 settembre a cura di Victoria Dushinka – saranno trasmessi a ciclo continuo cinque video del gruppo. “Vogliamo mostrare i loro lavori per far capire alle persone che non si tratta solo di provocazione – ha spiegato la gallerista Lea Fried – C’è anche poesia, sono spettacoli veri e propri, ognuno con uno scopo specifico“.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    BURKA UNISEX: è la fine di ogni discriminazione sessuale.

  • heidi

    la tragedia dell’emancipazione

  • …Come volevasi dimostrare…..tutto pre-organizzato. Che tristezza. Beate loro, quanti soldi che faranno.